6 dicembre 2019
Aggiornato 23:30

Il Milan riflette, Piatek ha già deciso cosa fare

La crisi del centravanti polacco è certificata, il futuro fra lui ed il club rossonero tutto da scrivere

Krzysztof Piatek, centravanti polacco del Milan
Krzysztof Piatek, centravanti polacco del Milan ANSA

MILANO - Tre gol in 13 partite: una miseria per uno abituato a sfondare le reti avversarie come fossero ragnatele sulla strada di passaggio. Il momento di difficoltà attraversato da Krzysztof Piatek sembra essere diventato ormai una triste consuetudine: il centravanti del Milan è un lontanissimo parente del bomber efficace ed infallibile della scorsa stagione quando a metà torneo aveva già realizzato 13 reti con la maglia del Genoa, oltre ad altre 6 in Coppa Italia, mentre ora, dopo i primi ottimi mesi a Milano, ha ridotto praticamente di un terzo il suo bottino in zona gol.

Malinconia

Ma c'è di più: non bastassero i numeri a certificare una crisi entrata pienamente nel vivo, infatti, quello dell'attaccante polacco non sembra essere solamente un periodo passeggero, ma una costante che fa sorgere più di un dubbio su quei 35 milioni di euro sborsati a gennaio 2019 dal Milan che si era trovato costretto a fare i conti coi malesseri e la fuga di Gonzalo Higuain verso Londra. Questo perchè Piatek, oltre a non segnare, non incide ed appare timido ed immalinconito, come il peggior Destro o il peggior Matri, tanto per citare due dei recenti fallimenti con la maglia rossonera numero 9 addosso.

Difficoltà

Piatek è in crisi di gol e di identità. Ha segnato appena 3 reti, di cui una soltanto su azione (contro il Lecce a San Siro lo scorso 20 ottobre) e due su rigore, ha procurato l'autorete di Bastos in Milan-Lazio, ha calciato più di una volta verso la porta avversaria ma con risultati scadenti. In più, il suo atteggiamento sconfortato preoccupa più del tabellino marcatori: il polacco sembra assente, impaurito, ansioso di fare gol e riprendersi applausi e cori, spaventato da chi gli urla dietro: «Ti hanno pagato 35 milioni e non ne vali manco la metà». L'uscita da San Siro tra i fischi durante la sostituzione in Milan-Napoli ha creato una crepa fra lui ed il pubblico milanista, sanabile sì col ritorno al gol, ma che adesso fa pensare e ponderare una società alle prese con l'imminente calciomercato.

Soluzioni

I dirigenti del Milan, ormai è chiaro, spingono per il ritorno in rossonero di Zlatan Ibrahimovic che andrebbe ad aggiungersi nella batteria di attaccanti a disposizione di Pioli allo stesso Piatek e a Rafael Leao. Logico, dunque, che in molti si chiedano che fine farà l'ex genoano, forse anche senza Ibrahimovic di nuovo a Milanello, così come logico è che se lo chiedano pure in seno alla dirigenza. E se il centravanti polacco ha seccamente escluso l'ipotesi di un suo prestito a gennaio (ritorno al Genoa o passaggio in Inghilterra), il Milan ragiona senza tagliar fuori nessuna possibilità, perchè non vuol certo depauperare i soldi spesi 10 mesi fa per ingaggiarlo.

Pensieri

Piatek, deciso e convinto a rimanere a Milano ma adesso realmente in bilico, ha così 4 partite prima dell'apertura ufficiale del calciomercato per riprendersi il Milan: il trittico emiliano Parma-Bologna-Sassuolo e la trasferta di Bergamo (dove l'anno scorso segnò forse il suo più bel gol in maglia rossonero) potrebbe dunque determinare le sorti ed il futuro prossimo di un calciatore che appariva un killer infallibile e le cui pistole (tanto per citare la sua celebre e purtroppo arrugginita esultanza) stanno ora sparando a salve senza centrare neanche il bersaglio.