18 agosto 2018
Aggiornato 21:55

Fortnite, bimba di nove anni ricoverata per grave dipendenza

Una bambina di soli nove anni è stata ricoverata a causa di una grave dipendenza da Fortnite. Ma i rischi non finiscono qui
Dipendenza da Fortnite
Dipendenza da Fortnite (Michael Moloney | Shutterstock)

E’ il gioco più popolare del momento, conta milioni di giocatori in tutto il mondo e non esiste fascia di età in cui non è amato. Il segreto del suo successo? Le battaglie online. Stiamo parlando di Fortnite, un videogame che è stato recentemente sotto il mirino dei media a causa della violenza, problemi di sicurezza relativi agli account e casi di pedofilia. A tutto ciò si aggiunge un problema troppo spesso sottovalutato dai genitori: la dipendenza. E se in molti casi è difficile comprendere quando il proprio figlio sta scivolando verso una vera e propria ossessione, in altri casi è decisamente palese: ecco la bambina che non andava più neppure in bagno per poter giocare a Fortinte.

Come cambia la vita
Una bimba di soli nove anni, che vive in Gran Bretagna, prima di conoscere Fortnite trascorreva il suo tempo come molte ragazzine della sua età: era particolarmente attiva, stava spesso insieme alle amiche e amava lo sport. Seguiva lezioni di danza e atletica. Quando ha cominciato a giocare, tuttavia, i suoi genitori hanno notato che aveva meno desiderio di stare insieme agli altri e fare tutte queste belle attività. Diceva che si sentiva troppo stanca per muoversi e così le ore di movimento hanno cominciato a ridursi sempre di più.

Calo di rendimento scolastico
I genitori erano molto perplessi circa le condizioni di salute della propria figlia. Non era insolito, infatti, che gli insegnanti raccontavano come la bambina spesso avesse la tendenza ad addormentarsi in classe. Inoltre, era diventata particolarmente aggressiva nei confronti di amici e familiari, bastava veramente un nonnulla per farla alterare. «Siamo stati chiamati dal suo dirigente scolastico che ci ha chiesto se tutto andasse bene. Si era addormentata due volte durante le lezioni e i suoi voti stavano calando. Quando abbiamo chiesto a nostra figlia quale fosse il problema, è diventata insolitamente polemica e aggressiva, inizialmente però, avevamo attribuito il suo comportamento al cambio ormonale tipico dell’età», racconta la mamma.

Limitazione del tempo
I genitori della piccola, vista la sua stanchezza, hanno anche pensato di limitare il tempo che trascorreva davanti alla sua Xbox. Le avevano permesso di giocare un’ora durante i giorni feriali e due nel fine settimana. Ma tutto ciò non aveva prodotto risultati migliori, anzi. Ha cominciato a mostrare alcuni segni di dipendenza. Anche il suo comportamento stava cambiando molto: non era più onesta e corretta e ha usato di nascoso la carta di credito dei genitori. Fino a che, un giorno, è accaduto un fatto estremamente grave.

Cosa sta succedendo alla bambina?
Una sera i genitori hanno trovato la piccola sommersa dalla sua stessa pipì mentre stava giocando a Fortnite. «Mio marito ha visto la sua luce accesa durante la notte e l'ha trovata seduta su un cuscino imbevuto di urina mentre giocava. Era così attratta dal gioco che non sarebbe nemmeno andata in bagno», racconta la mamma.  In quel momento, madre e padre si sono accorti che stava succedendo qualcosa di molto grave alla loro figlia ed era necessario intervenire con urgenza. Poco dopo hanno saputo la verità: la bambina giocava di nascosto a Fortnite, molte più ore di quanto i genitori avessero creduto.

Sapevi che…?
Recentemente, il quotidiano Telegraph, ha riportato la denuncia della mamma di un dodicenne adescato da un pedofilo, proprio grazie a Fortnite. E, questo, purtroppo, non è neppure un caso molto raro. In realtà episodi di questo genere sono all’ordine del giorno. A peggiorare la situazione sono le chat, gli audio e i video che si possono attivare tra un giocatore e l’altro.

Gesti di violenza
Non appena i genitori hanno cominciato a prendere provvedimenti e togliere la Xbox alla bambina, lei è diventata estremamente violenta. Ha persino cercato di colpire il padre in faccia. Fu in quel momento che la madre e il padre si accorsero che non c’era più nulla da fare. La bambina aveva bisogno dell’aiuto di un professionista. «Non avevamo idea, quando le abbiamo permesso di giocare, della natura che crea dipendenza o dell'impatto che avrebbe potuto avere sulla sua salute mentale. Questo è un problema serio che sta distruggendo la vita della nostra bambina e qualcuno deve intervenire per mettere al bando questo gioco prima che diventi un'epidemia».

Troppe vittime di Fortnite
«Negli ultimi due mesi sono stato contattato da dozzine di genitori con bambini di otto anni che mostrano segni di dipendenza da Fortnite. Ho lavorato in questo campo per tre decenni e non ho mai visto nulla di simile, da ciò si evince quanto sia diffuso e potenzialmente dannoso questo videogame», ha dichiarato al quotidiano Mirror, Steve Pope, il terapeuta che segue la bambina. «Conosco ragazzi brillanti che falliranno gli esami quest'estate a causa di Fortnite, bambini che stanno rubando ai loro genitori e amici per pagare gli extra di Fortnite, ma anche ragazzi che urinano in bottiglie perché non sopportano di lasciare il gioco», continua Pope. Secondo gli esperti uno dei problemi peggiori è rappresentato dalle testimonianze di celebrità che alimentano l’esposizione al gioco. «Vedi i calciatori della Premier League che festeggiano gol con Fortnite ed è la pubblicità peggiore per bambini e adolescenti. È la porta perfetta per la dipendenza e il gioco d'azzardo».

La dipendenza da videogame
Recentemente l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha parlato della dipendenza da videogame, classificata come vero e proprio disturbo psicologico. «Si ha quando il videogioco prevale su tutti gli altri interessi vitali, con un peggioramento dei rapporti familiari e sociali - spiega l'Oms - Inoltre, questo disturbo ha un effetto perverso: nonostante l'evidenza di conseguenze negative di impatto sulla vita quotidiana, il bisogno di giocare aumenta sempre di più con il tempo. Si tratta di una vera e propria dipendenza, dal momento che i sintomi possono prolungarsi per interi mesi».