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Fregene, l'addio alle spiagge sparite nell'indifferenza di Comune e Regione

Finalmente anche Montino, sindaco di Fiumicino, se n'è accorto: le spiagge del mare di Roma rischiano l'estinzione grazie al maltempo e all'inattività della politica

FIUMICINO - Gli stabilimenti di Fregene? "Rischiano la sparizione sotto i colpi della grave erosione». A lanciare l'allarme è stato il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, nel corso di un sopralluogo questa mattina sulla costa di Fregene, martoriata dall'erosione e la cui situazione "direi tragica, si è aggravata - dice - negli ultimi giorni, in una stagione caratterizzata da molte forti mareggiate». Montino inviera' un dossier urgente sulla situazione alla Regione Lazio, al Demanio ed alla Capitaneria di Porto di Roma. Bene, il Comune di Fiumicino si è finalmente reso conto di una problematica che con l'estate alle porte rischia di trasformarsi in un grave colpo per l'economia di una città che vive soprattutto in estate. 

Gli interventi previsti
"In attesa che si concluda in Regione, dopo lunghe procedure, la conferenza dei servizi e si appaltino i lavori, speriamo entro aprile, per la posa del geo-tubo, non si puo' perdere altro tempo - prosegue - servono urgenti interventi tampone di difesa di queste strutture che rischiano il ko definitivo. Accanto pero' e' necessaria una progettazione ed una soluzione di medio - lungo termine per prendere di petto la situazione su tutta la costa, visto che ormai l'erosione da sud sta interessando anche il centro di Fregene".

"La Regione di Zingaretti dorme"
Tra le responsabilità, oltre a quelle del Comune ci sono anche quelle della Regione guidata dal neo-riconfermato Nicola Zingaretti: è quanto sostengono gli esponenti di Fratelli d'Italia. "Il problema dell'erosione sta raggiungendo dimensioni tragiche a Fregene e sul litorale laziale. Il mare ha cancellato in pochi anni oltre 70 metri di spiaggia su 80 Km dei 330 complessivi della costa laziale: sono spariti milioni di metri cubi di sabbia insieme a strutture, cabine, attività, posti di lavoro e memorie di tutti i romani nella totale inazione delle Regione del Presidente Zingaretti. Mentre il mare distrugge, la Regione stanzia piccole cifre per opere inutili o addirittura dannose come i successivi ripascimenti senza alcuna difesa della costa che hanno fatto sì che la sabbia riportata sia sparita alla prima mareggiata; letteralmente 'buttata a mare' insieme ai soldi inutilmente spesi». è l'attacco degli esponenti di Fdi, Fabrizio Ghera e Chiara Colosimo consiglieri regionali, e Federico Mollicone responsabile comunicazione del partito. "Paradossale - proseguono - l'ultimo lavoro: il rinforzo a Fregene della foce di un fiume che non c'è più in quanto la forza del mare aveva spostato la foce stessa da diversi mesi distruggendo le dune a protezione dell'Oasi naturale del WWF di Macchiagrande.

"Indegno rimpallarsi di responsabilità"
Anche secondo i balneari, i lavori che hanno promosso un'azione legale nei confronti della Regione, oltre che inutili sarebbero dannosi in quanto causa principale del precipitarsi della situazione dei giorni scorsi. "Già durante la discussione della legge di stabilità regionale 2017 - hanno proseguito gli esponenti di FdI - il Consigliere regionale Fdi Fabrizio Santori aveva presentato in Consiglio regionale un ordine del giorno che impegnava la giunta Zingaretti ad accelerare il ricorso ai fondi europei per la tutela della costa laziale, attivando una mappatura delle aree maggiormente a rischio di erosione e un piano operativo di interventi. Il sottoscritto con Fabio Rampelli, capo-gruppo FdI alla Camera dei Deputati, avevamo chiesto conto degli impegni e degli interventi non realizzati per il grave problema nell'interrogazione parlamentare dell'aprile 2017, cui il Ministro dell'Ambiente Galletti aveva risposto rinviando gli interventi a difesa della costa alla Regione: un indegno rimpallarsi di responsabilità sulla pelle dei cittadini e degli operatori turistici. Il geo-tubo richiesto dai balneari con progetto a loro spese sin dal 2013 e per il quale la Regione aveva stanziato due milioni per progetti esecutivi da attuarsi - a detta della Regione - entro dicembre 2016 viene ora riproposto per una spesa complessiva di EUR 500.00 privo di alcun ulteriore progetto complessivo di tutela; una tipica promessa pre-elettorale espressa tramite un bando di gara che dovrebbe partire il prossimo 7 aprile. Diciamo a chiare lettere che il geo-tubo è rimedio limitato a soli 750 metri di spiaggia, tardivo e inadeguato alla tragica situazione attuale. Necessita urgentemente l'approvazione di un progetto strutturale complessivo di tutela della costa laziale o il prossimo inverno potrebbe avere conseguenze letali. Una volta insediato il Parlamento e il Consiglio della Regione, chiederemo di utilizzare i milioni di euro dei progetti europei Coastgap e Medsandcoast che la Regione non ha sfruttato e che hanno consentito di affrontare il problema dell'erosione in altri Stati europei con cospicui finanziamenti da parte della Comunità europea e valuteremo una denuncia per disastro ambientale e omissione d'atti ufficio a carico di Zingaretti e della sua giunta".

La preoccupazione di Balneari Fregene
Tra i più preoccupati circa il drammatico stato delle spiagge del litorale romano sono i gestori degli stabilimenti balneari di Fregene, alle prese da mesi con un forte fenomeno di erosione della spiaggia, e che lanciano nuovamente un allarme alle Istituzioni. Dopo i danni dei giorni scorsi, tra cui quelli alle cabine dello stabilimento Capri, nelle ultime ore il mare ha eroso sabbia e scavato sotto le fondamenta delle strutture del Tirreno. "Ormai non è neanche necessaria una mareggiata - ha denunciato un balneare - basta un po' di rinforzo del mare, infatti, per provocare problemi. Tuttavia, dal pomeriggio e' prevista burrasca, il cui picco sarà raggiunto durante la notte. Siamo al limite, anzi oltre ormai». In questi giorni è in corso il rinforzo della foce armata del Canale delle Acque Alte, mentre i balneari, da tempo, attendono dalla Regione, a difesa di 750 metri di costa, l'avvio dei lavori della posa di un un geo-tubo riempito in sabbia, già oggetto di diverse sperimentazioni in Italia per interventi di protezione costiera di litorali in erosione. Il geo-tubo e' costituito da un involucro sommerso, costituito da moduli di 20 metri in polipropilene riempiti di sabbia, del diametro di circa 3 metri, posizionato parallelamente alla linea di costa ed alloggiato, ai fini di una maggiore stabilita', in una sezione scavata nel fondale. "Abbiamo deciso di rinviare il Convegno sull'erosione all'inizio dell'autunno prossimo e di procedere nel frattempo come Comitato "Salviamo la Spiaggia" con altre iniziative di forte impatto mediatico", fa sapere il presidente della Pro Loco di Fregene, Giovanni Bandiera