24 giugno 2017
Aggiornato 16:00
Architettura

Addio a Paolo Soleri, l'inventore della città perfetta

È scomparso a quasi 94 anni l'architetto e artista torinese che riuscì a realizzare vicino a Phoenix, Arizona, il connubio ideale tra architettura avanguardista ed ecologia sostenibile, quella che lui chiamò arcologia, e che vide la luce nella città di Arcosanti

ARIZONA - Sognava la città perfetta e riuscì, a suo modo, a realizzarla. Un connubio perfetto tra architettura avanguardista ed ecologia sostenibile, quella che lui stesso definì «arcologia», e che vide la luce negli anni Settanta in Arizona, 70 chilometri da Phoenix, nella città di Arcosanti, pensata per accogliere 5 mila persone.

Paolo Soleri, torinese di nascita e americano d'adozione, è scomparso a quasi 94 anni. Una vita intensa, a fianco di alcuni dei più grandi nomi dell'architettura contemporanea.

Dopo la laurea al Politecnico di Torino, nel 1947 si trasferisce negli Stati Uniti dove conoscerà e lavorerà con Frank Lloyd Wright. Nel 1950 torna in Italia e progetta la fabbrica di ceramiche Solimene a Vietri sul Mare, la «città di ceramica», appunto, una delle poche ambiziose idee che di fatto Soleri riuscì a trasformare in realtà a quell'epoca.

Stabilitosi poi definitivamente in Arizona, fonda la Cosanti Foundation, scuola cantiere autofinanziata in collaborazione con l’Università, e nel '70 dà il via ai lavori di Arcosanti. Le automobili sono escluse, le distanze misurate in minuti di cammino.

Il progetto, impostato come «un complesso compatto dove vita, lavoro e gioco sono tutti sotto il medesimo tetto», è concettualmente simile agli insediamenti popolari, tipo alcune cittadine mediterranee, sebbene abbia una maggior complessità funzionale e strutturale.

«Riconoscere l'importanza delle implicazioni e delle relazioni ambientali è stato un notevole primo passo. Abbiamo quindi dovuto constatare che la vita è più complessa ed ardua di quanto ci piacerebbe credere», dirà Soleri molti anni dopo quella geniale idea.