Gravidanza

Il ringiovanimento ovarico per ottenere una gravidanza quando non si può

Ottenute quattro gravidanze in donne con insufficienza ovarica precoce grazie al ringiovanimento ovarico. I sorprendenti risultati della ricerca Ivi

Gravidanza grazie al ringiovanimento ovarico
Gravidanza grazie al ringiovanimento ovarico (Africa Studio | shutterstock.com)

ROMA – Con il cosiddetto ringiovanimento ovarico, mediante l’attivazione dei follicoli dormienti, si può restituire speranza alle giovani donne con una riserva ovarica scarsa. Ecco i successi ottenuti dalla ricerca in collaborazione con l’Ospedale La Fe di Valencia e presentati al VII Congresso Internazionale Ivi sulla Medicina Riproduttiva.

Il posticipo della maternità come causa
Uno dei principali fattori della difficoltà di restare incinta è, per molte donne, il posticipare sempre più la maternità. Questa tendenza è stata influenzata nel tempo da diversi fattori: sociali, lavorativi, economici ecc. Tuttavia, la biologia non è andata di pari passo a questa tendenza e, a oggi, la migliore età riproduttiva della donna rimane la decade dei vent’anni, quando molte donne ancora non pensano tuttavia a diventare madri. Ma è questo però il periodo in cui vengono rilasciati gli ovuli migliori, al fine di aumentare le probabilità di una gravidanza senza complicanze e di un bambino sano. Nonostante ciò, si stima che l’1% delle donne soffra di insufficienza ovarica precoce, o menopausa precoce e, nonostante la giovane età, abbia difficoltà a rimanere incinta.

I successi di IVI
Nell’ambito di uno studio condotto in collaborazione con l’Ospedale La Fe di Valencia, IVI è riuscita a ottenere quattro gravidanze in pazienti affette da insufficienza ovarica precoce attraverso il ringiovanimento ovarico. Si tratta di una delle linee di ricerca portate avanti da IVI e diretta dal Prof. Antonio Pellicer, copresidente e fondatore del gruppo, che spiega: «Stiamo cercando metodi innovativi per attivare i follicoli che non si svilupperebbero in altro modo e i risultati sembrano promettenti. Questo trattamento lascia aperta la speranza per quelle pazienti che altrimenti non avrebbero alternative per rimanere incinte con i propri ovuli».      

Il ringiovanimento ovarico
Per ottenere il ringiovanimento ovarico – che attivi l’accrescimento dei follicoli nello stadio precoce, indipendente dall’azione delle gonadotropine – IVI sta esplorando due tecniche: la frammentazione del tessuto ovarico (OFFA, dall’inglese Ovarian Fragmentation for Follicular Activation) e l’infusione di cellule staminali nell’arteria ovarica. Entrambe fanno sì che l’ovaio, organo responsabile dell’ovulazione, inverta parzialmente il processo di invecchiamento e attivi i follicoli dormienti, che altrimenti rimarrebbero nell’ovaio senza svilupparsi, neanche con l’aiuto di farmaci.

I due metodi
Nella prima tecnica, che attualmente IVI Valencia offre alle pazienti con insufficienza ovarica precoce come ultima opzione prima di sottoporsi di trattamento di ovodonazione, un campione di corticale ovarica viene prelevato per via laparoscopica, frammentato e ri-impiantato. Questa procedura è poco fastidiosa per le pazienti, che vengono dimesse il giorno stesso. Il risultato dell’intervento viene valutato con un semplice esame del sangue per stabilire la variazione dei livelli di AMH (ormone antimulleriano), un marker della riserva ovarica.
Il secondo metodo di ringiovanimento ovarico consiste nell’infusione di cellule staminali del midollo osseo (BMDSC, Bone Marrow-Derived Stem Cells) nella arteria ovarica. Questa procedura è parte di uno studio pilota condotto dal professor Antonio Pellicer e dalla sua collaboratrice, la dottoressa Dr. Sonia Herraiz, in collaborazione con l’Ospedale La Fe di Valencia. Anche questa tecnica offre risultati promettenti, poiché si sono verificate gravidanze spontanee anche in donne con scarsa riserva ovarica che avevano subito un trapianto di midollo osseo. «Questa tecnica – spiega la dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma – rende concreta una prospettiva di maternità per quelle giovani pazienti che vedevano improvvisamente preclusa la possibilità di diventare madri. I risultati raggiunti da IVI incoraggiano le previsioni per il futuro e danno uno slancio importante alla ricerca che sta andando avanti in questa direzione».
Per maggiori informazioni: https://ivi.es/ - http://www.rmanj.com/