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Arriva il primo tatuaggio che si stampa in 3D, ed è vivo

Un tatuaggio dotato di un’incredibile tecnologia altamente innovativa. Viene stampato con apposite attrezzature ed è formato da cellule viventi. Ecco a cosa ci servirà in futuro

Tatuaggio in 3D formato da batteri vivi
Tatuaggio in 3D formato da batteri vivi (Leifstiller | Shutterstock)

Forse il termine tatuaggio è improprio. Infatti non servono né inchiostri né macchinette, ma una particolare stampante che lo crea velocemente formando tanti strati. Ed è proprio in questi ultimi che è racchiuso il segreto più importante: non sono formati da pellicole o materiali classici, bensì da batteri. In più ha la peculiarità di illuminarsi quasi come fosse un albero di Natale. L’ideazione del tatuaggio la si deve ai ricercatori del MIT ma è la sua destinazione d’uso è ciò che vi stupirà di più.

Un tatuaggio?
Non proprio, in realtà sarebbe più corretto parlare di cerotto. È formato da una grande moltitudine di strati di cellule vive e si può persino stampare facilmente in 3D formando una sorta di pellicola trasparente. All’interno del prodotto vi è anche un mix di nutrienti - che serve a mantenerle vive - e il classico idrogel, ovvero una soluzione formata da particolari polimeri e acqua.

Cellule programmate geneticamente
I ricercatori del MIT sono riusciti a programmare geneticamente le cellule in maniera tale da renderle sensibili a sostanze chimiche e molecolari. Ogni mix batterico è stato suddiviso in base al tipo di specializzazione che hanno, per poi essere distribuite su diversi rami al fine di poterle identificare al meglio. In questo modo è possibile verificare se sono entrate in contatto con un determinato componente perché si illuminano alla vista.

Un vero e proprio dispositivo
L’idea dei ricercatori è quella di permettere alle varie cellule – e quindi i diversi rami – di interagire tra loro per funzionare al meglio. In questo modo si potrebbero anche ottenere dei computer viventi che fungano come dei microchip. Ma tra i vari obiettivi vi è l’utilizzo in campo medico: il tatuaggio potrebbe servire per somministrare automaticamente le terapie che devono essere elargite per giorni, mesi o anni – secondo le quantità indicate dal proprio medico curante. Ma si potrebbero anche usare per rilevare modifiche cutanee del soggetto che lo indossa o per rilevare la quantità di inquinanti presenti nell’aria. Insomma, gli usi possono essere infiniti, basta un po’ di fantasia.