10 dicembre 2018
Aggiornato 00:30

Parte il progetto Net.In Campus per l'inserimento sociale delle persone cieche o ipovedenti

Si parte in 18 regioni italiane e si prevede il coinvolgimento anche di 'volontari' ciechi. La possibilità aperta a persone dai 4 ai 25 anni, con estensione anche fino a 35 anni
Ipovedente
Ipovedente (Andrey Popov | shutterstock.com)

ROMA – Favorire l’inserimento sociale delle persone con disabilità visiva. Per questo è nato NET.IN Campus - NETwork Innovativi per interventi abilitativi per persone con disabilità visiva. Il progetto ideato dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, con il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si pone appunto l’obiettivo di sviluppare una nuova metodologia condivisa per favorire e accelerare l’inserimento sociale delle persone con disabilità visiva – il tutto nel contesto dei campi estivi, attraverso approcci innovativi e figure professionali specializzate.

I campi estivi
Le linee guida degli interventi abilitativi saranno sperimentate a partire da metà giugno - e fino a settembre - in 25 campi estivi finanziati da I.Ri.Fo.R, in 18 Regioni italiane e coinvolgeranno oltre 640 utenti di cui 180 non vedenti, 131 ipovedenti e 330 pluri-disabili per un totale di circa 113mila ore di attività. La metodologia e i risultati della sperimentazione saranno pubblicati in un manuale che verrà redatto in formato cartaceo, in digitale accessibile e in nero braille. I campi saranno destinati a persone con disabilità visiva dai 4 ai 25 anni, e nel caso di ulteriori disabilità si includono persone fino a 35 anni.

Fare rete
«NET.IN Campus nasce dall’esigenza di creare una solida rete sul territorio sperimentando e condividendo le buone prassi che da circa 20 anni U.I.C.I. utilizza nei campi estivi territoriali organizzati insieme a I.Ri.Fo.R – spiega Linda Legname, Responsabile dell’Ufficio Fundraising e Progettazione di U.I.C.I. e Componente della Direzione Nazionale dell’Unione – Ogni utente disabile sperimenterà tecniche e attività basate sulle proprie abilità, tenendo conto delle personali compromissioni fisiche e cognitive, utilizzando tecniche diverse: dal supporto psicologico all’orientamento e alla mobilità, dalla tiflologia allo sport e riabilitazione sportiva. Così il disabile visivo, inserito in modo funzionale in un gruppo di pari, potrà sviluppare, promuovere e diventare consapevole delle proprie capacità e della propria autonomia, per una maggiore affermazione del suo ruolo nella società».

Le linee guida
Nella sua fase iniziale, il progetto prevede la redazione di linee guida realizzate da un comitato scientifico costituito dai professionisti degli enti partecipanti al progetto, affiancati da un gruppo di 11 supervisori che sperimenteranno e applicheranno la metodologia nei 25 campi estivi realizzati da I.Ri.Fo.R sul territorio nazionale. Essi, a loro volta, saranno affiancati da 2 esperti: una docente universitaria con esperienza in ricerca sociale nel terzo settore e un pedagogista clinico. Saranno poi selezionati e formati 11 osservatori che avranno il compito di monitorare e dare feedback dell’applicazione della metodologia sperimentata ai supervisori individuati.

I volontari ‘ciechi’
Per la prima volta, inoltre, U.I.C.I. offrirà un’esperienza di volontariato a 25 volontari ciechi e ipovedenti che, avendo partecipato in precedenza ai campi, potranno affiancare lo staff trasformandosi da utenti a protagonisti attivi, sperimentando così le loro abilità. Il corpo centrale di NET.IN Campus è caratterizzato proprio dalla sperimentazione della metodologia approntata durante lo svolgimento dei 25 interventi intensivo-abilitativi. A ogni campo verrà associato un supervisore e un osservatore che, attraverso gli strumenti approntati, applicheranno e monitoreranno l’approccio indicato ai 641 utenti disabili visivi o con pluri disabilità. Al termine dei campi estivi, previsto per settembre, gli operatori territoriali, i supervisori e gli osservatori restituiranno i loro feedback che verranno analizzati dal gruppo dei supervisori. I risultati andranno a costituire i contenuti del manuale sulla metodologia, che sarà redatto in collaborazione con la Federazione Nazionale delle Istituzioni Prociechi, stampato in formato cartaceo, digitale accessibile e nero braille e messo a disposizione di chiunque voglia utilizzarlo per applicare un modello condiviso e sperimentato.

Un’importante iniziativa
«Questa iniziativa è importantissima poiché riunisce diversi aspetti sia organizzativi che scientifici, dandogli una prospettiva futura – dichiara Mario Barbuto, Presidente Nazionale Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti – NET.IN Campus permetterà la costruzione di una rete omogenea e forte, che non si avvarrà più della sola formazione interna ma di scambi e contaminazioni con le associazioni che sul territorio nazionale promuovono le specialità necessarie alle persone con disabilità visiva. La metodologia potrà essere applicata in Sicilia così come in Lombardia, mettendo a fattor comune le buone pratiche sperimentate. Il progetto risponde peraltro a quella che è la mission di U.I.C.I. di consolidare e incentivare le collaborazioni con altri enti e associazioni creando un circolo virtuoso e offrendo alle persone cieche e ipovedenti risposte adeguate e tempestive».