12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Evitare l’operazione agli occhi

Cataratta, basta chirurgia arrivano le gocce

Ricercatori scoprono una sostanza chimica che sarebbe in grado di invertire il processo della cataratta. Con questa sostanza sarà possibile sviluppare un collirio che possa evitare l’operazione chirurgica

STATI UNITI – Un team di ricercatori dell’Università della California a San Francisco (UCSF), dell’Università del Michigan (UM) e della Washington University hanno individuato una sostanza chimica che potrebbe invertire il processo della cataratta. Da qui, il possibile sviluppo di un collirio che eviti il ricorso alla chirurgia e ridoni la vista.

Una condizione comune
La cataratta è una condizione comune a molte persone, specie con l’avanzare dell’età. È l’opacizzazione del cristallino dell’occhio, che con il tempo rende sempre più difficile vedere, portando anche alla cecità. «I cristallini sono la componente principale delle cellule della fibra oculare, che formano le lenti degli occhi – ha spiegato il dott. Jason Gestwicki, coautore dello studio – E le proprietà uniche di queste cellule li rendono particolarmente sensibili ai danni».

Gocce riparatrici
Lo studio, condotto per ora su modello animale, ha testato l’effetto del «composto 29» – questo il nome che gli è stato dato – su un gruppo di ratti portatori di mutazioni genetiche che li rendevano predisposti alla cataratta. L’applicazione del collirio nei soggetti con cataratta ha mostrato una parziale ristrutturazione delle lenti oculari, così come misurato con il test della lampada a fessura, già utilizzato dagli oculisti per diagnosticare la cataratta negli esseri umani.

Anche nel cristallino umano
Gli effetti positivi del composto 29 sono stati osservati non solo nei ratti predisposti, ma anche in quelli anziani che hanno sviluppato naturalmente la cataratta. Altresì, sono stati osservati nel tessuto del cristallino umano affetto da cataratta, rimosso durante un intervento chirurgico. I risultati finali, pubblicati sulla rivista Science, mostrano dunque le potenzialità del composto 29, che potrebbe pertanto essere impiegato nello sviluppo di un collirio per la cura della cataratta. Ora non resta che attendere le sperimentazioni cliniche.