25 giugno 2019
Aggiornato 22:00
Sanità

11 milioni di Italiani rinunciano alle cure? Lorenzin «Non si possono fare le nozze con i fichi secchi»

Colpa delle difficoltà economiche e delle lunghe liste d’attesa, sono 11 milioni gli italiani che, secondo il CENSIS, rinunciano a curarsi. Sulla faccenda interviene il Ministero della Salute: sotto esame i manager e combattere la corruzione

ROMA – Gli italiani, molti italiani, rinunciano alle cure mediche. La causa, secondo i dati diffusi dal CENSIS, sarebbero le difficoltà economiche e le interminabili liste d’attesa. Sulla faccenda interviene il Ministero della Salute. Sulla riduzione delle liste d’attesa, saranno valutati i manager.

Trovare una soluzione
Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin è determinata a trovare una soluzione, specie per quanto riguarda le liste d’attesa ormai arrivate a una situazione limite. «Si tratta di un problema che abbiamo presente, trovare una soluzione per noi rappresenta una priorità e stiamo operando da tempo con il Ministero dell’economia e delle finanze, le Regioni e i professionisti del Servizio Sanitario Nazionale – ha dichiarato la Lorenzin – La soluzione, come ho avuto modo di ribadire più volte, passa da una profonda riorganizzazione del sistema delle liste di attesa, soprattutto in alcune regioni italiane».

Modelli d’avanguardia
Il nostro Paese non soltanto malasanità, ma ci sono servizi d’eccellenza e modelli sanitari all’avanguardia. Cosa che ribadisce anche il Ministro della Salute. «Quello che il CENSIS non rileva è che alcuni territori del nostro Paese offrono modelli sanitari d’avanguardia; altre non garantiscono, come dovrebbero, il funzionamento della rete territoriale, prima e dopo il ricovero in ospedale – precisa Beatrice Lorenzin – L’obiettivo è quello di uniformare l’intero territorio nazionale su standard elevati, così da permettere a ciascun cittadino di ottenere in tempi rapidi prestazioni sanitarie di qualità».

Valutare i manager
Sotto i riflettori cadranno i manager delle aziende sanitarie. «Per raggiungere questo obiettivo – prosegue il Ministro della Salute – ho intenzione di proporre l’inserimento nel mio decreto legislativo sulla nomina dei Direttori Generali delle aziende sanitarie di una norma che imponga di valutare i manager anche in relazione agli obiettivi di riduzione delle liste d’attesa».

La svolta del LEA
Una prima risposta ai problemi della sanità potrebbe arrivare a breve con l’introduzione dei LEA, i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza. «Intanto – ribadisce la Lorenzin – una prima svolta verrà a breve introdotta con i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, con l’ingresso nel SSN di nuove prestazioni gratuite attese da quindici anni. Per questo obiettivo ho fatto stanziare in legge di stabilità 800 milioni di euro per anno. Da molte settimane il provvedimento è all’esame della Ragioneria Generale dello Stato, da cui sto attendendo il via libera. Spero ciò avvenga al più presto e che i nuovi LEA, assieme al nuovo Nomenclatore protesico, possano entrare in vigore».

Eliminare gli sprechi e la corruzione
«Trovo singolare – sottolinea il Ministro della Salute – che secondo l’indagine del CENSIS il 51% degli italiani si schieri contro le sanzioni ai medici per le prescrizioni inutili, sanzioni che non ci sono, come ho avuto modo di ripetere più volte. E’ importante eliminare tutti gli sprechi, e i fenomeni di corruzione contro i quali abbiamo lavorato insieme al presidente dell’Anac Cantone: il nostro obiettivo rimane reinvestire in sanità tutto quanto recuperiamo e i provvedimenti assunti daranno grandi risultati. E’ chiaro che il Sistema Sanitario Nazionale deve fare i conti con la grave crisi economica che le famiglie italiane stanno vivendo, e questa indagine del CENSIS ci conferma la necessità di difendere l’aumento previsto del Fondo Sanitario Nazionale per gli anni 2017 e 2018, che intendiamo utilizzare per sbloccare il turnover e stabilizzare il personale sanitario precario, rifinanziare il Fondo per l’epatite C, coprire i costi dei nuovi farmaci oncologici e garantire a tutti i cittadini accesso gratuito alle cure. Deve essere chiaro a tutti che non si possono fare le nozze con i fichi secchi».