17 ottobre 2019
Aggiornato 07:00
Sanità

Visita Fiscale: occhio perché ora si fa anche nei giorni festivi. Le nuove regole

Inps e visite fiscali, cosa cambia per il lavoratore che sta a casa per malattia. Ora, per esempio, non si fa più differenza tra giorni feriali e festivi. Le nuove regole da conoscere per non rischiare

Visite fiscali Inps, cambiano un po' di cose
Visite fiscali Inps, cambiano un po' di cose Shutterstock

ROMA – Cosa cambia nelle regole per le assenze per malattia? Diverse cose. Ma le principali sono quattro. Per esempio, il lavoratore deve comunicare subito all’azienda la propria assenza dal lavoro. Questo per consentire al datore di non subire interruzioni nell’operato dell’azienda. Vi è poi il ruolo del medico che ha visitato il paziente e ha accertato lo stato di malattia: questo deve inviare per via telematica all’Inps il certificato medico. Il terzo passaggio lo può compiere l’azienda stessa che può richiedere all’Inps di controllare l’effettiva condizione del dipendente con il controllo: le cosiddette ‘visite fiscali’. L’ultimo passaggio spetta poi proprio all’Inps, che invia a casa del dipendente malato il proprio medico per un accertamento.

Comunicare l’assenza
Come accennato il dipendente che si ritrovi impossibilitato a recarsi al lavoro per una malattia o indisposizione ha il dovere di comunicarlo immediatamente all’azienda: in genere prima dell’inizio delle attività lavorative e prima dell’invio del certificato medico. Questo oggi lo si può fare in diversi modi: con una telefonata o tramite un Sms, un telegramma o un telefax.
Attenzione perché la mancata comunicazione dell’assenza al datore di lavoro costituisce illecito disciplinare. Una condizione che, se si ripeta, può anche portare al licenziamento.

Tocca al medico
A differenza di quanto accadeva in passato, ora è il medico che si deve preoccupare di preparare e poi inviare in via telematica il certificato di malattia all’Inps. Mentre il lavoratore deve comunque accertarsi che questo sia fatto.

La visita fiscale
Il dipendente che risulti malato, oltre a restare a casa per curarsi o recarsi dal medico, deve restare a disposizione per un’eventuale ‘visita fiscale’ richiesta dal datore e svolta da un medico inviato dall’Inps. La visita fiscale oggi può avvenire sia nei giorni feriali che festivi. Per i dipendenti del settore privato, il lavoratore assente per malattia deve rendersi reperibile al proprio domicilio nelle fasce orarie dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00. I dipendenti del settore pubblico, devono essere invece reperibili dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.
In caso di patologie gravi accertate e giustificate, il dipendente può anche non essere obbligato a rendersi reperibile nelle fasce orarie indicate. Deve tuttavia poi recarsi in ambulatorio per una visita. Il dipendente è considerato ‘assente’ anche se non apre la porta al medico Inps.

Cosa può fare l’azienda
L’azienda non può inviare un proprio medico per la visita, ma deve essere un medico iscritto nelle liste speciali tenute dall’Inps. Attenzione però, perché il datore di lavoro può tuttavia inviare degli investigatori privati a controllare il dipendente durante l’assenza. L’investigatore può seguire il dipendente nei suoi spostamenti e documentare il tutto con fotografie o filmanti che possano eventualmente dimostrare la malafede o la falsità circa lo stato di malattia.

Una sola volta
L’azienda può richiedere una sola visita fiscale al giorno. Per cui, se si è stato oggetto di una di queste visite, non è possibile essere soggetti ad altri controlli durante quella giornata. In questo caso, durante quella giornata, il dipendente malato può anche uscire di casa durante le fasce orarie di reperibilità, ma a patto che tutto ciò non pregiudichi la guarigione o aggravi la malattia.