Salute | Gastroenterologia

Flatulenza e peti: alcuni puzzano da morire, mentre altri no. Ecco perché e come evitare

Gas intestinali, flatulenza e peti. Alcuni puzzano più di altri, anche molto. Ma perché accade tutto ciò? Risponde l’esperto gastroenterologo americano Myron Brand. Nel caso, ecco come rimediare

Peti e flatulenze, alcuni puzzano più di altri
Peti e flatulenze, alcuni puzzano più di altri (pathdoc | shutterstock.com)

STATI UNITI – Lo sappiamo da noi, senza che qualcuno ce lo dica: ci sono certi peti (o flatulenze) che puzzano più di altri. Certi poi in modo davvero spaventoso, tanto che a volte si rischia di fare una gran brutta figura. Ma perché accade questo? Alla domanda ha risposto l’esperto, il dottor Myron Brand gastroenterologo e specialista di medicina interna statunitense. A favorire i cattivi odori, creati dai gas intestinali, sarebbero alcune situazioni concomitanti. Scopriamo quali.

Complice il cibo
La dieta ha il suo grande impatto non solo sulla salute in generale, e ovviamente su quella dell’intestino, ma anche su quanto avviene all’interno di questo in materia di gas. A seconda del tipo e della quantità di cibo che mangiamo, cambia il tipo di sostanze che vengono prodotte dai batteri, compresi i gas – che possono odorare di più o di meno. «Di per sé il forte odore non è negativo – spiega Myron Brand – e dipende dal lavoro dei batteri intestinali. Il cattivo odore può significare soltanto che i carboidrati assunti sono stati mal digeriti, in questo caso si ha un odore di fermentato».

Più il cibo è salutare, più puzza
Sono molti i cibi salutari. Tra questi chi non conosce per esempio i cavoli? Questi vegetali così ricchi di sostanze benefiche sono altresì noti per rilasciare nell’aria un olezzo di zolfo, specie durante la loro cottura. Più alimenti ricchi di fibre assumiamo, più favoriamo la proliferazione dei batteri intestinali buoni, che tuttavia hanno la ‘cattiva’ abitudine produrre gas dalla digestione del cibo. Oltre ai cavoli, broccoli e simili anche la carne rossa, il latte e altre proteine vegetali favoriscono la produzione di gas, spesso assai maleodorante e simile a quello di uova marce, prodotto dalla scomposizione del cibo in idrogeno solforato. I gas – sottolinea Brand – cioè anidride carbonica, idrogeno o metano, sono il prodotto finale della fermentazione nel nostro tratto intestinale e dipendono tutti dai batteri intestinali. Alcune persone producono metano; altre solfuri di idrogeno, il gas che dà l’odore di uovo marcio. Tutto è una funzione di ciò che si mangia».

Si può evitare di emettere gas ‘velenosi’ per l’olfatto?
Se proprio ci si deve basare su questo, spiega Brand, allora bisogna preferire le proteine, piuttosto che i carboidrati. «Le proteine ​​non provocano molto gas, ma lo fanno i carboidrati – commenta il dottor Brand – Come medico, cerco di condizionare questo fenomeno con cose come la dieta FODMAP o i probiotici». La dieta a basso contenuto di carboidrati FODMAP è quella che limita determinati tipi di carboidrati che tendono a fermentare nell’intestino e che producono gas rancido. Si tratta tuttavia di una dieta difficile da seguire, poiché elimina i cibi anche sani come le cipolle e gli asparagi, per cui è di solito consigliata a chi soffre di gravi disturbi gastrointestinali. Se poi si hanno davvero problemi di flatulenza, che causano disagio sia fisico che psicologico, allora è il cado di rivolgersi a un gastroenterologo o un nutrizionista esperto, in modo da individuare quali siano i carboidrati che la provocano. Si può anche valutare quali sono i cibi ad alto contenuto FODMAP e quelli a basso contenuto, in modo da prendere in considerazione quelli che hanno meno tendenza a fermentare e dunque a produrre meno gas. E’ bene però ricordare che emettere gas è una cosa normale: una persona sana emette gas dall’intestino da 10 a 20 volte al giorno, per cui se si rientra più o meno in questi parametri non ci si deve preoccupare. A parte alcuni casi eccezionali, quindi non è il caso di prendere provvedimenti. «A meno che non sia eccessivo, perché questo è un segno che stai assorbendo male e non digerendo i carboidrati, probabilmente sta andando tutto bene», precisa il dottor Brand. Insomma, anche i peti hanno la loro ragione d’essere. Al massimo, tappiamoci il naso.