Salute | Rissa

Rissa in uno studio medico: informatore scientifico picchiato a sangue

Un’altra rissa avvenuta in un ambulatorio medico di Bari. L’informatore scientifico ha subito gravi lesioni

Rissa in un ambulatorio medico di Bari - Foto rappresentativa
Rissa in un ambulatorio medico di Bari - Foto rappresentativa (Nomad_Soul | Shutterstock)

BARI - Ennesima rissa scatenata da parte di pazienti inviperiti e stufi di attese. Questa volta, però, la vittima non è stato un medico, bensì un informatore scientifico che è stato letteralmente picchiato a sangue. L’aggressione è avvenuta in provincia di Bari e non si è verificata all’interno di un ospedale o di un ambulatorio medico - come spesso accade - ma proprio all’uscita di quest’ultimo. Ecco cosa ha portato i due a una lite di tale entità.

Gravi lesioni
Il pover’uomo è stato portato al pronto soccorso a causa di gravi lesioni e un evidente trauma cranico. La prognosi, effettuata da parte del personale sanitario, è stata di 20 giorni. L’aggressore ha colpito l’informatore scientifico fuori dall’ambulatorio di Castellana Grotte (Bari) a causa di una discussione avuta poco prima all’interno dello studio medico.

Non voleva fermarsi
L’aggressore, da subito, ha avuto la meglio ma nonostante ciò sembra non abbia avuto nessuna intenzione di fermarsi: ha continuato a malmenare il povero malcapitato senza alcuna esitazione. Solo il medico, per fortuna, è riuscito a fermarlo. Poco dopo, però, è scattata la denuncia. A farla è stato il presidente della Federazione delle Associazioni degli informatori scientifici del farmaco e del parafarmaco (Fedaiisf), Antonio Mazzarella.

Solidarietà
Inutile dire che quando si parla di episodi simili non si può fare altro che avere il massimo della solidarietà nei confronti della povera vittima. Qualunque fosse stato l’oggetto della discussione, è chiaro che alzare le mani non è mai una soluzione ed è un’azione priva di senso, generalmente messa in atto dalle persone che non sono in grado di affrontare un discorso da persone civili. D’altro canto, anche Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, ha espresso «piena solidarietà. Questi episodi di violenza sono il sintomo di uno svilimento di tutto quello che ruota intorno al medico e alla medicina, e frutto del clima di sospetto per cui gli informatori scientifici sono visti come emissari delle industrie del farmaco, se non come corruttori», si legge sul sito dell’Ansa. «Alla vittima, ma anche a tutti i suoi colleghi, va il nostro sostegno e il riconoscimento del lavoro, prezioso quanto difficile, che svolgono nell'aggiornare i medici sui farmaci, in particolare su quelli innovativi, nell'interesse dei pazienti», conclude Anelli.