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Alzheimer: ricercatori scoprono come ridurre velocemente i sintomi grazie all’ossigeno

Una terapia eseguita direttamente in una camera iperbarica potrebbe modificare completamente il decorso della malattia di Alzheimer, riducendo i sintomi in appena 14 giorni

Curare l'Alzheimer con l'ossigenoterapia iperbarica
Curare l'Alzheimer con l'ossigenoterapia iperbarica (Edwardolive | Shutterstock)

Nuove speranze per una delle forme di demenza più temute. La patologia, infatti, sembra impossessarsi dei ricordi delle persone strappando letteralmente l’intero passato di un individuo. Purtroppo, ad oggi, non esiste una terapia realmente efficace. Abbiamo a disposizione farmaci che – se assunti ai primissimi stadi – aiutano a rallentare il progresso della malattia. Ma niente di più, tutti gli altri sono considerati medicinali che mitigano esclusivamente i sintomi generati dal forte declino cognitivo. Ma una nuova speranza pare arrivare da alcuni scienziati dell'American Friends of Tel Aviv University di New York che hanno appena pubblicato i loro risultati su Neurobiology of Aging.

Ossigenoterapia
I ricercatori dell'American Friends of Tel Aviv University di New York, sembrano aver trovato una soluzione per il trattamento dei pazienti affetti da Alzheimer. Si tratta di una cura nota con il nome di ossigenoterapia iperbarica. Pare che tale trattamento sia in grado di modificare positivamente i deficit comportamentali e fisici tipi della malattia.

Un trattamento rivoluzionario
Secondo il coordinatore principale dello studio, Uri Ashery, l’idea potrebbe essere considerata un vero e proprio trattamento rivoluzionario. «Abbiamo dimostrato per la prima volta al mondo che l'ossigenoterapia iperbarica può effettivamente migliorare la patologia della malattia di Alzheimer e correggere i deficit comportamentali associati alla malattia», ha dichiarato Ashery.

Ossigeno puro
La terapia pare essere tanto semplice quando efficace: i pazienti sottoposti a ossigenoterapia iperbarica possono respirare ossigeno puro in un’apposita camera pressurizzata. In tale camera, la pressione dell’aria viene aumentata di circa il doppio rispetto a quella normale. In questa maniera la solubilità dell’ossigeno a livello ematico aumenta vistosamente trasportando correttamente tale elemento per tutti i vasi sanguini presenti nel corpo umano.

La funzione dell’ossigeno
In questo modo l’ossigeno è in grado di stimolare i fattori di crescita e le cellule staminali che piano piano portano alla guarigione. Per arrivare a tali conclusioni, i ricercatori hanno eseguito lo studio su modello animale, nei murini affetti da malattia di Alzheimer. In laboratorio gli scienziati hanno ricostruito delle piccole camere di ossigeno iperbariche.

Bastano due settimane
Durante lo studio, della durata di quattordici giorni, i piccoli murini affetti da Alzheimer sono stati sottoposti a un trattamento iperbarico con ossigeno per un’ora al giorno. Dopo sole due settimane sono stati condotti dei test comportamentali e biochimici a livello dei tessuti per verificare se il trattamento funzionava nei piccoli pazienti affetti da Alzheimer.

I risultati
Dai risulti è emerso che il trattamento è stato in grado di diminuire vistosamente i disturbi comportamentali rispetto ai topi del gruppo di controllo. Inoltre è stato possibile evidenziare come le placche beta amiloidi si siano state ridotte del 40 percento. Una percentuale simile è stata ottenuta anche per quanto riguarda la riduzione della neuroinfiamamazione. Infine, i ricercatori ci tengono a sottolineare che la cura con l’ossigeno iperbarico è generalmente ottimamente tollerata e utilizzata nelle cliniche di tutto il mondo. Insomma, pare proprio che siamo sulla buona strada per un trattamento sicuro, semplice ed efficace per i pazienti affetti da Alzheimer.