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Sclerosi multipla: che cos’è, sintomi e perché si può curare con i «farma-microbi» e Prevotella

Cos’è la sclerosi multipla, quali sono i sintomi e i vari stadi della malattia. La terapia con i farma microbi e le staminali. Tutti i progressi della scienza

Sclerosi multipla sintomi e prevotella Histolica
Sclerosi multipla sintomi e prevotella Histolica (Chinnapong | Shutterstock)

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa demielinizzante. Ciò significa che colpisce il sistema nervoso, in particolare quello centrale. I pareri sono ancora piuttosto contrastanti sulla parte coinvolta dalla malattia: recenti indagini, infatti, sembrano smentire che la sclerosi multipla sia associata a un’alterazione della sostanza bianca, a favore di quella grigia. Ecco quali sono i sintomi e i progressi della scienza in fatto di terapia.

Una malattia autoimmune
La sclerosi multipla è una malattia autoimmune e come accade in tutte le patologie di questo genere, il nostro sistema immunitario non è in grado di riconoscere zone del corpo come tali, considerandole esterne e quindi nocive. In tutta risposta il nostro sistema di difesa le attacca danneggiandole. Nella scleri multipla la parte danneggiata è proprio il sistema nervoso centrale.

Origine genetica?
Forse. In realtà la scienza non è stata ancora in grado di stabilirlo con certezza. Quello che è certo è che pare possa anche essere influenzata anche da diversi fattori ambientali. Secondo alcune ricerche, alla base di tutto, potrebbe per esempio esserci una carenza di vitamina D ed esposizione solare. Ma anche in questo caso si parla solo di teorie.

I geni coinvolti nella sclerosi multipla
Tra i geni coinvolti nella sclerosi multipla, ricordiamo il Tnfsf13B, un gene che presiede alla sintesi della citochina Baff, una proteina con importanti funzioni immunologiche. Pare che tale alterazione sia la stessa responsabile del Lupus. Questo è quanto suggerisce un recente lavoro pubblicato sul prestigioso New England Journal of Medicine. «Sclerosi multipla e lupus eritematoso sistemico sono ‘malattie multifattoriali’, in cui il processo autoimmune è determinato dall’azione congiunta di diversi fattori genetici e ambientali – spiega il dottor Cucca, direttore dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irgb-Cnr) e professore di genetica medica dell’Università di Sassari – Più le cause di questo processo sono conosciute, più diventa facile comprendere i meccanismi biologici alla loro base e identificare i corretti bersagli terapeutici, creando anche le premesse per capire a quali individui debbano essere somministrati specifici farmaci».

Il danneggiamento della mielina
Nella sclerosi multipla si assiste a un attacco del sistema immunitario verso il sistema nervoso centrale a discapito della mielina. Una sostanza grassa che protegge le fibre nervose. Il danneggiamento della mielina provoca la formazione di tessuto cicatriziale che viene detto, appunto, sclerosi. Ne consegue che gli input forniti dal sistema centrale possono divenire alterati, rallentati o ridotti. Questi producono i più diversificati sintomi della malattia.

I sintomi della sclerosi multipla
I sintomi possono essere molto vari e dipendono dalle varie fasi della malattia: che possono essere allo stadio più lieve, moderato o grave. Inoltre, a seconda del tipo di sclerosi multipla si possono accusare segni più o meno tipici. Nella Sclerosi multipla recidivante con remissione il paziente manifesta ripetuti attacchi relativi alle funzioni neruologiche. Una di questa è seguita da un leggero miglioramento e recupero. In tali fasi la malattia non mostra peggioramenti o progressi.

La sclerosi multipla primaria secondaria
In questo genere di sclerosi multipla la malattia peggiora in maniera costante, sin dalla prima e inziale fase. A differenza della precedente, non si manifesta alcuna remissione. Colpisce circa il 10% delle persone.

Sclerosi multipla progressiva secondaria
In questo tipo di malattia si evidenziano remissioni molto più sporadiche rispetto alla precedente. È una forma decisamente più critica che si sviluppa circa dieci anni dopo la sclerosi multipla recidivante con remissione.

  • -          Sintomi della sclerosi multipla
  • -          Disturbi sessuali
  • -          Spasticità
  • -          Disturbi della sensibilità
  • -          Disturbi vescicali
  • -          Disturbi intestinali
  • -          Disturbi cognitivi
  • -          Disturbi della coordinazione (tremori)
  • -          Disturbi del linguaggio
  • -          Disturbi parossistici
  • -          Perdita di udito (più rari)
  • -          Cefalee (più rari)
  • -          Epilessia (più rari)
  • -          Problemi di deglutizione (più rari)
  • -          Problemi respiratori (più rari)
     

La terapia con le staminali
Una nuova speranza di cura arriva dalla terapia con le staminali. Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell’Imperial College di Londra e dell’ospedale Universitario di Careggi a Firenze. Dai loro risultati è emerso che una terapia d’urto a base di chemioterapia e trapianto di cellule staminali può bloccare la progressione della sclerosi multipla (SM) per anche cinque anni. Ma non è esente da rischi: nel 3% dei casi questo trattamento può causare la morte del paziente. La terapia è molto semplice: si prelevano delle cellule staminali dal midollo osseo del malato. Poi si tenta di sopprimere il sistema immunitario per mezzo di alte dosi di chemioterapia e, infine, si fa un’infusione delle staminali precedentemente prelevate per far sì che il ‘nuovo’ sistema immunitario possa fermare la malattia.

I farma-microbi
Infine, una delle soluzioni meno rischiose e più promettenti arriva dai batteri dell’intestino. Diversi studi hanno evidenziato nei pazienti affetti da sclerosi multipla hanno una carenza di batteri del genere Prevotella a livello del microbiota intestinale. Per comprendere appieno il ruolo della Prevotella Histicola, alcuni scienziati hanno isolato il batterio da alcuni campioni di flora intestinale prelevato da soggetti sani. Dopodiché lo hanno infuso negli animali affetti da sclerosi multipla. Dai risultati è emerso che, in seguito alla terapia con i «farma-microbi», è notevolmente migliorato il quadro neurologico dei topolini, sono state ridotte le proteine infiammatorie e aumentate le cellule in grado di contrastare la malattia. Insomma, se i risultati saranno confermati ci sono ottime speranze di cura a ridottissimi effetti collaterali.