18 novembre 2018
Aggiornato 04:30

Esami del sangue e scompenso cardiaco: l’importanza dell’NT-proBNP

Gli esami del sangue che fanno sospettare uno scompenso cardiaco. I valori di riferimento
BNP e NT-proBNP. Valori giusti e scompenso cardiaco
BNP e NT-proBNP. Valori giusti e scompenso cardiaco (Africa Studio | Shutterstock)

Esiste un valore rivelabile attraverso un semplice prelievo ematico che misura la concentrazione di un peptide natriuretico di tipo B conosciuto anche con la sigla BNP. Insieme viene rilevato anche un frammento amminoterminale dello stesso peptide, l’NT-proBNP. Entrambi hanno lo scopo di valutare l’efficienza cardiaca. Si tratta, infatti, di sostanze prodotte dal cuore in seguito a sollecitazioni del muscolo miocardico.

Un peptide cerebrale?
E’ importante sottolineare che un tempo in Italia – e ancora oggi nei paesi anglosassoni – veniva conosciuto come peptide natriuretico cerebrale, dall’inglese Briain Natriuretic Peptide. Lo strano nome è dovuto al fatto che tale peptide è stato rilevato per la prima volta in un tessuto cerebrale. Tuttavia, l’esame del sangue analizza quello che viene rilasciato dalle cellule del ventricolo sinistro, ovvero la zona che pompa il sangue in tutto l’organismo e che interagisce in maniera attiva con la pressione arteriosa. Anche in situazioni normali, il muscolo miocardico produce piccole quantità del pro-peptide (pro-BNP), il quale viene scisso in due parti dall’enzima corina. In seguito alla divisione, nel sangue si potranno rilevare due valori: il BNP e l’NT-proBNP. In sintesi, possiamo dire che il BNP è l’ormone attivo costituito da 32 aminoacidi, mentre l’NT-proBNP è la forma inattiva composta da 76 aminoacidi.

Perché viene richiesto l’esame
Il medico potrebbe richiedere l’esame in caso di sintomi da insufficienza cardiaca. Tra questi ricordiamo la mancanza di respiro, il gonfiore alle gambe o affatticamento. Con questo test si possono anche escludere problemi respiratori, renali o al fegato che possono provocare – in alcuni casi – sintomi simili.

Un aumento indica disfunzioni cardiache
Un aumento dei valori di BNP e NT-proBNP potrebbe far pensare a uno scompenso cardiaco. Quando il ventricolo sinistro è eccessivamente dilatato, infatti, la concentrazione di BNP e NT-proBNP aumenta. Ciò significa che i due valori possono essere considerati marker attendibili di insufficienza cardiaca. Alcuni ritengono che il dosaggio di NT-proBNP sia più attendibile a causa di una migliore stabilità.

Precede lo sviluppo dell’ipertensione
Secondo alcune ricerche – condotte dalla Divisione di Epidemiologia e Salute dell’University of Minnesota di Minneapolis, in collaborazione con la Stanford University e l’Università della California - l’aumento dell’NT-proBNP potrebbe precedere lo sviluppo dell'ipertensione.

Come si esegue il test
Il test viene eseguito attraverso un semplice prelievo di sangue dalla vena del braccio. Il digiuno non è necessario.

Quali sono i valori normali del BNP e NT-proBNP?
Come sempre, è importante sottolineare che i valori potrebbero differire da laboratorio a laboratorio. In linea di massima i valori di NT-proBNT devono rientrare nei 450 pg/ml nei soggetti di età inferiore ai 50 anni. Negli anziani, però si può anche assistere a un’impennata fisiologica dei valori con un aumento fino a 900 pg/ml). La soglia che rappresenta il limite tra «positivo» e «negativo» è stabilita in <100 pg/mL di BNP. I dati potrebbero non essere corretti in caso di insufficienza renale cronica.

Valori di BNP e altre patologie
Come abbiamo detto, un valore di BNP superiore a 100 pg/ml può far pensare a un’insufficienza cardiaca. Ma ci sono altre condizioni che possono aumentarne i livelli: insufficienza renale, embolia polmonare, ipertensione polmonare, infezione grave (sepsi), problemi polmonari. Mentre alti livelli di NT-proBNP possono aumentare anche nei pazienti affetti da ipertensione, fibrillazione atriale, emorragie cerebrali subaracnoidee e cirrosi epatica.

Fonti scientifiche

[1] J Hypertens. 2015 May;33(5):966-74. doi: 10.1097/HJH.0000000000000500. - Increasing aminoterminal-pro-B-type natriuretic peptide precedes the development of arterial hypertension: the multiethnic study of atherosclerosis. - Sanchez OA1, Jacobs DR Jr, Bahrami H, Peralta CA, Daniels LB, Lima JA, Maisel A, Duprez DA.

[2] McMurray JJ, Adamopoulos S, Anker SD, Auricchio A, Bohm M, Dickstein K, Falk V, Filippatos G, Fonseca C, Gomez-Sanchez MA, et al. ESC guidelines for the diagnosis and treatment of acute and chronic heart failure : The Task Force for the Diagnosis and Treatment of Acute and Chronic Heart Failure 2012 of the European Society of Cardiology. Developed in collaboration with the Heart Failure Association (HFA) of the ESC. European Journal of Heart Failure. 2012;14:803–869. doi:10.1093/eurjhf/hfs033

[3] Roberts E, Ludman AJ, Dworzynski K, Al-Mohammad A, Cowie MR, McMurray JJ, Mant J. The diagnostic accuracy of the natriuretic peptides in heart failure: systematic review and diagnostic meta-analysis in the acute care setting. BMJ. 2015;350:h910. 

[4] Masson S, Latini R, Anand IS, Vago T, Angelici L, Barlera S, Missov ED, Clerico A, Tognoni G, Cohn JN. Direct comparison of B-type natriuretic peptide (BNP) and amino-terminal proBNP in a large population of patients with chronic and symptomatic heart failure: the Valsartan Heart Failure (Val-HeFT) data. Clinical Chemistry. 2006;52:1528–1538. 

[5] Endocr Connect. 2015 Sep 1; 4(3): R25–R36. Published online 2015 Jun 26. doi:  [10.1530/EC-15-0018] PMCID: PMC4485177 PMID: 26115665 INTERACTING DISCIPLINES: Cardiac natriuretic peptides and obesity: perspectives from an endocrinologist and a cardiologist Hugo R Ramos,* Andreas L Birkenfeld,1,2,* and Adolfo J de Bold

[6] Brain natriuretic peptide test – MedLine Plus

[7] 2013 ACCF/AHA Guideline for the Management of Heart Failure - A Report of the American College of Cardiology Foundation/American Heart Association Task Force on Practice Guidelines Clyde W. Yancy , Mariell Jessup , Biykem Bozkurt , Javed Butler , Donald E. Casey , Mark H. Drazner , Gregg C. Fonarow , Stephen A. Geraci , Tamara Horwich , James L. Januzzi  - Originally published 5 Jun 2013Circulation. 2013;128:e240–e327