19 ottobre 2018
Aggiornato 11:48

Milan, Montolivo attacca Montella: «Commesso un grave errore»

Il rossonero ha affrontato un tema delicato, sposando a pieno la nostra tesi (già anticipata due mesi fa) e inchiodando Montella alle proprie responsabilità.
Il regista ed ex capitano del Milan Riccardo Montolivo
Il regista ed ex capitano del Milan Riccardo Montolivo (ANSA)

MILANO - «È stata una decisione presa per cercare un’identità che non riuscivamo a trovare, ma credo che il cambio di modulo abbia portato difficoltà maggiori, anche perché avevamo svolto tutto il ritiro in un certo modo e a metà settembre ci siamo trovati a cambiare completamente. Abbiamo perso ulteriore tempo, poi ulteriore fiducia, è stata tutta una rincorsa». Con queste parole, tutt’altro che scontate, il regista ed ex capitano rossonero Riccardo Montolivo ha sputato finalmente il rospo, inchiodando l’ex allenatore del Milan Vincenzo Montella alle sue evidenti ed imperdonabili mancanze.

Finalmente
E finalmente qualcun altro - oltre naturalmente a noi della redazione del Diario Rossonero - che ha avuto il coraggio di evidenziare l’errore di valutazione che oggi costringe il Milan a cercare di divincolarsi nelle torbide acque di metà classifiche, avendo già abbandonato ogni velleità di raggiungere il quarto posto.
Già dai primi giorni di ottobre, quando l’avventura di Vincenzo Montella era ben lontana dal vedere la fine, ci ponevamo la domanda che però ha atteso oltre due mesi per trovare una risposta.

Cui prodest?
«A chi giova questo cambio di modulo? Non ai due centrali Musacchio e Romagnoli, entrambi molto più a proprio agio nella difesa a 4 ed evidentemente spaesati e disorientati - con errori al confine dell’indecenza - con questo nuovo assetto tattico. Non ai due esterni di fascia destra rimasti abili e arruolati, Calabria e Abate, entrambi provati a tutta fascia e alla fine messi da parte per far spazio ad un Borini fuori ruolo. Di certo non a Bonaventura e Suso, costretti ad interpretare uno spartito del tutto sconosciuto per soddisfare i crismi tattici di questo stralunato 3-5-2. E a loro due forse è il caso di aggiungere pure il turco Calhanoglu che da ultimo arrivato avrebbe bisogno forse più degli altri di solide certezze negli schemi di gioco».

Le ragioni della crisi
E ancora: «Potremmo continuare a lungo con le tante ragioni per cui questa scelta dell’allenatore rossonero non ci convince. Ci limiteremo invece ad una considerazione finale: il Milan, dopo la rivoluzione tecnica dell’estate, era chiamato ad un periodo piuttosto lungo di «sperimentazione». Il tempo necessario per consentire a 11 nuovi acquisti di conoscere la realtà in cui sono stati catapultati, prendere confidenza con i compagni e con le idee di gioco dell’allenatore e iniziare finalmente a ragionare da squadra.
Ebbene, Montella ha iniziato il suo percorso portando a casa il risultato più immediato della qualificazione in Europa League affidandosi al vecchio modulo ormai caro all’interno di Milanello, salvo poi interrompere i lavori dopo due mesi impegnativi e ricominciare tutto da capo in nome di un non ben precisata esigenza di miglioramento tattico. La sensazione dall’esterno è che invece questa squadra abbia bisogno di tornare a muoversi in ambiti conosciuti e ormai mandati a memoria, a partire dalla difesa a 4 che consentirebbe a tanti rossoneri di riappropriarsi dei propri spazi per ricominciare a rendere al meglio
». 

Errore di sottovalutazione
Noi, dall’esterno, avevamo capito subito qual era il problema. A Milanello invece un intero staff tecnico ha forse sottovalutato la portata delle risposte - tutte negative - che arrivavano dal campo. E si è dovuti arrivare all’esonero di Montella per riequilibrare la situazione e concedere ai disorientati calciatori rossoneri di tornare ad interpretare uno spartito già imparato a memoria senza dover partecipare per forza al festival dell’improvvisazione. E intanto un altro campionato è stato sprecato…