16 novembre 2018
Aggiornato 21:30

La causa dell’autismo? Probabilmente l’uso di insetticidi

Scienziati statunitensi trovano un collegamento con l’esposizione ai residui di DDT che si trovano nell’ambiente e la comparsa dell’autismo
Autismo, la causa è il DDT?
Autismo, la causa è il DDT? (Di Photographee.eu | Shutterstock)

L’autismo è una malattia che affligge bambini in ogni area del pianeta. Appurato che i vaccini non hanno nulla a che fare con la comparsa di tale patologia, scienziati di tutto il mondo stanno cercando da tempo la vera causa. Tra le varie ipotesi formulate, ne emerge una supportata da un ampio studio osservazionale, il quale punta il dito contro l’esposizione a insetticidi di uso più comune. Tra questi anche il famoso DDT. Ecco perché un team di ricerca del dipartimento di epidemiologia della Columbia's Mailman School of Public Health ha analizzato un set di dati esaustivo che riguardava moltissime donne finlandesi che avevano avuto un figlio tra il 1987 e il 2005. E i risultati sono stati tutt’altro che rassicuranti.

Biomarker
Per giungere a tali conclusioni, i ricercatori hanno eseguito uno studio senza precedenti su un milione di donne finlandesi. A ognuna di loro è stato rilevato un biomarcatore che valutava la presenza di DDT nel sangue. È importante sottolineare che anche se il prodotto è caduto in disuso, la sostanza denominata para-diclorodifeniltricloroetano rimane nell’ambiente per anni e le persone potrebbero essere esposte, senza saperlo, a livelli altamente pericolosi. In particolare, i figli delle persone che lo hanno usato 30 anni fa.

Non si esaurisce mai
Come tutte le sostanze pericolose per l’ambiente, l’esposizione umana può durare per anni. «Nonostante il fatto che le sostanze chimiche come il DDT siano state vietate negli anni '70, rimangono ancora prevalenti nell'ambiente», spiega Alan Brown al Daily Mail Online. Secondo l’esperto potremmo avere a che fare con il DDT presente nell’ambiente ancora per un decennio o due. Quindi, l’unico modo per limitare l’esposizione è quello di vivere in aree poco contaminate o dimezzare il consumo di cibi non biologici (che non usano, perciò, nessun tipo di insetticida).

I risultati
Dai risultati dello studio, è emerso che le donne che avevano un livello elevato di DDT nel sangue, avevano il doppio di possibilità di mettere al mondo un figlio autistico o con una disabilità intellettiva. Rischi, ridotti, invece per quanto riguarda l’esposizione ai policlorobifenili o PCB. Tutto ciò desta molto allarme perché i livelli di un insetticida vietato da anni sono ancora troppo elevati in molte persone. «Siamo bloccati con il DDT. Non può essere rimosso dall'ambiente, anche se potrebbe essere possibile limitare la nostra esposizione mangiando più frutta e verdura biologica o non vivendo vicino a siti di rifiuti tossici».

Cosa fa il DDT?
In realtà non è chiaro in quale modo il DDT possa portare alla comparsa dell’autismo. Ma gli scienziati ritengono che inibisca alcuni tipi di ormoni e provochi danni a livello epigenetico. D’altro canto, i ricercatori ricordano che il DDT non è l’unica sostanza chimica presente nell’ambiente che potrebbe causare lo stesso tipo di danni. «Questo studio suggerisce che dobbiamo testare ulteriori sostanze chimiche correlate all'autismo». Tra questi i «ritardanti di fiamma e BPA, che si trovano nel rivestimento delle lattine. Possono essere necessari 10 anni per sviluppare l'autismo, quindi dobbiamo prestare attenzione agli effetti a lungo termine, piuttosto che pensare che sostanze chimiche come queste siano sicure», conclude Brown.