23 ottobre 2019
Aggiornato 22:30
Pericoli dell’attività fisica

Adolescente rischia la vita per essere stato troppo in palestra

Un diciassettenne ha rischiato di morire per aver fatto più di un’ora di palestra senza essere sufficientemente allenato

L’attività fisica fa bene alla salute e riduce il rischio di incappare in molte malattie, tra queste patologie cardiovascolari, metaboliche e cancro. Tuttavia, come sempre, ci vuole equilibrio nel fare le cose. Esagerare con il movimento, infatti, potrebbe essere deleterio esattamente come muoversi troppo poco. Ecco il motivo per cui un adolescente ha rischiato seriamente di morire dopo aver fatto più esercitazione del dovuto in un momento in cui, probabilmente, era fuori allenamento.

Dolori dopo l’attività fisica
Tutti noi sappiamo cosa accade poco dopo aver fatto palestra o sport quando siamo un po’ fuori allenamento. Cominciamo ad accusare dolori muscolari e facciamo fatica a fare i movimenti più semplici. Questo fenomeno è conosciuto con il nome di DOMS o Delayed Onset Muscle Soreness. In pratica si tratta di un indolenzimento muscolare che insorge in maniera ritardata, ovvero circa 24-48 ore dopo aver fatto degli sforzi muscolari. La scienza ha formulato diverse ipotesi in merito ma nessuno sa, esattamente, quale sia la causa scatenante. Secondo alcune teorie, potrebbe trattarsi di microscopiche lacerazioni delle fibre muscolari. Queste inizialmente provocherebbero dolore ma poi avrebbero il compito di potenziare il muscolo.

La storia di Jared
Jared Shamburger è un adolescente come tanti altri che, all’età di 17 anni ha deciso di iscriversi in palestra insieme ad altri membri della sua famiglia che la frequentavano da diverso tempo. Il fratello maggiore, per esempio, da molti anni faceva sollevamento pesi. Jared voleva diventare forte e robusto proprio come lui. Per questo motivo, la scorsa settimana ha cominciato a fare 90 minuti di allenamento. E come sempre accade in questi casi, dopo alcune ore ha cominciato ad accusare i classici dolori muscolari.

Male ovunque
Se inizialmente tutto sembrava essere una normale sintomatologia post-allenamento, le cose hanno cominciato a cambiare agli occhi dei familiari quando hanno notato che il dolore aumentava sempre di più e non si poteva toccare nessuna parte del corpo del figlio, talmente gli provocava dolore. «Tutto faceva male, faceva male al tatto, ed era gonfio». Judy, la madre, cominciò a preoccuparsi seriamente e iniziò a cercare su internet se c’era qualche caso simile al suo. Fu in quel momento che comprese di cosa si trattava, problema poi confermato dal medico.

Ricovero di cinque giorni
Non appena il medico visitò Jared si accorse che il presentimento della madre era corretto: suo figlio aveva assistito a una rara condizione nota con il nome di Rabdomiolisi. Per questo motivo fu necessario ricoverarlo in ospedale per cinque giorni. Si tratta di una lesione del muscolo scheletrico provocata da un eccesso di esercizio fisico che provoca una grave disidratazione. «In casi estremi, può anche causare la morte», ha dichiarato Judy. Ora il ragazzo è stato curato e sta meglio. Ma una lezione l’ha imparata: sa che va bene andare in palestra per migliorare il proprio fisico ma si deve fare le cose per gradi, aumentando lo sforzo gradualmente e bevendo molta acqua.

Cos’è la rabdomiolisi
La rabdomiolisi è, in sostanza, la rottura del tessuto muscolare che porta al rilascio di contenuto di fibre muscolari nel sangue. Le cellule muscolari ferite, infatti, rilasciano mioglobina nel sangue portando un’insufficienza renale a causa della tossicità di tale sostanza. Inoltre, potrebbe aggravare la disidratazione perché gli elettroliti si spostano nel flusso sanguigno e nel muscolo danneggiato. Ma non solo: si possono formare anche piccoli coaguli di sangue nei vasi sanguigni.

Altre cause della rabdomiolisi
La rabdomiolisi può essere provocata da sport eccesivo o da qualsiasi altro problema che causi un danneggiamento del muscolo scheletrico:

Bassi livelli di fosfati

Convulsioni o tremori muscolari

Elevata temperatura corporea

Forte sforzo, come la maratona o la ginnastica

Grave disidratazione

Ischemia o morte del tessuto muscolare

Malattie muscolari genetiche

Procedure chirurgiche lunghe

Traumi o lesioni da schiacciamento

Uso di droghe come cocaina, anfetamine, statine, eroina o PCP

Le conseguenze della rabdomiolisi
La patologia può portare anche a conseguenze gravi come disturbi del ritmo cardiaco, elevati livelli di potassi, tachicardie, fibrillazione ventricolare o morte improvvisa.

Fonti scientifiche

[1] Rhabdomyolysis – MedLine Plus