17 ottobre 2019
Aggiornato 22:00
Sanità

Medici: ora dovranno essere disponibili 7 giorni su 7, e per 16 ore al giorno

Novità nel campo della sanità, gli studi medici resteranno aperti dalle ore 8.00 alle 24.00, sette giorni su sette. E da mezzanotte in poi ci penserà il 118. Ecco la rivoluzione nella sanità pubblica

Medici, dovranno essere disponibili per molte ore al giorno
Medici, dovranno essere disponibili per molte ore al giorno Shutterstock

ROMA – Grandi nuove nella sanità pubblica. I medici di famiglia e guardia medica dovranno essere a disposizione sette giorni su sette e per sedici ore al giorno: dalle 8.00 alle 24.00. Da mezzanotte in poi, ci pensa il 118. Se l’urgenza non è tale, il caso verrà rimandato al medico il mattino seguente.

Addio file per il ticket
Altra novità è la possibilità di prenotare visite e pagare il ticket direttamente nello studio del medico di famiglia, con qualche eccezione a seconda della Regione di appartenenza. Ecco alcune delle novità previste dall’Atto di Indirizzo per il Rinnovo della Convenzione di Medicina Generale, approvato dal Comitato di settore sanità delle Regioni. L’Atto verrà trasmesso alla Sisac la quale, si presume, potrebbe riavviare le trattative già a partire da maggio prossimo.

La staffetta dei medici
Sarà dunque una sorta di staffetta tra medici, guardia medica e 118. «Una staffetta – spiega il segretario del sindacato dei medici di medicina generale Fimmg, Giacomo Milillo – che consente di avere più medici disponibili nell’arco della giornata, andando a coprire anche fasce orarie come quelle delle 8 alle 10 del mattino o del primo pomeriggio, dalle 14 alle 16, oggi meno coperte. E che generano così intasamenti nei Pronto Soccorso a discapito di chi ha una vera emergenza». A garantire la continuità delle cure ci penseranno le Aft, Aggregazioni territoriali funzionali, con l’introduzione di questo nuovo modello organizzativo che, in caso di necessità, consentirà ai cittadini di trovare il medico per tutto l’arco della giornata.

La svolta informatica
Grazie all’informatizzazione, ci saranno maggiori possibilità di interazione tra gli operatori sanitari. Difatti, quando il medico di famiglia termina il proprio turno, si avrà comunque un altro medico a disposizione, il quale, collegato a un database, potrà accedere in qualsiasi momento al profilo sanitario dell’assistito. «Nelle grandi città – sottolinea Milillo – basterà rivolgersi allo stesso studio al quale si è abituati ad andare in visita, nei piccoli centri più probabilmente, finito il turno del medico di propria scelta, ci si dovrà spostare nel vicino studio del medico che gli subentra».

Limiti di utenza, pediatri e maxi ambulatori
Altri cambiamenti riguardano l’aera di competenza delle Aft, di cui fanno parte medici di famiglia, ex guardie mediche, pediatri e specialisti ambulatoriali. Ogni squadra territoriale avrà un bacino di utenza non superiore ai 20mila abitanti. I servizi di pediatria saranno invece garantiti per cinque giorni la settimana, dalle ore 8.00 alle 20.00. Seguendo le linee del nuovo modello di assistenza di base si prevede nascano molti nuovi maxi-ambulatori. Qui si avrà la presenza di più medici di famiglia insieme, e sarà possibile sottoporsi a delle prime analisi cliniche, ad accertamenti diagnostici meno complessi e a piccola chirurgia ambulatoriale. Al momento sono già 800 le strutture di questo genere in Italia, anche se le si trova sotto sigle diverse come ’’Case della salute’’ in Emilia e Toscana o ’’Ucp’’ nel Lazio. Secondo Millio, «dovrebbero ora diffondersi in tutto il territorio nazionale grazie alla nuova convenzione, sempre che arrivino poi le autorizzazioni regionali».

L’assistenza aumenta, non diminuisce
Si avrà più assistenza. E come sottolinea Silvestro Scotti, vicepresidente vicario della Fimmg: «Contrariamente a quanto avventatamente affermato da qualcuno, sulla base di bozze circolanti dell’atto di indirizzo, la continuità di assistenza fornita dai medici di guardia medico non diminuisce, ma aumenta. Si passa infatti da 12 ore notturne per 5 giorni alla settimana, ovvero 60 ore, più le 48 del week end, ossia 108 ore, alle 116 derivanti dalle 16 ore per l’intera settimana. Con il vantaggio che buona parte di queste ore saranno impiegate in fasce orarie dove la richiesta di assistenza è molto più alta rispetto alle ore notturne, per le quali l’intervento più adeguato è quello del 118».
«L’atto di indirizzo, frutto del percorso di consultazione con la Sisac – conclude Milillo – è un documento atto doveroso, dopo sei anni di blocco della convenzione. Aggiustamenti saranno necessari, ma il giudizio è positivo. Fermo restando che vigileremo sul rispetto dei livelli occupazionali e sulle garanzie di ricambio generazionale dei medici».