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Serie A già chiusa a marzo. E non è colpa della Juventus

Bianconeri lanciati verso il settimo scudetto consecutivo, un record in Italia, agevolato anche da avversari inconcludenti

Lo Juventus Stadium si prepara a celebrare il settimo scudetto consecutivo dei bianconeri
Lo Juventus Stadium si prepara a celebrare il settimo scudetto consecutivo dei bianconeri (ANSA)

TORINO - Juve in volo, Juve in testa da sola al campionato con un +1 sul Napoli che mercoledì potrebbe diventare un +4 difficilmente colmabile per qualunque avversario, men che meno per un Napoli che sembra aver già buttato la spugna. C’è ancora lo scontro diretto allo Juventus Stadium e i bianconeri dovranno affrontare gare insidiose come quelle contro le milanesi e la Roma, ma è evidente che il sorpasso avvenuto domenica nei confronti dei partenopei sa tanto di ennesima beffa per le rivali di una Juve dominatrice della serie A da ormai 7 anni di fila. Al termine di Inter-Napoli, Maurizio Sarri ha come al solito assunto i panni dell’agnello sacrificale del campionato, parlando dei fatturati, della ricchezza e del mancato obbligo degli azzurri di vincere uno scudetto che ai piedi del Vesuvio manca da soli 28 anni e che in questa stagione sembrava davvero a portata di mano per una compagine matura e giunta al terzo anno di un progetto che alla voce trofei recita ancora zero.

Mentalità

Nessuno è obbligato a vincere, ci mancherebbe altro, ma per una squadra come il Napoli di quest’anno c’era e c’è senza dubbio la necessità di lottare fino all’ultima giornata, specialmente dopo aver fallito completamente nelle coppe. In molti sostengono cha battere questa Juve sia impossibile, ma non è realmente così, la Juve ha una mentalità e una fame di vittorie che gli altri non hanno, la Juve gioca la Coppa Italia con lo stesso atteggiamento della finale di Coppa Campioni, mentre le rivali si permettono addirittura di snobbare le competizioni nonostante la loro bacheca sia mestamente e tristemente vuota. A maggio, quando con ogni probabilità la Juventus celebrerà il settimo alloro di fila, record assoluto in Italia, il Napoli verrà ricordato come la squadra più spettacolare del campionato, Sarri come il maestro di calcio che tutti vorrebbero avere e che si confermerà come tecnico bravo a insegnare calcio ma con una personalità di basso profilo, un personaggio probabilmente non in grado di gestire pressione e tensione, un allenatore che deprime i propri calciatori, ormai arresi al dominio juventino e ormai consapevoli che a Napoli con questa guida tecnica i complimenti saranno sempre inversamente proporzionali ai successi. Al Napoli gli applausi, alla Juventus le vittorie? Forse andrà così, ma la colpa, nel caso, non sarà dei bianconeri, bensì di avversari che, come i termosifoni, a marzo si spengono dopo il calore invernale.