Zanzare fuori controllo

Chikungunya, 4 nuovi casi a Roma: vengono meno le rassicurazioni

La Regione ordina al Comune di Roma di disinfestare dopo i nuovi casi di chikungunya. SI pensa alla sospensione delle donazioni di sangue. Zanzare scatenate

Febbre da Chikungunya
Febbre da Chikungunya (VGstockstudio | shutterstock.com)

ROMA – Dopo i tre casi di chikungunya ad Anzio, e le rassicurazioni della Regione Lazio che la ‘situazione era sotto controllo’, ecco quattro nuovi casi a Roma. Le zanzare, a quanto pare, non sarebbero dunque sotto controllo; anzi. Paiono scatenate più che mai in questa fine estate. Non si contano infatti quasi più i casi di contagio dalle più disparate malattie ‘tropicali’: dalla malaria, alla Dengue a Zika. Dopo questi ultimi casi, la Regione Lazio invita l’amministrazione della Capitale a disinfestare.

I casi accertati
Sarebbe stata la Asl Roma 2 a notificare al sistema di sorveglianza i 4 casi di chikungunya. E secondo quanto riferito dalla Regione Lazio, questa stessa Asl avrebbe già invitato il Comune a intervenire secondo procedura. In particolare, si è indicata la necessità di avviare un «piano straordinario di disinfestazione» dalle zanzare sul territorio comunale.

Forse si sospendono le donazioni
In queste ore si sta valutando la possibilità di sospendere le donazione di sangue a Roma, come avvenuto in precedenza dopo i casi di chikungunya ad Anzio. Non sarebbe una novità o una sorpresa, dato che la misura precauzionale è prevista dalla procedura ordinaria nei casi in cui c’è un rischio derivante da malattie che possono essere trasmesse attraverso il sangue.

Un aiuto dal freddo
Se l’Italia in questi ultimi tempi non riesce a far fronte all’attacco delle zanzare con la loro sofisticata ed efficace tecnica di trasmissione di virus e parassiti, potrà in questo caso contare sull’aiuto delle temperature. Le zanzare anofele infatti in genere non sopravvivono alle basse temperature, a differenza di altre specie che invece pare si siano ‘adattate’ (diciamo così). Secondo il dottor Gianni Rezza, epidemiologo e direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore della Sanità, oltre all’azione di disinfestazione un aiuto arriverà senz’altro dal sopraggiungere della stagione autunnale e dell’abbassamento delle temperature. «Quando ci sono dei focolai abbastanza maturi come quello di Anzio – spiega Rezza – è possibile che si siano diffusioni di altri focolai, una situazione quindi abbastanza prevista come quella che si verificò dieci anni fa in Romagna, con la segnalazione di alcuni casi a Bologna, alcuni a Ravenna e Rimini». Si spera dunque che madre natura dia una mano all’uomo che pare rischiare di essere messo in ginocchio da un minuscolo insetto.

La febbre chikungunya
La chikungunya è una malattia virale contraddistinta da febbre acuta. Si trasmette attraverso la puntura di zanzare infette. La prima epidemia nota è stata segnalata in Tanzania e descritta nel 1952, anche se già nel 1779 era stata descritta in Indonesia un’epidemia probabilmente attribuibile allo stesso agente virale. A partire dagli anni Cinquanta, varie epidemie di chikungunya si sono verificate in Asia e in Africa. In Europa nell’agosto 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna.

Così come riportato dall’ISS, Il virus responsabile della Chikungunya appartiene alla famiglia delle togaviridae, del genere degli alphavirus. È trasmesso dalle zanzare del genere Aedes, come Aedes aegypti (la stessa che trasmette la febbre gialla e la dengue) ed è presente soprattutto in zone rurali, mentre è raro o addirittura assente in vicinanza dei centri abitati. Un altro importante vettore è Aedes albopictus, comunemente chiamata "zanzara tigre", che è anche presente nei centri abitati del nostro paese.

Dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, si manifesta una sintomatologia simil-influenzale che include febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti artralgie (da cui deriva il nome chikungunya, che in lingua swahili significa "ciò che curva" o "contorce"), tali da limitare molto i movimenti dei pazienti che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni antalgiche.

Si può sviluppare anche un esantema maculopapulare pruriginoso. Il tutto si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, ma i dolori articolari possono persistere anche per mesi. Le complicanze più gravi sono rare e possono essere di natura emorragica (ma non in modo così grave come nella dengue) entro 3-5 giorni, o neurologica, soprattutto nei bambini. In rarissimi casi la chikungunya può essere fatale, più che altro in soggetti anziani con sottostanti patologie di base.

(Fonte: Istituto superiore di Sanità)