Epidemia morbillo

Morbillo, non si ferma lʼepidemia. Il pericolo panencefalite sclerosante subacuta

Non accenna a diminuire l’epidemia di morbillo, con i contagi che aumentano di mese in mese. L’89% dei casi riguarda soggetti non vaccinati. Gli esperti: contro le complicanze, anche gravi come la PESS, l’unica protezione è il vaccino

Morbillo, l'epidemia non accenna a fermarsi
Morbillo, l'epidemia non accenna a fermarsi (NatUlrich | shutterstock.com)

ROMA –  Il nuovo rapporto di Epicentro, il servizio dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) non lascia più dubbi: l’epidemia di morbillo non accenna a diminuire. Anzi, i casi continuando ad aumentare. Nell’ultimo periodo, infatti, si sono registrati 86 casi, portando così a 4.087 quelli rilevati dal primo gennaio scorso. Gli esperti ricordano che nell’89% dei casi le persone colpite non erano vaccinate e che il 35% ha avuto almeno una complicanza. Il 6% ha ricevuto una sola dose di vaccino, ossia non ha poi fatto il richiamo. L’età media dei soggetti colpiti dalla malattia è di 27 anni. E sono ben 277 i casi di morbillo fra gli operatori sanitari. Sempre nel periodo di sorveglianza si sono registrati tre decessi.

Il morbillo e le sue complicanze
Il morbillo spesso causa anche delle complicanze, e sono in molti ad averle sviluppate. Nel bollettino dell’ISS si legge che nel 21,3% dei casi si è avuta diarrea, cheratocongiuntivite nel 12,5%, polmonite nel 10,4%), epatite nel 10,9%, otite nel 5,9%, insufficienza respiratoria nell’8,4%, convulsioni nello 0,3%, encefalite nello 0,1%. Di questi contagiati, il 22% hanno dovuto rivolgersi ricorso al Pronto Soccorso e il 42% sono stati ricoverati. Nel solo mese di luglio scorso i casi registrati sono stati 395, contro i 45 del 2016 e i 18 del 2015. I dati mostrano dunque che i contagi da morbillo sono in netto aumento.

Pericolo panencefalite sclerosante subacuta
La malattia causata dal virus responsabile del morbillo è altamente contagiosa. Anche se rare, le complicanze da morbillo possono essere anche molto gravi. Tra queste, una delle più temute è la panencefalite sclerosante subacuta (PESS), che spesso si presenta anche dopo qualche anno dopo aver contratto il morbillo. A esserne colpiti sono in genere i bambini e gli adolescenti – e si può anche arrivare alla morte. Si parla di cifre che possono arrivare fio a 100 morti ogni 100mila persone. A provocare questa forma di encefalite è appunto il virus del morbillo che rimane all’interno del tessuto cerebrale in forma latente. Questo virus ‘mutante’ provoca un’infiammazione del cervello e poi una progressiva, ma continua, distruzione dei neuroni. A questo si accompagna una gliosi (una proliferazione della glia, o di astrociti nelle aree del sistema nervoso centrale danneggiate) e una demielinizzazione (una condizione causata dagli attacchi del sistema immunitario nei confronti della mielina, come avviene nella sclerosi multipla). Secondo le stime delle autorità sanitarie Usa, la PESS colpisce 1 bambino su 1.380 che hanno contratto il morbillo.

Vaccinarsi
C’è chi è contro le vaccinazioni e chi no. In ogni caso, gli esperti ricordano che per evitare le complicanze da morbillo l’unica arma è proprio il vaccino. E il fatto che proprio in questi mesi l’epidemia non vuole arrestarsi, secondo gli esperti è un chiaro segno che manca l’effetto gregge (herd immunity o immunità di gruppo) nella popolazione, perché sono troppo pochi coloro che si sono vaccinati. Non aspettiamo che la situazione sfugga di mano.