15 ottobre 2019
Aggiornato 19:00
Sindrome di Asperger

Non volevano che studiasse perché aveva l’Asperger. Ora Fabrizio ha due lauree e un lavoro

Nessuno credeva in lui perché aveva la sindrome di Asperge. Ma grazie alla fiducia che hanno riposto i suoi genitori ora ha due lauree e un lavoro

CUNEO - A raccontare questa splendida storia a lieto fine è stato il quotidiano di Mediaset – TGCOM 24. È una di quelle vicende iniziate con tanta amarezza e tristezza, proprio nel nostro paese. Il protagonista della storia si chiama Fabrizio, un bambino nato a Cuneo che ha dovuto combattere ogni giorno della sua vita con la sindrome di Asperger, una patologia dello spettro autistico. Fin dall’età scolastica è stato vittima di episodi – se vogliamo – discriminatori. Nessuno credeva in lui, a parte i suoi genitori. Ma la loro fiducia è stata ampiamente ripagata perché ora Fabrizio ha superato se stesso: ha due lauree e un lavoro.

Tutto inizia all’asilo
La mamma di Fabrizio ha raccontato al quotidiano TGCOM24 come i problemi fossero iniziati all’epoca in cui frequentava la scuola dell’infanzia. Aveva, infatti, assunto un comportamento molto strano. Nonostante avesse cominciato a parlare in età precoce, a quei tempi non amava più farlo molto. Inoltre, durante le ore scolastiche rimaneva da solo in un angolino e non voleva interagire con i suoi compagni. Sebbene la mentre gli avessero consigliato di farlo visitare da un medico, i genitori non diedero subito molto peso al problema. Fino a che tutto non iniziò a precipitare e fu necessario eseguire ulteriori accertamenti.

Un ritardo mentale?
Inizialmente al piccolo venne diagnosticata una forma di ritardo mentale. Ma nessuno sapeva, esattamente, di cosa si trattasse. All’epoca si conoscevano molto poco le sindromi dello spettro autistico e c’erano anche poche certezze al riguardo, quindi nessuno aveva capito davvero cosa avesse il povero Fabrizio. «L'unica certezza che abbiamo è che suo figlio non è un vegetale», gli avevano comunicato i medici. Inutile dire che dopo questa affermazione la mamma si è sentita cadere il mondo addosso. Ma ciò non le ha impedito di continuare a combattere per la persona che più amava al mondo.

Mancanza di fiducia
Alla base di tutto c’era la mancanza di fiducia. Nessuno credeva che il povero Fabrizio avesse qualche piccola chance, sia in ambiente scolastico che lavorativo. Quando era bambino, infatti, pensavano avesse qualche forma di ritardo mentale. Quindi, per quale motivo avrebbe dovuto studiare? Si chiedevano le persone che vivevano intorno a lui.  «Non volevano che continuasse a studiare perché aveva l'Asperger, ora mio figlio ha due lauree e un lavoro», racconta la mamma Marie-Rose a TGCOM 24. «Erano arrivati a togliergli le ore di sostegno e ad abbassargli persino i voti per scoraggiarlo tanto che ho denunciato la scuola. Non riuscivo a vedere mio figlio soffrire così, io mi rendevo conto che lui amava i libri, voleva studiare. Ma i professori avevano indicato per lui al massimo una scuola professionale così imparava a fare il mestiere del padre che è artigiano».

Non volevano proseguisse gli studi
Fabrizio era arrivato in terza media ma i professori ritenevano che il ragazzo non avrebbe dovuto proseguire gli studi. «A scuola erano arrivati persino ad abbassargli i voti per scoraggiarlo», continua Marie-Rose. Ma né la mamma né Fabrizio avevano alcuna intenzione di mollare la presa ed è così che continua a studiare – e con successo. E nonostante i professori continuassero a dire che era meglio frequentare un istituto professionale, i genitori non pensavano fosse la scuola adatta a lui. Era molto bravo a studiare ma anche molto goffo nei lavori manuali. Ed è così che hanno appoggiato la sua scelta di frequentare il liceo delle scienze umane. Quando arriva in terza superiore, però, finalmente i medici scoprono la vera causa dei suoi limiti. Non si trattava di un ritardo mentale: aveva la sindrome di Asperger. La diagnosi fu fatta grazie a un luminare dell’autismo.

