10 dicembre 2018
Aggiornato 01:30

Addio psicologo: arriva la realtà virtuale che ti aiuta a superare le tue fobie

Un programma di realtà virtuale ideato dagli scienziati di Oxford potrebbe aiutarti a superare le tue fobie. I primi test sull’acrofobia
Realtà virtuale contro le fobie?
Realtà virtuale contro le fobie? (Halfpoint | Shutterstock)

Al momento è solo un inizio ma non è escluso che in un futuro non troppo lontano, i giochi per la realtà virtuale non ci aiutino a superare ogni nostro timore. Quello che hanno raggiunto gli scienziati di Oxford, in ogni caso, è già un ottimo traguardo: hanno realizzato un software che permette di dire addio a vertigini e paura dell’altezza. I test sembrano essere andati a buon fine e la soluzione potrebbe sostituire il terapista.

Un aiuto dalla realtà virtuale
Chi lo dice che abbiamo bisogno di un terapista in carne e ossa? In alcuni casi potrebbe anche venirci in soccorso un aiuto virtuale. È questa, in sintesi, l’idea di scienziati americani che hanno voluto testare un software che permettesse ai pazienti di superare la paura delle altezze. L’esatto termine scientifico sarebbe acfrofobia: «è il tipo più comune di fobia, e sappiamo che molte persone non ottengono cure nonostante il problema abbia influito molto sulla vita di troppe persone», ha dichiarato Daniel Freeman, professore di psicologia clinica presso l'Università di Oxford e primo autore della ricerca.

Un trattamento che funziona
A detta degli scienziati, il trattamento è estremamente promettente: «ciò che è molto incoraggiante qui è la dimensione degli effetti del trattamento; è davvero molto grande», continua Freeman. L’autore dello studio ricorda anche che già in precedenza si erano valutati gli effetti della realtà virtuale in combinazione al trattamento standard. Al contrario, quest’ultimo studio, ha evidenziato che non è necessario l’intervento di nessun esperto: il software migliora (da solo) le condizioni mediche del paziente.

4 milioni di sterline
Considerando che i trattamenti con la realtà virtuale sono così promettenti, il National Institute of Health Research ha deciso di investire 4 milioni di sterline con questo genere di terapie. Il team di Freeman sta ottenendo ottimi risultati anche con patologie abbastanza diffuse come la depressione, fino ad arrivare alla schizofrenia.

Lo studio
Il test che verificava gli effetti della realtà virtuale sui pazienti affetti da acorafobia, è stato condotto su 100 pazienti. Metà di loro ha condotto la propria vita come sempre e l’altra metà ha eseguito una terapia basata sulla realtà virtuale, mezz’ora al giorno – per due o tre giorni a settimana. Al termine dello studio, durato quindici giorni, è emerso che solo i pazienti che avevano seguito la cura a base di realtà virtuale avevano mostrato un miglioramento significativo della loro fobia, riducendola mediamente del 68%. «È meglio di quello che ti aspetteresti se vedessi un terapeuta faccia a faccia. Non abbiamo fatto un confronto diretto, ma se si considerano i dati relativi a un trattamento psichiatrico, i risultati sono di gran lunga migliori». È importante sottolineare che il software progettato dagli scienziati non ha indotto effetti collaterali come nausea o vertigini.

Meglio dello psicologo?
In questo caso la realtà virtuale ha mostrato di apportare risultati più soddisfacenti. Ma non solo: potrebbe essere considerata una soluzione particolarmente valida per le persone che non sono disposte a raccontare i fatti propri a un terapeuta. Uno psicologo dell'Università di Manchester (Warren Mansell), che ha commentato lo studio del team di Freeman, ha detto di non essere affatto sorpreso dei benefici derivanti dalla realtà virtuale. Secondo lui, infatti, la realtà virtuale offre un potenziale importante: esporre le persone a situazioni che vorrebbero evitare. Lui, come Freeman, ritiene che il metodo sia valido per molti altri problemi psicologici. «La maggior parte delle persone con disturbo bipolare ha un disturbo d'ansia, per esempio. La paura è alla base delle psicosi e, semmai, abbiamo bisogno di più soluzioni innovative per aiutare le persone con problemi più idiosincratici», conclude Mansell. I risultati sono stati pubblicati su The Lancet Psiachiatry.

Fonti scientifiche

[1] Automated psychological therapy using immersive virtual reality for treatment of fear of heights: a single-blind, parallel-group, randomised controlled trial - Prof Daniel Freeman, PhD' Correspondence information about the author Prof Daniel FreemanEmail the author Prof Daniel Freeman, Polly Haselton, BSc, Jason Freeman, MA, Bernhard Spanlang, EngD, Sameer Kishore, PhD, Emily Albery, BA, Megan Denne, BSc, Poppy Brown, BA, Mel Slater, DSc, Alecia Nickless, MSc