15 luglio 2019
Aggiornato 23:00
Dieta e malattie cardiovascolari

Cosa c’è dietro la dieta mediterranea che riduce il rischio cardiovascolare?

Scienziati statunitensi hanno indagato sul perché la dieta mediterranea riduce il rischio di malattie cardiovascolari e di ictus. Ecco cosa hanno scoperto

C’è un perché dietro alla riduzione del rischio di malattie cardiache, cardiovascolari e ictus in chi segue la dieta mediterranea? Alla domanda hanno tentato di dare risposta un gruppo di scienziati del Brigham e Women’s Hospital di Boston, della Harvard Medical School e della Harvard TH Chan School of Public Health, con uno studio i cui risultati sono stati pubblicati su JAMA Network Open.

Meno rischi con la dieta mediterranea

La prima cosa che i ricercatori hanno trovato è che tra i partecipanti allo studio che seguivano una dieta mediterranea, vi era una riduzione del 25% del rischio di malattie cardiovascolari. Per ‘dieta mediterranea’, i ricercatori intendevano l’assunzione di buone quantità di alimenti vegetali, olio extravergine di oliva e ridotte quantità di carni e dolci. Il dottor Shafqat Ahmad e colleghi, hanno anche esplorato il perché e in che modo una dieta mediterranea potrebbe mitigare il rischio di malattie cardiache e ictus esaminando un panel di 40 biomarcatori, che rappresentano i nuovi e consolidati contributor biologici alle malattie cardiache. «Il nostro studio – spiega il dott. Shafqat Ahmad  – reca un forte messaggio di salute pubblica, mostrando che modesti cambiamenti nei noti fattori di rischio di malattia cardiovascolare, in particolare quelli relativi all’infiammazione, al metabolismo del glucosio e all’insulina, contribuiscono al beneficio a lungo termine di una dieta mediterranea sul rischio di malattie cardiovascolari. I risultati hanno importanti conseguenze a valle per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari».

Un perché poco chiaro

Sebbene già precedenti studi randomizzati condotti in diversi Paesi mediterranei, e studi osservazionali, abbiano in precedenza collegato una dieta mediterranea a una riduzione delle malattie cardiovascolari, i meccanismi sottostanti non sono stati chiariti. Questo nuovo studio si è basato su dati provenienti da oltre 25mila professionisti della salute femminile che hanno partecipato al Women’s Health Study. I partecipanti hanno completato questionari sull’assunzione di cibo e sulla dieta, hanno fornito campioni di sangue per misurare i biomarcatori e sono stati seguiti per un massimo di 12 anni. Gli esiti primari analizzati nello studio erano: incidenza di malattie cardiovascolari, definite come primi eventi di infarto, ictus, rivascolarizzazione delle arterie coronarie e morte cardiovascolare. I partecipanti allo studio sono poi stati classificati come aderenti a una dieta mediterranea a basso, medio o alto livello.

I risultati

Dall’analisi dei dati acquisiti, i ricercatori hanno trovato che 428 donne (4,2%) del gruppo bassa aderenza alla dieta mediterranea hanno avuto un evento cardiovascolare rispetto a 356 (3,8%) del gruppo media aderenza e 246 (3,8%) del gruppo alta aderenza, rappresentando una riduzione del rischio relativo rispettivamente del 23% e 28% – un beneficio che è simile in grandezza all’uso di statine o altri farmaci preventivi. Oltre a ciò, gli autori hanno osservato cambiamenti nei segnali di infiammazione (che rappresentano il 29% della riduzione del rischio di malattie cardiovascolari), il metabolismo del glucosio e la resistenza all’insulina (27,9%) e l’indice di massa corporea o BMI (27,3%). Infine, i ricercatori hanno anche trovato connessioni con la pressione sanguigna, varie forme di colesterolo, amminoacidi a catena ramificata e altri biomarcatori, ma ha scoperto che questi rappresentavano meno l’associazione tra dieta mediterranea e riduzione del rischio. «Mentre studi precedenti hanno mostrato benefici per la dieta mediterranea sulla riduzione degli eventi cardiovascolari e sul miglioramento dei fattori di rischio cardiovascolare, è stata una scatola nera in merito alla misura in cui miglioramenti a fattori di rischio noti e nuovi contribuiscono a questi effetti – concluso la dott.ssa Samia Mora, specialista in medicina cardiovascolare presso la Brigham and Harvard Medical School e coautrice dello studio – In questo ampio studio, abbiamo scoperto che le modeste differenze nei biomarcatori hanno contribuito in modo multifattoriale a questo beneficio cardiovascolare che è stato osservato a lungo termine».

Riferimento: Shafqat Ahmad et al, ‘Assessment of Risk Factors and Biomarkers Associated With Risk of Cardiovascular Disease Among Women Consuming a Mediterranean Diet’, JAMA Network Open (2018). DOI: 10.1001/jamanetworkopen.2018.5708.