E gli studi continuano
Fabrizio con il passare del tempo è riuscito a dimostrare a tutti che era in grado di studiare esattamente come tutti gli altri. Si è infatti diplomato con il massimo dei voti e ha scelto di andare all’università di Cuneo per studiare Scienze Politiche. Ma la sua salita continua ancora, questa volta in Francia, luogo di origine della mamma. Fabrizio si è infatti recato a Nizza per fare alcune esperienze lavorative. «Lì è riuscito ad aderire a un progetto per lavoratori portatori di handicap. È stato seguito da uno psicologo, gli hanno prima fatto fare uno stage e poi lo hanno richiamato per le sostituzioni. Questo gli ha permesso di acquisire fiducia in se stesso. Allora un giorno mi ha chiamato e mi ha detto che voleva proseguire gli studi in Francia e si è iscritto alla facoltà di giurisprudenza», si legge su TGCOM.

L’attentato di Nizza
Tra i tanti episodi tristi Fabrizio si è dovuto scontrare anche con l’attentato di Nizza. La mamma, però, racconta che lui non ha avuto molta paura, nonostante l’abbia scampata per un soffio. Mentre lei, al contrario, ha dovuto recarsi da uno psicologo per superare la paura. «Quella sera era uscito per andare in spiaggia con dei conoscenti, alcuni di loro hanno proposto di andare in piazza a un certo punto della serata per vedere i fuochi d'artificio, ma sono arrivati a tragedia avvenuta. Hanno visto la gente correre, hanno capito che era successo qualcosa di terribile, e Fabrizio è corso verso casa. Poi mi ha chiamato per rassicurarmi e ha detto: Vedi, era destino, mamma».

Ce l’ha fatta con le sue gambe
Il ragazzo ha dimostrato di essere davvero in gamba perché è riuscito a terminare gli studi da solo. Mentre alle superiori si è avvalso dell’aiuto di un insegnante di sostegno, all’università ha fatto tutto da solo. E a Nizza non ha voluto la richiesta di certificazione della sindrome per non essere né favorito né discriminato.

Il suo sogno
Ora Fabrizio lavora nell’amministrazione pubblica e intanto studia per proseguire la sua carriera nelle relazioni internazionali. Ma ha un grande sogno: occuparsi dei rapporti tra la Francia e l’Italia. Grazie alla sua occupazione è anche riuscito a comprare una bella casa in Francia. «Ha imparato a gestire le sue cose, a cucinare, a fare la spesa, a tenere la casa pulita, a lavarsi i vestiti. Ora è totalmente autosufficiente e ha fatto tutto da solo».

Tutti devono sapere
Marie-Rose un po’ di tempo fa aveva saputo di una studentessa affetta da sindrome di Down che si era laureata a Napoli. E non in maniera qualsiasi: era uscita con 110 e lode. E proprio per queste vicende, che ti rallegrano il cuore, che anche la mamma di Fabrizio ha voluto condividere la sua storia con tutto il mondo, raccontando la vicenda in esclusiva a TGCOM24. E il consiglio che la mamma vuole dare a tutti i genitori che hanno un bambino affetto da una sindrome dello spettro autistico è quello di non cedere mai. Forse ci vuole tempo, ma i risultati non tarderanno ad arrivare se qualcuno ha fiducia in loro. Ci sono stati momenti davvero difficili da superare – anche nel caso di Fabrizio - ma insieme ai genitori si può davvero dare il meglio di sé. Come è accaduto a Fabrizio che ancora oggi dice a Marie-Rose: «mamma lo abbiamo fatto insieme, non sarei mai arrivato dove sono se non avessi avuto a fianco una mamma come te».