19 dicembre 2018
Aggiornato 17:00

Era in perfetta salute ma un dente rotto ha rischiato di ucciderlo

Un uomo in perfetta salute ha rischiato di morire a causa di un dente rotto. Ecco cosa gli è accaduto

Un dente rotto ha rischiato di uccidere un uomo - foto rappresentativa
Un dente rotto ha rischiato di uccidere un uomo - foto rappresentativa (architecture | Shutterstock)

Sappiamo quanto l’igiene orale sia fondamentale per la nostra salute. Per esempio, nuove ricerche hanno messo in evidenza come alcune malattie gengivali possano aumentare il rischio di iperglicemia e diabete. Allo stesso modo, i pazienti diabetici riescono a ridurre alcuni segni della malattia in seguito a trattamenti odontoiatrici prolungati. Ma non è solo una questione di igiene: non intervenire precocemente su un dente malato potrebbe anche peggiorare le condizioni di salute e, nel caso di Tony – l’uomo di cui stiamo per parlarvi – persino mettere a rischio la propria vita.

La visita dal dentista
Un uomo di nome Tony Harvell – di 70 anni – era in perfetta salute. Un giorno si recò presso il suo dentista durante un normale controllo e scoprì di aver due denti rotti. Uno dei due, tuttavia, era tutt’altro che in buone condizioni. In questi casi l’infezione può diffondersi nei tessuti ossei e nelle gengive causando seri problemi di salute. Ed è proprio ciò che stava accadendo al povero Tony.

Cosa succede?
Quando un dente si rompe, l’infezione può diffondersi nei tessuti adiacenti o – peggio – viaggiare verso il cuore come è accaduto a Tony. Il paziente era affetto da un’endocardite che avrebbe potuto essere potenzialmente fatale. Infatti, i batteri hanno colpito il rivestimento interno del cuore, partendo dal dente. Si tratta di un caso tutt’altro che raro: l’endocardite è causata – nel 70% dei casi – da un dente malato. «Sono andato regolarmente dal dentista e avevo due denti rotti, cosa a cui non avevo mai pensato», spiega Tony.

Intervento chirurgico
L’uomo si è quindi visto costretto a subire un intervento chirurgico allo scopo di sostituire la valvola aortica a causa del danno provocato dall’infezione. «Quando mi è stato permesso di lasciare l'ospedale, ero così debole che non riuscivo a camminare e facevo affidamento su mia moglie Shelley. C'erano così tante cose che non potevo fare. Quando esci dall'ospedale dopo questo trattamento, sei colpito sia mentalmente che fisicamente. Sentivo di non poter fare le cose più semplici».

La ripresa
Tony ha dovuto seguire un programma di riabilitazione per diverso tempo ma, per fortuna, ora sta di nuovo bene e riesce anche a nuotare. «La squadra cardiaca e lo staff del Meridian sono stati fantastici. Fanno un lavoro inestimabile e con il loro sostegno ho ripreso fiducia. Devo quindi ringraziare tutto il team del Meridian per aver svolto un ruolo importante e continuo nella mia guarigione», conclude Tony.