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Il collirio più usato al mondo può portare a malattie polmonari mortali

Uno dei colliri più comuni sembra provocare danni piuttosto seri ai polmoni, reni e fegato. È accaduto di recente a un paziente con cataratta

Il collirio che può causare danni polmonari
Il collirio che può causare danni polmonari (Shutterstock.com)

Tendiamo spesso a pensare che i farmaci realmente pericolosi siano solo quelli prescritti dal medico – e non quelli da banco - e per uso orale. Ma non è affatto così: anche quelli ad uso esclusivamente topico possono causare danni, anche irreversibili. Basti pensare alle creme cortisoniche che possono scatenare anche problematiche sistemiche proprio come avviene durante la somministrazione per bocca. D’altro canto pare che anche i colliri possano essere davvero molto pericolosi. Persino quelli di uso più comune, come quelli a base di Levofloxacina. Ecco perché.

Un caso grave
Proprio di recente è stato riportato il caso di un paziente affetto da cataratta e in cura con un collirio a base di Levofloxacina. L’episodio – piuttosto grave – si è verificato in Giappone ed ha comportato una gravissima insufficienza respiratoria causata dall’uso del medicinale per gli occhi. Il collirio viene generalmente prescritto prima e dopo un intervento a causa del suo effetto antibiotico ed è uno di quelli più comunemente usati.

Un effetto collaterale mai visto prima d’ora
Il farmaco presenta diversi effetti collaterali, alcuni anche piuttosto seri, ma l’insufficienza respiratoria non era contemplata neppure nel bugiardino. Documentando il racconto in un diario, i medici dell'Università di Yamanashi hanno detto: «Questo è il primo caso riportato di danno polmonare indotto da farmaci a causa dei colliri con levofloxacina. La soluzione oftalmica di levofloxacina è uno dei colliri più usati al mondo e gli effetti collaterali sono per lo più reazioni locali», hanno dichiarato i medici dell'Università di Yamanashi. Il paziente aveva utilizzato il collirio come terapia preventiva prima dell’intervento di cataratta.

L’episodio
Secondo quanto riportato sul Daily Mail, il paziente non ha accusato i sintomi poco dopo aver usato il farmaco ma ben tre giorni dopo, quando l’intervento chirurgico era ormai andato a buon fine. Tra i primi sintomi che ha avvertito c’è stata anche febbre e problemi respiratori. Ma ciò che più ha sconcertato i medici che lo hanno visitato in quel momento è che sia fegato che reni hanno cominciato a deteriorarsi.

Ricoverato in terapia intensiva
Viste le condizioni del paziente l’uomo è stato prontamente ricoverato in terapia intensiva: i medici pensavano fosse affetto da polmonite e sepsi. Ma solo i risultati delle analisi batteriologiche hanno evidenziato la totale assenza di batteri patogeni. Nonostante ciò la crisi respiratoria si faceva via via sempre più grave, il tutto associato a livelli di linfociti altissimi. L’unica nota positiva è che con il passare del tempo le condizioni del suo fegato stavano lentamente migliorando. Fu in quel momento che i medici capirono di che cosa si trattava: una reazione anomala causata da un farmaco.

Danno polmonare
Ipotizzando una reazione avversa da farmaci, i medici hanno bloccato la somministrazione di alcuni farmaci per l’ipertensione e l’insufficienza respiratoria. Ciò che invece sono state aggiunte – secondo quanto riportato sul Respiratory Medicine Case Reports – sono state alcune iniezioni di levofloxacina. Si tratta, infatti, di un antibiotico usato anche per via sistemica. Tuttavia, in quel momento i dottori si accorsero che le sue condizioni si stavano aggravando sempre di più e che il fegato erano nuovamente compromesso. Fu in quel momento che il quadro clinico fu chiaro: il danno polmonare era stato indotto da levofloxacina somministrata sotto forma di collirio.

Steroidi
Una volta appreso che la causa di tutto era la levofloxacina, i medici hanno sospeso il farmaco e hanno somministrato steroidi per combattere l’insufficienza respiratoria. In seguito l’uomo ha avuto miglioramenti graduali sia a livello di disfunzione epatica che respiratoria. L’estubazione, invece, è avvenuta ben 22 giorni dopo. È importante sottolineare che la letteratura medica riporta diversi casi di danno polmonare indotto da levofloxacina ma non era mai accaduto con l’utilizzo di un collirio. «L'incidenza del danno polmonare indotto da levofloxacina è rara per la sua frequente prescrizione. Inoltre, non è mai stato segnalato che il collirio causi lesioni ai polmoni. Dovremmo essere consapevoli del collirio come forma di dosaggio causale di danno polmonare indotto da farmaci», ha dichiarato il dottor Hosogaya. Il team di medici non si spiega come ciò sia potuto accadere ma ipotizzano che il farmaco imiti un antigene che attiva le cellule immunitarie provocando sintomi di tale entità. Questo potrebbe spiegare, almeno in parte, il livello alto di linfociti.

Altri effetti della levofloxacina
Ricordiamo che tra gli effetti più noti della levofloxacina ci sono anche insonnia, ansia, alterazioni dell’umore e psicosi. «Una vasta gamma di farmaci può causare cambiamenti dello stato mentale. I fluorochinoloni sono uno di questi. Gli effetti collaterali di levofloxacina come cefalea, vertigini, irrequietezza, tremore, insonnia, allucinazioni, convulsioni, ansia e depressione sono ben documentati», scrivono i ricercatori del Dipartimento di Medicina Generale dello Sri Devaraj Urs Medical College e RLJ Hospital e Research Center di Karnataka (India). In uno studio hanno riportato il caso di un uomo diabetico di mezza età ricoverato in ospedale a causa di un’infezione che ha sviluppato una psicosi acuta in seguito alla somministrazione di levofloxacina. «I fluorochinoloni sono una causa non riconosciuta dei cambiamenti dello stato mentale. Delirio e allucinazioni associate ai fluorochinoloni sono stati riportati, in particolare con ciprofloxacina. Il meccanismo coinvolto nello sviluppo di tali effetti collaterali sembra essere correlato alla capacità dei chinoloni di inibire il legame dell'acido y-aminobutirrico (GABA) a i recettori GABA, che portano all'eccitazione del sistema nervoso centrale (SNC)», concludono i ricercatori.

Fonti scientifiche

[1] Indian J Psychiatry. 2008 Jan-Mar; 50(1): 57–58. doi:  10.4103/0019-5545.39762 PMCID: PMC2745871 PMID: 19771310 Levofloxacin-induced acute psychosis Nagaraja Moorthy, N. Raghavendra, and P. N. Venkatarathnamma Department of General Medicine, Sri Devaraj Urs Medical College and RLJ Hospital and Research Centre, Tamaka, Kolar, Karnataka, India Correspondence: Dr. Nagaraja Moorthy, Department of General Medicine, Sri Devaraj Urs Medical College and RLJ Hospital and Research Centre, Tamaka, Kolar - 563 101, Karnataka, India.