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Bambini nervosi al mare? Colpa dei genitori

I bambini diventano più agitati, nervosi e capricciosi durante le vacanze, non a causa del mare, bensì del comportamento dei genitori. Ecco spiegato il motivo

Bambini nervosi al mare
Bambini nervosi al mare (HTeam | Shutterstock)

Solo mamme e papà possono sapere quale strana stregoneria colpisce i bambini poco dopo averli portati al mare. Se in una prima fase sembrano essere incredibilmente felici di avere a che fare con acqua salata, caldo e sabbia, dopo breve tempo si trasformano negli esseri più nervosi del pianeta. E cominciano così gli interminabili capricci che fanno pentire i genitori di essere andati in vacanza. Il motivo di tutto ciò? Ce lo spiegano gli esperti.

Nervosismo da vacanza
E’ una domanda che si pongono tutti i genitori: per quale motivo essere tranquilli in vacanza appare come una chimera irraggiungibile? È forse il mare che innervosisce, come asserivano un tempo i nostri nonni? Secondo alcuni medici del Bambin Gesù di Roma non è così: la colpa non sarebbe del luogo, bensì dei genitori. Quindi se siamo più stressati in vacanza, non è colpa dei nostri figli, ma possiamo prendercela solo con noi stessi.

Un problema di attività
«Senz’altro è vero che la maggior parte dei bambini sono più calmi e meno nervosi in montagna o in campagna piuttosto che al mare. Ma è più una questione ambientale e legata al tipo di attività che si svolgono» ha spiegato Alberto Giovanni Ugazio, pediatra dell’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente. In pratica noi saremmo colpevoli di come abbiamo scelto di organizzare la vacanza. Troppi cambi di orari, di giochi, di luoghi e di cibo creano nel bambino un effetto devastante. Effetto che, come sappiamo, ritorna a noi come un boomerang.

Troppa confusione
I ricercatori, dopo aver analizzato le vacanze-tipo dei genitori italiani, sono arrivati alla conclusione che a fare la differenza è il modo in cui gli proponiamo la vacanza. Troppe ore consecutive di spiaggia, per esempio, dove c’è tanto rumore e confusione può portare i bambini a essere più nervosi. A metterci un carico da undici è il bel tempo che invoglia i bambini a giocare, urlare, muoversi e fare chiasso. Se non c’è una pausa a tutto questo, il bambino accumula stanchezza riversandola tutta su di noi per mezzo di capricci e agitazione.

A che ora si mangia?
Inoltre il bambino potrebbe risentirne anche degli orari dei pasti. Spesso si mangia più tardi la sera, magari si fa qualche merenda di troppo causando anche disturbi digestivi al piccolo. Questo potrebbe anche variare l’ora del sonnellino o, peggio, il bambino potrebbe anche non riuscire a dormire come quando era a casa. Il risultato: figli agitati e genitori stressati.

Via tablet e smartphone
Purtroppo si è diffusa l’abitudine di far giocare i bambini – anche quelli più piccoli – con smartphone e tablet. Ma è una pratica che non dovrebbe mai diventare una consuetudine. Videogame e, soprattutto, schermi retroilluminati rendono i bambini iperattivi e particolarmente agitati. Senza considerare che a lungo andare possono causare una sorta di dipendenza dal loro utilizzo. Dipendenza che origina nervosissimo non appena ci si allontana. Quindi, anche in vacanza, è importante evitare di parcheggiare i propri figli davanti a uno schermo. Senz’altro è più comodo per i genitori che si trovano ad assistere a un magico momento di tranquillità. Ma è anche vero che la pagheranno subito dopo che i bambini smetteranno di usarlo.

Rispettate i ritmi dei bambini
Quindi se proprio mirate a una vacanza all’insegna della tranquillità è consigliabile cercare di rispettare il più possibile i ritmi precedenti, senza stravolgere troppo le abitudini dei bambini. E in questo, bisogna ammetterlo, mare e montagna non fanno la differenza. Se non per il fatto che quando si va in vacanza in località di mare, con molta probabilità, si rientra la sera decisamente più tardi.