20 settembre 2020
Aggiornato 06:00
Biancheria intima e salute

Mutandine, slip e biancheria intima? No grazie. Meglio nudi. Ecco perché

La biancheria intima femminile non è molto salutare per gli organi genitali. Secondo gli esperti è meglio rimanere completamente nudi. Ma bisogna imparare a farlo bene. Ecco come

Chi lo dice che le abitudini del moderno sapiens sapiens siano quelle migliori? Siamo certi che il nostro concetto di igiene sia davvero migliore rispetto ai nostri antenati? È molto probabile che un giorno gli scienziati di tutto il mondo ci avvertiranno che uno dei più grandi problemi di salute dell’umanità è causato da troppa pulizia e utilizzo di indumenti non appropriati. Uno di questi ammonimenti è già in arrivo: slip e mutandine non fanno per niente bene alla salute. Ecco perché.

Sotto il vestito niente: meglio nudi
La biancheria intima – femminile o maschile – potrebbe causare diversi problemi di salute. Tra i più comuni: irritazioni, infezioni batteriche e fungine. Quindi la protezione delle nostre parti più intime, grazie a slip e mutandine, sembra essere solo un sogno. La soluzione, secondo la dottoressa newyorkese Donnica Moore, è semplice: restare nudi.

Più danni che benefici
Insomma, indossare biancheria intima a volta può essere una soluzione particolarmente sexy, ma se si tratta di protezione e salute a volte è meglio lasciar perdere. Moore ritiene che se si vuole evitare di incappare in tutta una serie di problematiche agli organi genitali, è preferibile non indossare niente. Questo è quanto ha recentemente dichiarato in un’intervista al Daily Mail.

Se sono sintetici il danno è maggiore
Ma il cotone vero esiste ancora? È una domanda che molti si fanno perché – a dispetto dell’etichetta – a volte si hanno in mano indumenti che tutto ricordano fuorché il tessuto puro. Solo i nostri nonni, infatti, conoscono il vero cotone e chi è ancora vivo può testimoniare sul fatto che non ha niente a che fare con ciò che compriamo ai giorni nostri. D’altro canto se la biancheria intima è addirittura dichiaratamente sintetica i problemi (e i rischi per la salute) aumentano.

Perché è meglio non indossare la biancheria intima
La maggior parte della biancheria intima non permette la traspirazione della pelle. Il che significa soltanto una cosa: una maggior sudorazione e calore proprio nelle zone intime. Questo può comportare tutta una serie di rischi. Si forma, infatti, un ambiente ideale per la proliferazione di funghi e batteri. Mentre la biancheria sintetica può aumentare il rischio di fenomeni allergici, dermatiti e irritazioni. Inoltre la pelle ha bisogno di respirare e così facendo non ci riesce assolutamente.

Come fare?
Indubbiamente per noi uomini moderni non è così semplice abituarci all’improvviso a un cambio così radicale. Per questo motivo Moore consiglia di iniziare a rimanere nudi almeno la notte. Sperimentando la sensazione di libertà totale è molto probabile che pian piano si adotteranno ulteriori accorgimenti per indossare il meno possibile mutandine & affini. Probabilmente i benefici si avranno anche per gli uomini nei quali le loro parti intime assisteranno a una riduzione del calore e, di conseguenza, un minor rischio di infertilità.

Attenzione agli abiti che si indossano
Per tutto questo, come è logico pensare, ci sono anche alcune restrizioni. Va da sé che non indossare un paio di mutande quando si infilano i jeans potrebbe non essere una delle soluzioni migliori. Tali indumenti, infatti, potrebbero provocare lacerazioni a seguito dello sfregamento sulla vagina. Come è facilmente intuibile in tal caso le ferite che si formerebbero porterebbero a un rischio addirittura maggiore di contrarre pericolose infezioni.

E gli altri abiti?
Via libera, invece, ad abiti tipicamente femminili e gonne. Le parti intime, infatti, verrebbero protette da tali indumenti e il rischio di contrarre infezioni sarebbe ridotto all’osso considerando che i batteri non riescono a proliferare se le condizioni (come caldo e umidità localizzate) non lo permettono. Che dire quindi? Se la nudità è benefica, ben venga. Attenzione però a ricordarsi di incrociare le gambe se si indossa una gonna corta.