Antibiotici

Scoperta shock: gli antibiotici danneggiano il sistema immunitario e rendono più forti i batteri

Gli antibiotici non solo rendono i batteri più resistenti alle infezioni ma sembrano anche danneggiare il nostro sistema immunitario promuovendo la proliferazione dei microorganismi nocivi

Gli effetti negativi degli antibiotici
Gli effetti negativi degli antibiotici (Jarun Ontakrai | Shutterstock)

Gli antibiotici hanno salvato il mondo dalle infezioni batteriche potenzialmente fatali. Se molte persone oggi non perdono la vita per malattie banali lo dobbiamo a questi preziosi farmaci. Però qualcosa sta accadendo: ci troviamo di fronte a un allarme globale. Molte persone, infatti, stanno perdendo la vita esattamente come avveniva prima dell’avvento degli antibiotici. Il motivo? I microorganismi sono diventati resistenti e, potenzialmente, potrebbero annientarci nel giro di pochi anni. Ma alcuni ricercatori del MIT hanno scoperto un fatto ancora più sconcertante: gli antibatterici rendono deboli noi e forti i batteri.

Il sistema immunitario è ko
Una ricerca condotta recentemente dai ricercatori del MIT e dell’Università di Harvard, ha evidenziato alcuni meccanismi d’azione degli antibiotici che fino ad ora erano sconosciuti. Questo genere di farmaci, infatti, bloccherebbe l’azione del sistema immunitario rendendoci molto più vulnerabili. L’idea iniziale degli studiosi era quella di comprendere a fondo le motivazioni dell’antibiotico-resistenza allo scopo di trovare nuove soluzioni contro questa minaccia globale alla nostra salute.

Lo studio
Lo studio, pubblicato su Cell Host & Microbe, ha messo in evidenza come i farmaci volti a combattere le infezioni, rendano in realtà noi molto più deboli e i batteri molto più forti. Ovvero producono l’effetto esattamente opposto rispetto a quello desiderato. Per arrivare a tali conclusioni, il team guidato da Jason Yang – ingegnere biochimico del MIT – ha inoculato un ceppo di batteri del genere Escherichia Coli in alcuni topolini. Allo scopo di eliminare l’infezione al piccolo animale è stato somministrato un tipico antibiotico a base di ciprofloxacina. Ma dalle analisi è emerso un fatto alquanto preoccupante: «gli antibiotici interagiscono con le cellule, in particolare le cellule immunitarie, in modi che non ci aspettavamo».

I risultati
In seguito alla cura antibiotica, i ricercatori hanno prelevato campioni di tessuto dai topi e analizzato i livelli di alcune sostanze chimiche corporee. Queste ultime sono conosciute con il nome di metaboliti. Si tratta di composti che i batteri possono utilizzare per poter crescere e moltiplicarsi. I topi trattati con antibiotici hanno evidenziato livelli decisamente più elevati di alcuni tipi di metaboliti rispetto ai topi a cui non sono stati somministrati farmaci o che erano sani. In presenza di determinate sostanze, quindi, la quantità di farmaci doveva essere aumentata affinché potessero essere realmente efficaci. Ironicamente, quindi, gli antibiotici avevano reso i batteri poco sensibili all’azione degli stessi antibiotici. Il paradosso è questo genere di cambiamenti non veniva indotto dalle cellule batteriche, bensì da quelle dell’organismo infettato. In pratica i farmaci avevano indotto le cellule a produrre metaboliti che rendessero i batteri più forti e resistenti.

Una risposta programmata?
«Non pensiamo che questa sia una risposta biochimica programmata, che quando una cellula ospite vede un'infezione e insieme un antibiotico, questo è ciò che produrrà», È molto più probabile che «gli effetti collaterali non specifici di questi antibiotici in presenza dei batteri stiano causando altri cambiamenti fisiologici di cui non siamo a conoscenza. E questi metaboliti potrebbero essere rilasciati come una sorta di sottoprodotti», spiegano i ricercatori.

Non è solo un problema di resistenza
I ricercatori hanno così scoperto che l’assunzione di antibiotici durante un’infezione non aumenta solo il rischio che tutti bene conosciamo, ovvero l’antibiotico-resistenza. Ma determina un fatto ancor più grave: indebolisce fortemente il sistema immunitario, in particolare la capacità dei macrofagi di sconfiggere tutti i microorganismi nocivi.

Cambiamenti pericolosi nell’organismo umano
«In generale si presume che gli antibiotici abbiano un impatto significativo sui batteri, tuttavia in questo caso sembrano scatenare risposte nelle cellule dei mammiferi. I farmaci, quindi, producono dei cambiamenti che sono controproducenti per lo sforzo del trattamento», conclude il coautore dello studio  James Collins, ingegnere biologico del Massachusetts Institute of Technology. Se tutto ciò verrà confermato, l’idea dei ricercatori è quella di somministrare – in futuro - antibiotici insieme ad altre sostanze che mitigano questi cambiamenti o che siano in grado di produrre l'effetto opposto.