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Mente confusa e declino cognitivo: sono gli effetti del caldo. Ma l’aria condizionata aiuta

Il caldo può peggiorare notevolmente i test cognitivi. Ecco perché è necessario dormire con l’aria condizionata

Declino cognitivo e caldo torrido
Declino cognitivo e caldo torrido (tommaso79 | Shutterstock)

In questi giorni di grande caldo, ben conosciamo gli effetti devastanti delle alte temperature: stanchezza, spossatezza e apatia. Anche le ore di lavoro diventano estremamente più complicate perché la concentrazione diviene difficoltosa e si ha decisamente un rallentamento in termini di performance. Secondo alcuni scienziati, poi, stare in un luogo senza aria condizionata – anche nelle ore notturne – può pregiudicare notevolmente la salute mentale. Ecco perché.

Test cognitivi peggiorati
Un nuovo studio, condotto da un team di ricercatori della Harvard TH Chan School of Public Health, ha messo in evidenza come gli studenti che dormivano senza aria condizionata durante un’ondata di caldo, peggioravano notevolmente i test cognitivi. I risultati – unici nel loro genere – mostrano per la prima volta che gli effetti cognitivi negativi causati dalla temperatura elevata esistono davvero.

Conoscere i rischi è importante
«La maggior parte della ricerca sugli effetti del calore sulla salute è stata condotta in popolazioni vulnerabili, come gli anziani, creando la percezione che la popolazione generale non fosse a rischio di ondate di calore. Per affrontare questo punto cieco, abbiamo studiato gli studenti sani che vivono nei dormitori come un intervento naturale durante un'ondata di caldo a Boston. Sapere quali sono i rischi in diverse popolazioni è fondamentale considerando che in molte città, come Boston, il numero di ondate di calore si prevede che aumenti a causa dei cambiamenti climatici», ha dichiarato Jose Guillermo Cedeño-Laurent, ricercatore presso l’Harvard Chan School.

Effetti negativi in tutte le persone
E’ ormai assodato: le temperature – negli ultimi anni – stanno aumentando vistosamente. E il 2016 si è conquistato la medaglia per l’anno più caldo degli ultimi duecento anni. Proprio per questo motivo vi è la necessità di comprendere gli eventuali effetti avversi che tali temperature avranno sulla popolazione generale. La maggior parte degli studi si sono concentrati solo sulle persone più vulnerabili come bambini o anziani, tuttavia quest’ultima ricerca ha voluto prendere in esame anche persone considerate meno a rischio. Nonostante ciò, sembra che il calore eccessivo non risparmi nessuno.

Lo studio
Durante lo studio, i ricercatori hanno monitorato 44 studenti durante la tarda adolescenza e intorno ai 20 anni che trascorrevano la notte nei dormitori. 24 di loro vivevano in edifici dotati di aria condizionata, mentre gli altri venti in luoghi senza aria condizionata. Ogni stanza degli studenti veniva dotata di un dispositivo che misurava la temperatura, il livello di anidride carbonica, l’umidità e la rumorosità. Al tempo stesso gli scienziati monitoravano il tipo di attività fisica e la qualità del sonno grazie a dei dispositivi indossabili.

I test
I test sono stati eseguiti per 12 giorni consecutivi. Nei primi le temperature erano considerate abbastanza normali per la stagione, negli ultimi sette giorni, invece, si è verificata un’ondata di calore. Ogni giorno i ragazzi dovevano eseguire un test cognitivo subito dopo il risveglio. Essi servivano a valutare velocità cognitiva e memoria di lavoro.

I risultati
Dai risultati si è potuto constatare che durante l’ondata di calore, gli studenti senza aria condizionata avevano peggiorato notevolmente il punteggio, al contrario di chi aveva a disposizione l’aria condizionata. È interessante notare che la differenza più significativa nella funzione cognitiva tra i due gruppi è stata osservata durante il periodo di cooldown, ovvero quando le temperature esterne cominciavano a diminuire ma quelle interne rimanevano invariate perché le stanze non erano dotate di aria condizionata.

Differenza tra temperature interne ed esterne
«Le temperature interne spesso continuano a salire anche dopo che le temperature esterne si sono ridotte, dando la falsa impressione che il pericolo sia passato, mentre in realtà continua. Nelle regioni del mondo con climi prevalentemente freddi, gli edifici sono stati progettati per trattenere il calore: questi edifici hanno difficoltà a eliminare il calore durante le più calde giornate estive create dal clima che cambia, dando luogo a ondate di calore interne», conclude Joseph Allen, assistente professore presso la Harvard Chan School. I risultati dello studio sono stati pubblicati il 10 luglio 2018 su PLOS Medicine.