2 dicembre 2021
Aggiornato 16:01
Metropolitana linea 2

Metropolitana, rebus linea 2: «Va pensata per i cittadini, non per gli investitori immobiliari»

I consiglieri del Movimento 5 Stelle accusano: il tracciato, per ora solo ipotizzato, non è basato su dati attuali ma vecchi. Lapietra: «Il lavoro fatto in precedenza? Ben venga, ma ora è obsoleto»

TORINO - Dove passerà la linea 2 della metropolitana? Quali saranno le sue stazioni e, soprattutto, il tracciato ipotizzato fin ora verrà rispettato? Per rispondere a queste domande che coinvolgono tutti i torinesi bisognerà aspettare qualche mese, ma qualcosa inizia ad emergere: la sensazione è che in un futuro prossimo, l’attuale Giunta possa prendere in considerazione eventuali modifiche al tracciato proposte dall’azienda che si aggiudicherà la gara d’appalto (12 le società ammesse alla gara). Il motivo? Il tracciato ipotizzato fino ad ora è basato su studi vecchi.

Lapietra: "Siamo in fase preliminare. Bene gli studi, ma sono vecchi"
L’assessora ai Trasporti Maria Lapietra, imbeccata sul tema dalla minoranza, è stata piuttosto chiara: «Siamo in fase di progetto preliminare, tutto è ancora al vaglio degli studi dei pianificatori della ditta che vincerà la gara. Benissimo il lavoro fatto fin ora, ma è obsoleto. Vecchio». Frasi abbastanza inequivocabili, che lasciano presagire possibile variazioni rispetto a quanto appreso fino ad ora. D’altra parte la visione del trasporto deve essere per forza di cose globale e capace di coinvolgere non solo la linea 1 della metropolitana e il suo prolungamento, ma anche un’eventuale linea 3 e tutte le connessioni con gli altri sistemi di trasporto pubblico. D’altra parte, per quanto riguarda la linea 2 della metropolitana tutto è ancora da decidere: dal posizionamento delle stazioni intermedie all’impatto del cantiere, passando per i poli di interscambio e i percorsi ciclopedonali.

Il Movimento 5 Stelle valuta possibili modifiche, ecco perché
Le considerazioni dell’assessora sembrano peraltro trovare il consenso e supporto del Movimento 5 Stelle, che con il consigliere Roberto Malanca rincara la dose: «Il progetto attuale è basato su dati del 2004, prima delle Olimpiadi. E’ cambiata la domanda, la città, le fabbriche, tutto. Non chiediamo di cambiare tracciato, ma di validare il tracciato alla luce di dati attuali e non di dati vecchi». Più sibillino Damiano Carretto: «Tracciato pensato in base a cittadini, non a investitori immobiliari». Una cosa è certa: i tecnici pianificatori della società che vincerà la gara avranno le mani abbastanza slegate e il percorso di 14,5 km circa potrebbe subire modifiche. Le linee guida imposte dall’Amministrazione a coloro che si aggiudicheranno il bando preliminare saranno solamente tre: rispondere ai bisogno del territorio tramite domanda attuale e potenziale, accompagnare lo sviluppo e urbano della città e creare collegamento con rete di trasporto pubblico attuale e futura. Un progetto importante, che merita di essere curato nei minimi dettagli: la Torino del futuro viaggia in metropolitana, ma il tracciato è ancora un rebus.