19 dicembre 2018
Aggiornato 16:30

Tiroide, tutti gli esami che bisogna fare per accertare se funziona bene o no

Quali e cosa sono gli esami della tiroide, la scintigrafia tiroidea. l'ecografia tiroidea, l'agoaspirato o agobiopsia. I valori THS, FT3 e FT4. Cosa e come fare

Esame della tiroide
Esame della tiroide (Andrey Popov | shutterstock.com)

Gli esami della tiroide, in poche parole e buona sostanza, ci dicono se la ghiandola tiroide funziona bene. La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla, che si trova nella regione anteriore del collo. Il suo volume è leggermente inferiore nella donna rispetto all’uomo: dai 6 a 12 ml contro misure fino a 16 ml. La tiroide produce due tipi di ormoni: T3 (triiodotironina), T4 (Tiroxina) e la calcitonina. I primi due vengono secreti grazie a un altro tipo di ormone rilasciato dall’ipofisi. Tuttavia, a sua volta anch’esso è regolato dal TRH, un ormone ipotalamico. La secrezione del TSH è tipo pulsatile, ossia viene fatta indicativamente ogni due ore, e aumenta poco prima del riposo notturno. Tale attività può essere impedita dall’assunzione di somatostatina e glucocorticoidi. L’ormone T3, composto da atomi di iodio, viene prodotto generalmente insieme alla tiroxina (T4). Quest’ultima viene trasformata a livello dei tessuti periferici in triiodotironina. Nel flusso sanguigno, la concentrazione ottimale di aggira intorno agli 80 ai 180 mg/dl.

GLI ESAMI DELLA TIROIDE
Lo screening della tiroide
per quantificare i livelli ematici degli ormoni tiroidei T3 e T4 e dell’ormone ipofisario TSH è uno degli esami principali dello screening per la tiroide. Se il TSH è alto vuol dire che la tiroide funziona poco (si parla di ipotiroidismo). Se invece è basso, è possibile che la tiroide funzioni troppo (si parla di ipertiroidismo). L’esame in sé consiste in un prelievo di sangue rivolto a testare i livelli di TSH (Thyroid Stimulating Hormon) che viene secreto dall’ipofisi. Detto anche Ormone Tireostimolante, quando necessario, questo ormone stimola la tiroide a produrre gli ormoni T3 e T4, che sono modulati in base alle necessità dell’organismo. A loro volta, gli ormoni T3 e T4 nel momento in cui abbiano raggiunto livelli adeguati, inibiscono la produzione di TSH. Questi esami, rispetto a un tempo, oggi sono così precisi che permettono di diagnosticare eventuali disfunzioni tiroidee fin dai primi stati e spesso prima della comparsa dei sintomi.

Gli ormoni FT3 e FT4
FT3 è un ormone prodotto dalla ghiandola tiroide e derivante anche dalla trasformazione della tiroxina (T4) negli organi periferici.
FT4 è invece il principale ormone prodotto dalla tiroide, di cui si dosa la frazione libera nel sangue.

Ecografia tiroidea: questo esame permette di vedere come è fatta la tiroide, mettendo in luce la sua forma, se è ingrossata, se sono presenti noduli e altre informazioni ancora.

Gli esami visivo e palpatorio della tiroide: mediante esame meccanico, il medico si accerta se ci sono anomalie nella forma e grandezza della ghiandola. In questo modo è possibile anche individuare l’eventuale presenza di noduli.

La scintigrafia tiroidea: si tratta di una tecnica diagnostica per immagini. Il test fornisce informazioni sulla morfologia (la forma) e sulla funzionalità della ghiandola tiroide. L’esame consiste nella somministrazione di una piccolissima quantità di un tracciante radioattivo, che viene incorporato dal tessuto tiroideo. La somministrazione di tecnezio 99 o iodio 123 avviene per via endovenosa circa 20 minuti prima dell’esame. Lo iodio 131 è invece somministrato per via orale e l’esame viene eseguito da 6 a 24 ore dopo. Un’apposita apparecchiatura, chiamata ‘gamma camera’, si preoccupa di rilevare le radiazioni emesse dal tracciante e inviare le informazioni. Queste sono poi elaborate per produrre un’immagine della tiroide in rapporto al suo livello di funzionalità. I traccianti radioattivi utilizzati in questo esame sono il tecnezio (Tc-99m pertecnetato) o isotopi dello iodio, il precursore degli ormoni tiroidei (iodio 123 o iodio 131). L’esame è in genere prescritto dopo l’ecografia tiroidea, quando questa abbia evidenziato la presenza di noduli.
I diversi tipi di noduli: il tracciante radioattivo permette di distinguere i diversi tipi di noduli. Tra questi ci sono i cosiddetti noduli caldi, o iperfunzionanti. Si tratta di aree che appaiono maggiormente colorate poiché sono costituite da tessuto più attivo rispetto a quello circostante. In genere si tratta di noduli di carattere benigno. La loro presenza può indicare delle situazioni di tireotossicosi. I cosiddetti noduli freddi, o ipofunzionanti, sono invece formati da tessuto poco o per nulla attivo. In alcuni casi possono essere di origine tumorale.
Questi esami non sono dolorosi, si fanno in tempi piuttosto brevi e, una volta eseguiti, si può tornare alla vita normale di sempre. Unica accortezza è quella di non venire in contatto ravvicinato a donne incinte o bambini per 24-48 ore a seconda del tracciante usato: tecnezio o iodio 123 nel primo caso e iodio 131 nel secondo.

L’Agoaspirato o Agobiopsia
Nota anche come agobiopsia o biopsia, quella dell’agoaspirato è una tecnica diagnostica che consente di prelevare materiale biologico attraverso un sottilissimo ago. In genere si tratta di tessuti e cellule prelevati dalla tiroide. I campioni prelevati sono poi sottoposti campioni a esami di laboratorio come l’esame citologico (studio delle cellule) nel caso dell’ago aspirato o istologico (osservazione dei tessuti) nel caso della biopsia. L’esame si esegue quando precedenti esami per immagini abbiano evidenziato la possibile presenza di lesioni o formazioni anomale. Anche se si utilizza un ago, l’esame in genere non è doloroso e si esegue in modo semplice e sicuro: bastano pochi minuti e non necessita di anestesia.

Fonti: WebmdAmerican Thyroid AssociationAIRC.

Le informazioni riportare in questa pagina non sostituiscono il parere del medico.