4 aprile 2020
Aggiornato 05:00
Pedopornografia e pedofilia

Pedofilia: le bambole del sesso a forma di bambino. Sono un deterrente?

L’aberrazione umana non ha confini e ne dà ennesima prova con la scoperta di bambole-bambini, che sono perfette con tanto di dettagli anatomici, ma che sono purtroppo delle vere e proprie sex dolls, o bambole del sesso

Bambole del sesso, o sex dolls, realistiche a un expo
Bambole del sesso, o sex dolls, realistiche a un expo ANSA

ROMA – E’ stata definita la ‘nuova frontiera’ della pedofilia. Sono le bambole del sesso a forma di bambini. Perfette nei dettagli, rigorosamente made in Cina. A darne notizia è lo Sportello dei Diritti, che in un articolo rivela questa nuova forma di aberrazione umana. Ma a fare scalpore non è soltanto la notizia di questo nuovo inquietante fenomeno, ma anche il fatto che tutto questo sia passato quasi inosservato ai più, nel silenzio dei media e alimentato nei meandri più oscuri del web.

Disposti a pagare molto
Le nuove bambole-bambino sono prodotte in Cina. Non a caso è proprio l’Estremo Oriente la patria delle sex dolls. Sono composte di silicone e, stando a quanto si apprende, sono perfette tanto da sembrare quasi vere – con tanto di parti genitali. In media pesano 25 kg, che è più o meno il peso di un bambino di 7 anni, per cui non possono di certo essere spacciate per ‘normali’ bambole, soltanto più realistiche. Secondo quanto appurato dalle autorità britanniche, che si sono accorte del fenomeno monitorando le importazioni dall’Asia, i destinatari di questi oggetti del sesso (ossia i pedofili) sarebbero disposti a pagare anche migliaia di sterline per avere una di queste bambole. Ma le bambole del sesso sono ormai arrivate anche negli altri Paesi europei, e il giro d’affari pare in crescita. Nel frattempo, i servizi doganali del Regno Unito da marzo 2016 hanno già sequestrato 123 bambole.

In ceti casi non è reato
Sebbene il «fenomeno sia relativamente nuovo», come sottolineato da spiegato Hazel Stewart, dell’Agenzia nazionale del crimine britannica, le bambole trovano sempre il modo per arrivare a destinazione. Il fenomeno è purtroppo favorito dalle lacune nella legislazione britannica che se da un lato prevede il divieto di importazione delle bambole, perché ritenute ‘articoli osceni’, dall’altro non ne vieta il possesso, per cui avere una di queste bambole non è reato. Nel frattempo le azioni per fronteggiare il fenomeno hanno già portato a sette denunce per pedofilia e un arresto. Nelle case di 6 di questi indagati è stato trovato diverso materiale pedopornografico, oltre alle bambole in questione riporta il The Guardian.

Non fanno male a nessuno?
Gli accusati in genere si difendono dicendo che usando queste bambole non fanno male a nessuno. E qualcuno potrebbe dire che è meglio, a questo punto, che i pedofili usino delle bambole piuttosto che rivolgere le loro attenzioni a bambini veri. Ma su questo non è d’accordo Jon Brown, funzionario di un’ONG per la lotta contro la violenza nei confronti dei bambini, il quale avverte che: «Non ci sono prove per sostenere la tesi che l’uso di queste bambole del sesso a forma di bambini evitino ai potenziali abusatori di passare all’atto reale». Difatti, come sottolineato da Dan Scully, vice direttore per le operazioni di intelligence presso la Border Force, «Quello che è fondamentale, credo, per questa indagine, [era che] questi articoli erano destinati a individui che, in molti casi, stavano commettendo altri reati a danno di bambini».
Dello stesso avviso è Giovanni D’Agata, presidente dello ‘Sportello dei Diritti’, il quale ritiene che «dietro l’apparentemente innocuo acquisto di una bambola-bambino via Internet (che può essere di per sé e comunque un reato per il nostro ordinamento), ci può essere nascosto del marcio come stanno rivelando le inchieste d’Oltremanica. Ciò ci spinge alla richiesta di un’intensificazione dei controlli doganali per questo tipo di prodotti e per verificare chi sono i destinatari. Non va dimenticato, infine, che la norma del codice penale di cui all’articolo 600 ter, intende come pedopornografico quel materiale che ‘ritrae o rappresenta visivamente un minore implicato o coinvolto in una condotta sessualmente esplicita, quale può essere anche la semplice esibizione lasciva dei genitali o della regione pubica’. È, quindi, opportuno attendere come si muoveranno gli inquirenti e la giurisprudenza italiana e se riterranno applicabile, come riteniamo auspicabile, la normativa vigente anche a coloro che acquisto e/o detengono le bambole in questione». In sostanza, sono molti i dubbi sul fatto che le bambole-bambino possano essere un mezzo per guarire i pedofili, è probabile che ci voglia ben altro - e questo alla fine non è che il solito strumento per fare soldi.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal