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Adidas-Milan: un addio che fa felici molti tifosi

L'annuncio della probabile separazione fra il marchio tedesco e il club rossonero ha portato i sostenitori milanisti, insoddisfatti dal materiale messo a disposizione negli anni, ad esultare sperando in prodotti migliori per il futuro

Giacomo Bonaventura indossa la maglia del Milan 2017-2018, l'ultima prodotta dall'Adidas
Giacomo Bonaventura indossa la maglia del Milan 2017-2018, l'ultima prodotta dall'Adidas (ANSA)

MILANO - Il Milan e l'Adidas si diranno addio il prossimo giugno, anzi, considerando la data di fine campionato, il prossimo maggio. Non c'è ancora nulla di ufficiale, ma le indiscrezioni uscite nelle ultime 48 ore sembrano proprio condurre in questa direzione; dell'accordo fra l'azienda tedesca e la società rossonera e del diritto di recessione unilaterale si è già detto molto ed il Milan dovrà certamente scegliere un marchio che renda tanto quanto l'Adidas, in carica da 19 anni. Al semplice tifoso, però, i discorsi di marketing, le questioni economiche e gli accordi fra multinazionali interessano fino ad un certo punto, il tifoso che apre il giornale al bar davanti a cappuccino e cornetto si sofferma su dettagli forse più spicci, ma quei dettagli che in fondo animano lo spirito di chi ancora ama candidamente il calcio e la propria squadra del cuore.

Delusi dal materiale

Scorrendo i social network ed ascoltando in giro l'umore dei sostenitori milanisti, vien fuori però che la separazione fra il marchio Adidas e il Milan non crea poi tutto questo scompiglio, anzi, in molti la vedono come una sorta di liberazione. Di nuovo in carica dall'estate del 1998 dopo la parentesi della Lotto, infatti, l'azienda di abbigliamento sportivo nata in Germania ha generato non pochi malumori circa la scelta del materiale che il Milan avrebbe poi indossato anno dopo anno: "Proprio quest'anno che lascia il Milan - scrive un tifoso su Facebook - l'Adidas tira fuori le tre magliette più belle degli ultimi vent'anni». Gli fa eco un altro affezionato che va giù un pizzico più duramente: "Ad eccezione di un paio di maglie - scrive - non ho un gran ricordo del materiale messo a disposizione, spesso controcorrente con la storia del Milan». Ancora più secco ed ironico il giudizio di un terzo tifoso che partecipa alla discussione: "Grazie Adidas per la maglia quasi completamente nera dello scorso anno, grazie delle maglie verdi e gialle, grazie per averci fatto vivere solo di nostalgia». Affrontando un discorso puramente estetico, effettivamente, il Milan non ha certamente brillato per bellezza delle tenute indossate nelle ultime 20 stagioni: fin dal nuovo esordio nella stagione 1998-99, infatti, l'Adidas sconvolge le canoniche righe rossonere, inserendo un disegno a strisce larghe, stile Bologna forse, certamente nulla a che vedere col Milan. Qualche disegno decente negli anni a venire, come la maglia dello scudetto 2003-2004, o l'elegante tenuta del 2008-2009, subito però sostituita dall'orrenda maglia dell'anno dopo, con colletto bianco stile camicia, riproposto (come se fosse piaciuto) nell'annata 2012-2013. Un velo pietoso sarebbe poi meglio stenderlo sulle terze maglie, spesso di colore non meglio identificato, quasi sempre in controtendenza con la storia del Milan (e in questo ha ragione il tifoso che ne parlava).

E i tifosi?

Al di là dei soldi, dei risvolti economici, al di là degli accordi commerciali, al di là del calcio cambiato e modernizzato, anche le aziende che distribuiscono il materiale tecnico alle società di calcio dovrebbero tenere un po' più in considerazione chi del calcio, in fin dei conti, è motore, ovvero i tifosi, perchè, lo abbiamo visto, i commenti e i giudizi sono poi spesso negativi. Nessun tifoso viene dalla montagna del sapone, nessun tifoso è ormai tanto ingenuo da sperare nella riproduzione delle maglie del Milan anni settanta o ottanta, nessuno chiede la maglietta di lana o il pallone marrone coi lacci, ma fra questo e le maglie gialle e verdi, forse, si può trovare un logico compromesso. A New Balance o a chi per lei, l'augurio e l'invito a tener conto anche di questi aspetti.