13 dicembre 2018
Aggiornato 22:30

La confutabile teoria di Gattuso: non è la cattiveria che manca al Milan

Al termine di Milan-Sassuolo l’allenatore rossonero ha spiegato la poca pericolosità in zona gol con la mancanza di cattiveria. La verità che emerge dal campo però è un’altra…
L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso
L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso (ANSA)

MILANO - No, stavolta con Gennaro Gattuso non siamo d’accordo. La sua analisi, al termine del match pareggiato per 1-1 contro il Sassuolo, potrebbe avere anche un fondo di verità, ma tende a nascondere quello che a nostro avviso è il vero problema attuale del Milan. Partiamo dal principio: nelle ultime due partite i rossoneri sono apparsi decisamente sulle gambe e infatti le due partite che avrebbero potuto rilanciare Bonucci e compagni nella corsa Champions, il derby contro l’Inter e appunto la sfida casalinga contro il Sassuolo, sono finite entrambe in parità. Entrambe caratterizzate dalla poca incisività davanti alla porta avversaria, con la differenza che domenica sera i rossoneri hanno tirato verso la porta di Consigli tantissime volte, tanto da far pronunciare a mister Gattuso le parole che sono finite sotto la lente d’ingrandimento della nostra analisi: «Non si fanno 24 tiri per caso, se abbiamo segnato solo un gol è perchè ci è mancata la cattiveria».

Tanti tiri, pochi pericoli
La nostra verità è un’altra ed è testimoniata da un dato inoppugnabile: è vero che il Milan ha tirato tanto in porta, ma di occasioni dal gol vere non arriviamo a contarne più di una, quella con Kalinic di testa appena 1 minuto prima del gol del pareggio dello stesso centravanti croato. Per la verità ci sarebbe anche quella clamorosa divorata da Kessiè al primo minuto di gioco, ma l’ivoriano era in offside e quindi la rete sarebbe stata annullata. È vero che i rossoneri hanno tirato tanto in porta, ma si è trattato perlopiù di conclusioni dalla distanza che forse un paio di volte hanno impensierito Consigli (con Calhanoglu nel primo tempo e con Bonaventura al 95’), per il resto tentativi velleitari senza alcuna ambizione nè possibilità di far male al Sassuolo.

Statistiche impietose
Una fotografia che ha ricordato in maniera preoccupante il Milan di inizio stagione, quello che tirava tanto in porta ma non segnava quasi mai. Oggi infatti i rossoneri possono vantare il decimo attacco del campionato con 43 reti, contro le 75 della Lazio, le 74 della Juve, le 66 del Napoli e via via Inter, Roma, Sampdoria, Atalanta, Torino e Fiorentina, tutte più prolifiche dei ragazzi di Gattuso. Al contrario sale direttamente sul podio, al terzo posto, nella classifica dei tiri in porta (426 i rossoneri, dietro solo al Napoli primo con 461 e alla Roma seconda con 427).

Manca brillantezza
La sensazione è che al Milan occorra riacquistare un pizzico di brillantezza per ritrovare anche efficacia e pericolosità in zona gol. Provate a ripensare alle trame veloci e ariose mostrate in grande spolvero in casa contro la Sampdoria (gol di Bonaventura arrivato dopo un cambio gioco di 40 metri di Calhanoglu, sovrapposizione di Calabria sullo spagnolo Suso e cross al centro per l’accorrente Jack), oppure quelle sciorinate con eleganza e vigore contro la Lazio, sia in campionato che in Coppa Italia, e la Roma all’Olimpico. Non si tratta di mancanza cattiveria o di imprecisione sotto porta perchè il Milan non crea più occasioni da rete nitide. Ai rossoneri manca quella freschezza atletica che sembra smarrita dopo tre mesi vissuti ad alta intensità. Questa è la verità e sarebbe opportuno che anche Gattuso ne prendesse atto.