L’andrologo risponde

Cancro alla prostata, sintomi e cure

Il dottor Giorgio Del Noce a Diario Salute TV: «Bisogna tener presente che il cancro alla prostata può essere curato in maniera efficace. Esistono tre tipi di cure, tutti molto validi»

Il cancro alla prostata è una patologia frequente nel maschio adulto e soprattutto del maschio anziano. C’è una certa ereditarietà nel cancro alla prostata, ed è per questo motivo che i figli di coloro che hanno sofferto di questo tipo di patologia devono stare più attenti – spiega il dottor Giorgio Del Noce, medico chirurgo specializzato in urologia, andrologia e sessuologia. Si consiglia infatti, a questi soggetti, di iniziare i controlli prima dei cinquant’anni, mentre chi non ha familiarità può cominciare dopo i cinquant’anni.

La diagnosi di cancro alla prostata
«Teniamo presente che il cancro alla prostata non dà sintomi, a differenza dell’adenoma di prostata. La diagnosi di cancro alla prostata viene eseguita fondamentalmente in due maniere. Con il dosaggio del PSA plasmatico – che è un banale esame del sangue – oppure con la visita e l’esplorazione rettale eseguita dallo specialista. La visita è molto specifica, nel senso che è molto facile porre diagnosi di tumore prostatico, ma è poco sensibile, per cui si riesce a trovare solo i tumori che ormai sono allo stadio avanzato. Il PSA, invece, è molto sensibile tant’è che riesce a identificare tumori di minima entità, però è poco specifica. Il PSA può infatti elevarsi anche in altre situazioni, non a caso viene sconsigliato di eseguirlo in caso di infiammazione prostatica», continua il dottor Del Noce.

Le cure per il cancro alla prostata
«Purtroppo non mostrando sintomi è necessario eseguire uno screening prostatico dopo una certa età. È importante, tuttavia, tener presente che il cancro alla prostata può essere curato in maniera efficace. Addirittura abbiamo tre tipi di terapia: tutti molto validi. Abbiamo la terapia chirurgia adatta soprattutto alle persone più giovani e la radioterapia di ugual efficacia. Infine, abbiamo l’ormono-terapia che tiene ‘spento’ il tumore prostatico, anche per molti anni. Tenendo presente che dopo una certa età il tumore prostatico non è più causa di morte del paziente. Dopo gli ottant’anni, generalmente, ha un andamento molto più lento che in età giovanile. Il tumore prostatico può dare metastasi ossee e ci sono, purtroppo, dei casi in cui al momento della diagnosi si riscontra già tale metastasi. Si tratta di casi abbastanza rari, ciononostante rispondo bene alla terapia ormonale», conclude il dottor Del Noce.