Calcio

Milan: la critica non risparmia neanche Cutrone

Dopo la disfatta di Roma, anche il giovane centravanti finisce nel calderone della negatività e nel mirino di esperti e tifosi

Patrick Cutrone, centravanti del Milan
Patrick Cutrone, centravanti del Milan (ANSA)

MILANO - E’ bastata la prima sconfitta stagionale, seppur roboante, a scalfire certezze ed entusiasmi nell’ambiente milanista, dopo un’estate passata a sognare e a far la conta dei nuovi arrivi con un organico rivoltato e rivoluzionato e le rinnovate ambizioni di classifica. Contro la Lazio i rossoneri di Montella hanno giocato male, malissimo, palesando ancora limiti strutturali ed una compattezza di squadra non ancora completamente trovata, eppure non è possibile passare in sole due settimane (da Milan-Cagliari a Lazio-Milan, sosta compresa) dalla voglia di primato al sentimento di sfasciare tutto e ricominciare un’altra volta daccapo.

Nessuno escluso

E dalla baraonda di critiche alla banda rossonera, i tifosi non hanno risparmiato proprio nessuno, perfino quel Patrick Cutrone che era ormai diventato il beniamino del popolo milanista coi gol in Europa e i due centri nelle prime due giornate di serie A. Il giovane centravanti a Roma è imploso esattamente come tutti i suoi compagni, non ha avuto una palla giocabile ed è apparso avulso dalla manovra; tutto vero, tutto giusto, ma leggere sui social network commenti del tipo «dove andiamo con Cutrone?», o «appena ha incontrato una difesa forte è scomparso», o infine «serviva acquistare un centravanti vero», appare francamente troppo. Cutrone, classe 1998, ha segnato 2 reti in 3 partite di campionato (come Higuain, meglio di Belotti), dimostrandosi pronto per giocare nel Milan, anche se resta un diciannovenne praticamente esordiente, da cui è impossibile pretendere che risolva ogni partita da solo, né che segni tutte le volte. Il Milan ha vinto 6 partite su 7 in questo inizio di stagione, ha perso e ha perso male contro la Lazio, Cutrone è naufragato come tutti i suoi compagni, ma il giudizio su di lui (e sugli altri) deve rimanere inalterato, pur sottolineando errori e prestazioni negative; il Milan è in costruzione, i centravanti sono tre, il tempo (almeno quello) gioca ancora a favore di Montella e del suo gruppo.