22 ottobre 2018
Aggiornato 23:30

Questi farmaci di uso comune possono provocare ansia e depressione

Molti farmaci di uso comune potrebbero aumentare seriamente il rischio di depressione e suicidio. Ecco quali medicinali vanno assunti con attenzione
Farmaci di uso comune possono provocare depressione
Farmaci di uso comune possono provocare depressione (MD_Photography | Shutetrstock)

Sono farmaci di uso comune, assunti probabilmente da un terzo della popolazione, ma possono presentare rischi avversi insospettabili e pericolosi. Tra questi anche depressione e un aumento delle probabilità di suicidio. A suggerirlo sono stati alcuni ricercatori dell'Università dell'Illinois a Chicago, i quali ritengono che molti operatori sanitari potrebbero non essere a conoscenza del rischio e quindi non avvisare il paziente del pericolo che corrono. Ecco quali sono i medicinali che possono alterare negativamente il tono dell’umore.

Lo studio
Durante lo studio, gli scienziati hanno preso in esame i tipi di farmaci assunti da oltre 26.000 persone adulte. I dati – che fanno parte del National Health and Nutrition Examination Survey – sono stati ricavati negli anni che vanno dal 2005 al 2014. Dai risultati è emerso che tra gli oltre 200 farmaci prescritti comunemente, molti di questi possono provocare serie forme depressive e alterazioni dell’umore.

Quali farmaci?
I farmaci sotto accusa sono molti: tra questi quelli utilizzati per il controllo delle nascite, per l’ipertensione, per le malattie cardiovascolari, alcuni antiacidi, gli inibitori della pompa protonica e i comuni antidolorifici. Molti dei farmaci elencati hanno ben evidenziato nel bugiardino come la depressione o il rischio di suicidio possono essere considerati effetti collaterali derivanti dall’assunzione.

Se li prendi insieme rischi di più
I ricercatori hanno anche scoperto che non è affatto raro che i farmaci che aumentano il rischio di depressione vengano assunti insieme ad altri che potenziano tale effetto. L’uso concomitante di medicinali, noto con il nome di polifarmacia, è quindi associato a una maggiore probabilità di incappare nella depressione. Infatti, il 15% degli adulti che ne ha assunti due o tre (o più) insieme ha sperimentato serie forme depressive, una misura tre volte superiore rispetto a chi non usa farmaci di questo genere.

L’importanza della consapevolezza
«Il messaggio da portare con questo studio è che la polifarmacia può portare a sintomi depressivi e che i pazienti e gli operatori sanitari devono essere consapevoli del rischio di depressione associato a tutti i tipi di farmaci comunemente prescritti - molti dei quali sono disponibili anche come farmaci da banco», ha dichiarato Dima Qato, assistente professore di sistemi di farmacia, risultati e politica nell'UIC College of Pharmacy. «Molti possono essere sorpresi di apprendere che i loro farmaci, nonostante non abbiano nulla a che fare con l'umore o l'ansia o qualsiasi altra condizione normalmente associata alla depressione, possono aumentare il rischio di manifestare sintomi depressivi e possono portare a una diagnosi di depressione».

Quanto rischiamo?
In basi ai dati emersi dallo studio si è potuto constatare come l'uso di antiacidi con potenziali effetti avversi sulla depressione – tra questi anche gli inibitori della pompa protonica e gli antagonisti H2 – ha provocato un aumento degli effetti collaterali negativi dal 5 al 10% in un solo anno (dal 2005 al 2006). L'uso di tre o più farmaci aumentava contemporaneamente dal 7 al 10%. I farmaci che riportavano sul bugiardino il rischio di suicidio aveva provocato un aumento dal 17% al 24%. «Le persone non solo usano sempre di più questi farmaci da soli, ma li usano sempre più contemporaneamente, e pochissimi di questi farmaci presentano etichette di avvertimento, quindi finché non avremo soluzioni pubbliche o di sistema, lasceremo ai pazienti e agli operatori sanitari la consapevolezza del rischio», spiega Qato.

Una delle principali cause di disabilità
«Considerando la depressione come una delle principali cause di disabilità e l'aumento dei tassi di suicidio nazionale, dobbiamo pensare in modo innovativo alla depressione come problema di salute pubblica, e questo studio dimostra che i modelli di uso del farmaco dovrebbero essere considerati nelle strategie che cercano di eliminare, ridurre o minimizzare l'impatto della depressione nella nostra vita quotidiana», conclude detto Qato. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of American Medical Association