Ticket, nuova stangata per gli italiani: 24 prestazioni non saranno più gratuite
La denuncia della Cgil, ticket sanitari sui piccoli interventi. Le famiglie pagheranno almeno 60 milioni di euro in più. Ecco cosa cambia nel 2017
ROMA – Nuova stangata per gli italiani sui ticket sanitati. Secondo quanto denunciato dalla Cgil, 24 prestazioni sanitarie non saranno più gratuite. Un’operazione di taglio che costerà alle famiglie circa 60 milioni di euro in più all’anno. Ecco cosa cambia dal prossimo anno.
Le prestazioni tagliate
Tra le prestazioni che prima erano gratuite e che saranno a pagamento ci sono, la liberazione del tunnel carpale, l’intervento per il dito a martello, la frantumazione dei calcoli renali, l’intervento di cataratta, le cure per i diversi tipi di ernia, alcuni interventi in artroscopia, l’amputazione delle dita di mani e piedi. Queste e altre prestazioni nel giro di breve tempo non saranno più eseguite in day surgery, ovvero senza un reale ricovero. Per ottenere questi servizi, infatti, sarà necessario passare da un ambulatorio, pagando un ticket.
Colpa dei nuovi Lea
A stabilirlo è il nuovo decreto che interessa l’aggiornamento dei LEA, i livelli essenziali di assistenza sanitaria, emesso dopo l’accordo raggiunto tra Governo e Regioni. A breve, il decreto passerà al vaglio del Parlamento, e ci si attende possa divenire operativo nel corso del 2017. «Con i nuovi Lea, varie prestazioni chirurgiche finora effettuate gratuitamente in day surgery, saranno trasferite in regime di prestazione ambulatoriale, che implica il pagamento», commenta Stefano Cecconi, responsabile Politiche salute della Cgil.
Il carico per i cittadini
Come spesso accade, a doversi fare carico dei tagli alle spese, dei problemi vari che affliggono i servizi forniti dallo Stato, sono i cittadini. Su questi, cala la scure dei rincari, cui sono poi obbligati a far fronte. Grazie alle tasche sempre più svuotate degli italiani, saranno circa 18 milioni di euro che proverranno dall’aumento del numero di ticket da pagare, per il «trasferimento prestazioni precedentemente erogate in regime di ricovero». Altri circa 42 milioni di euro arriveranno dall’inserimento di nuove prestazioni offerte negli ambulatori. La somma totale dei ricavati (o delle spese degli italiani) dai nuovi ticket supera i 60 milioni di euro.
La trasformazione in problemi
Cosa accade dunque con i nuovi Lea, oltre al pagamento? «In questo caso – sottolinea Cecconi – succede che un’operazione giusta si trasformerà in un problema. È giusta perché stiamo parlando di prestazioni sanitarie aggiuntive o di trattamenti più corretti rispetto al passato. Il problema, però, riguarda il sistema dei ticket, che è sbagliato e che va riformato perché crea questi effetti paradossali».
E il nuovo taglio
Alla manovra che va ancora una volta a pesare sui bilanci delle famiglie italiane, potrebbe anche aggiungersi un nuovo taglio del Fondo sanitario nazionale. «Al di là delle dichiarazioni del ministro, nel Def si dice chiaramente che il fondo sanitario è legato all’andamento del Pil e che fino al 2019 è prevista una riduzione della sua incidenza sul prodotto interno lordo», Conclude Cecconi. Questo potrà dunque comportate un nuovo taglio. Cosa accadrà potrà essere dedotto dalla nota di aggiornamento al Def prevista per il 27 settembre.