18 agosto 2018
Aggiornato 13:00

Meduse, tutto ciò che devi fare se ti «pungono»

Le meduse possono provocare una forte irritazione e dolore. Tutto ciò che devi fare se hai un incontro «faccia a faccia» con loro
Cosa fare quando si entra a contatto con le meduse
Cosa fare quando si entra a contatto con le meduse (Roman Yanushevsky | Shutterstock)

Quando ci rechiamo in una località di mare la prima cosa a cui facciamo attenzione è la pulizia dell’acqua. Prestiamo molta meno attenzione, però, a eventuali ospiti indesiderati: insetti, parassiti e persino meduse. Queste ultime sono quelle che destano più timori a causa del dolore che provocano se ci si avvicina eccessivamente a loro. Negli ultimi anni, poi, nel Mediterraneo sono stati registrati molti avvistamenti e tanti incontri ravvicinati. Ecco perché è importante sapere esattamente come comportarsi nel caso dovesse accadere anche a noi.

La prima cosa da fare: non farsi prendere dal panico
La prima cosa che bisogna fare è quella di non farsi mai prendere dal panico. Quindi, se siete in acqua e avete sentito che qualcosa vi ha provocato dolore non muovetevi eccessivamente. Se la medusa si trova ancora accanto a voi, infatti, potrebbe di nuovo crearvi ulteriore sofferenza. A differenza di altri animali le meduse non pungono ma possiedono dei tentacoli urticanti che provocano una forte irritazione al solo contatto. Tale disturbo è provocato dalla presenza di minuscoli organi denominati cnidocisti. In questi si trova del veleno utilizzato allo scopo di paralizzare eventuali predatori. Chiaramente per noi le dosi sono troppo ridotte per svolgere un effetto analogo ma è certo che non siamo esenti dal dolore.

Sciacqua molto bene
Dopo essere uscito dall’acqua di mare, rimani accanto alla riva e sciacqua bene con l’acqua salata. Evita quella del rubinetto, la quale provoca la rottura dei nematocisti, ovvero le strutture urticanti che rimangono sotto la cute. Se lo facessi, potresti assistere di nuovo a intensa irritazione e dolore.

Munisciti di una carta di credito
Non bisogna pagare nessuno, quindi va benissimo anche una carta vecchia o la tessera della palestra. Bisogna grattare leggermente la superficie cutanea per eliminare i nematocisti. Non bisogna, tuttavia, farlo in maniera eccessiva altrimenti le strutture urticanti penetreranno in profondità.

Cloruro di alluminio
in genere l’irritazione scompare da sola dopo breve tempo, ma se il dolore è molto forte è consigliabile applicare del gel a base di cloruro di alluminio (al 5%). Andrebbe, tuttavia, applicato immediatamente, perciò sarebbe meglio acquistarlo prima e tenerlo sempre a portata di mano. Il suo compito è quello di bloccare la diffusione delle tossine. Alcune persone usano anche le pomate al cortisone ma l’effetto è talmente lento che generalmente il dolore è passato prima e in maniera spontanea.

-          Cosa non devi mai fare

-          Non grattarti anche se hai una lieve sensazione di prurito: se lo fai potresti rompere le nematocisti liberando ulteriore veleno.

-          Non applicare sabbia calda: è vero che il veleno è termolabile ma affinché faccia effetto si devono raggiungere temperature intorno ai 50 gradi. Se applichi la sabbia così calda sulla zona colpita rischi un’ustione.

-          Non usare il ghiaccio: proprio in virtù del fatto che il veleno è sensibile alle alte temperature, se si applica del ghiaccio lo lasceresti attivo molto più a lungo

-          Non usare antistaminici: alla stregua del cortisone, anche l’antistaminico impiega troppo tempo per essere attivo. L’effetto inizierebbe quando i sintomi sono già svaniti

-          Non prendere troppo sole: copri la parte colpita per qualche giorno perché l’area colpita è maggiormente soggetta a iperpigmentazione. Vanno bene anche le creme solari con filtri di protezione molto elevati.

Aceto contro le meduse
Secondo una ricerca condotta dall’University of Hawaii, l’aceto è davvero un rimedio utile in caso di contatto con una medusa – proprio come riferito dalle nostre nonne. L’aceto, infatti, sembra essere in grado di spegnere le cellule che si trovano nella nostra cute (nematocisti). Unico problema: sembra che la soluzione funzioni soprattutto con le meduse del Pacifico e un po’ meno con quelle nostrane. Secondo gli esperti di Altroconsumo, l’aceto andrebbe utilizzato diluito in acqua ma la cosa migliore, dopo, rimane sempre quella di rivolgersi a un medico. Sarà lui a decidere quale trattamento adottare. Tra questi le pomate all’idrocortisone, degli antistaminici o antidolorifici. In questo caso potrebbe essere necessaria una profilassi antitetanica.

Rischio choc anafilattico
Seppur raramente, si può essere allergici anche al veleno di medusa. Attenzione, quindi a sintomi tipici: vertigini, difficoltà di respirazione, nausea, vomito, sudorazione eccessiva, pallore cutaneo e confusione mentale. In presenza di uno o più segnali di questo tipo chiamate urgentemente il pronto soccorso.