Salute | Cronaca

Studentessa si rasa i capelli per donarli ai bambini malati di cancro: sospesa dalla scuola

Una studentessa sceglie di rasarsi i capelli per donarli ai bambini malati di cancro. La scuola non accetta il suo look e la sospende

Si rasa i capelli per donarli ai bambini malato di cancro. [Foto rappresentativa]
Si rasa i capelli per donarli ai bambini malato di cancro. [Foto rappresentativa] (Shutterstock.com)

Una vicenda che sfiora l’incredibile ma che evidenzia ancora una volta la mancanza di empatia nei confronti altrui e, in special modo, l’intolleranza verso la diversità. L’episodio è accaduto di recente: una giovane ragazza decide di rasarsi a zero i capelli allo scopo di donare la sua folta chioma ai bambini affetti da cancro che hanno dovuto sottoporsi a chemioterapia. Ma l’istituto scolastico non accetta il suo aspetto e decide di sospenderla. La madre: «Ha fatto un gesto generoso, sono orgogliosa di lei».

Un gesto altruistico mal interpretato?
Il suo nome è Niamh Baldwin: ha solo 14 anni e vive in Cornovaglia. Ha fatto un gesto veramente lodevole che spesso non si vede fare neppure dalle persone adulte. Ma invece di essere premiata per le sue azioni viene punita per ciò che ha fatto. La ragazza, infatti, ha deciso di rasarsi i capelli allo scopo di donarli a un’associazione che produce parrucche per bambini malati di cancro.

Il rientro a scuola
Molti avevano notato il buon cuore di Niamh, ma il suo aspetto aveva destato l’attenzione anche della direzione dell’istituto scolastico: Mounts Bay Academy di Penzace. La preside ha ritenuto il suo novo look inadatto per la scuola che stava frequentando, quindi non ci ha pensato due volte: ha deciso di sospendere la ragazza per aver infranto il regolamento che prevede che i capelli siano lunghi almeno un centimetro. La ragazza è potuta tornare a scuola dopo qualche giorno ma solo con l’opzione di coprirsi il capo fino a che la sua chioma non fosse ricresciuta.

Non ha chiesto il permesso
Secondo alcune dichiarazioni fornite al Daily Mail la ragazza è stata punita perché non ha chiesto l’autorizzazione della scuola prima di tagliarsi i capelli. «Tutti gli studenti sanno che questa è la politica scolastica e sanno anche che la conseguenza è quella di completare il lavoro scolastico nella sala di inclusione fino a quando i capelli non crescono. Se Niamh avesse chiesto alla scuola di radersi i capelli per beneficenza, sarebbe stata suggerita un'idea di raccolta fondi alternativa. La famiglia ha avuto diverse opportunità di contattare la scuola prima che Niamh si rasasse i capelli per beneficenza ma per qualche ragione non l'ha fatto. Andando avanti, parlerò con la madre di Niamh per cercare di risolvere la situazione con soddisfazione di tutti, in modo che Niamh possa tornare alle lezioni il prima possibile. Sarebbe ragionevole, nelle circostanze, suggerire che Niamh indosso una sciarpa per capelli fino a quando i suoi capelli crescono sufficientemente»

Genitori indignati
Come è logico pensare i genitori sono rimasti indignati per il comportamento della preside, a tal punto che la mamma Anneka Baldwin, ha recentemente riportato sui social tutto il suo disappunto. «Niamh è una ragazza con ottimi voti, canta, suona la chitarra ed è estremamente generosa. Penso che queste siamo le cose più coraggiose e straordinarie da fare e mi rende così tanto orgogliosa di lei. Per questo sono così sconvolta che la scuola l’abbia umiliata e l’abbia messa in isolamento».

Il ringraziamento della charity
La Litlle Princess Trust, la charity che si occupa della distribuzione delle parrucche, ha ringraziato la ragazza: «Sappiamo che ricevere una parrucca di capelli veri e gratuiti ha un effetto profondamente positivo sui bambini malati e sui giovani adulti che assistiamo ed è solo grazie ai nostri gentili sostenitori che ciò è possibile. Cerchiamo di sconsigliare ai nostri donatori di capelli la totale rasatura della testa, perché donare i capelli è già un enorme sacrificio. Chiediamo anche a coloro che hanno meno di 16 anni e che stanno pensando di donare i capelli, di ottenere prima il permesso dal loro genitore / tutore. Tuttavia, siamo molto rattristati nell'apprendere la situazione di Niamh e allo stesso modo capiamo perfettamente il punto di vista della Mounts Bay Academy», conclude Monica Glass, responsabile di Little Princess Trust.