Roma | Politica

Giornalista Tg2 aggredita, solidarietÓ di tutti (ma non di Odg e Fnsi)

Minacciata col pugnale da un uomo afgano. SolidarietÓ dal mondo della politica, mentre l'Ordine - sempre tempestivo nel condannare minacce ai colleghi - tace

La giornalista del Tg2 Christiana Ruggeri aggredita da un uomo afgano
La giornalista del Tg2 Christiana Ruggeri aggredita da un uomo afgano (DiariodelWeb.it)

ROMA - "Devo la vita alla mia bambina di sette anni che si è messa a gridare quando ha visto quell'uomo avventarsi su di me con un pugnale...╗. Scampato pericolo per Christiana Ruggeri, giornalista della redazione Esteri del Tg2 aggredita dall'ex compagno della tata di sua figlia. "Si è presentato sotto casa per ucciderci tutte e due - ha proseguito la Ruggeri - Non c'è riuscito solo perché, invece di rimanere impietrita dal terrore, ho avuto la prontezza di spirito di barricarmi in macchina con la mia bambina». La donna aveva raccontato la vicenda al Corriere della Sera e su Facebook ha commentato: "Questo è l'incubo, non ancora finito, che mia figlia ed io stiamo vivendo. Grazie #poliziadistato #RomaFideneSerpentara per l'immediato soccorso e supporto psicologico. Adesso mi chiedo: chi proteggerà da questo violento e pericoloso individuo, me e la mia bambina? Ha cercato di ucciderci: non basta? Che venga assicurato alla giustizia». Sull'episodio, però, pesa il silenzio assordante dell'Ordine dei giornalisti sempre pronto a condannare aggressioni e minacce di qualunque tipo nei confronti dei colleghi.

Chi è l'aggressore
Ruggeri ha denunciato tutto agli agenti del commissariato Fidene-Serpentara. La squadra di polizia giudiziaria si è messa subito al lavoro e le volanti sono intervenute anche ieri sera davanti all'abitazione della donna a Talenti perché lo stesso personaggio, soprannominato «Sami», in mattinata sfuggito alla cattura, si sarebbe ripresentato. «È un trentenne afgano, in regola, lavora come panettiere vicino alla stazione Termini - racconta la giornalista -, mi accusa di aver convinto la tata che ha cresciuto mia figlia a lasciarlo, perché la maltrattava. Lei lo ha denunciato una settimana fa, ma nel frattempo, a gennaio, "si è improvvisamente licenziata proprio perché temeva ritorsioni del suo ex contro di noi".

Silenzio dall'Ordine dei giornalisti
Ancora una volta, dunque, l'Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa italiana si rendono protagonisti col loro silenzio. Nei mesi scorsi, quando due croniste romane erano state minacciate da alcuni migranti mentre svolgevano un servizio nel centro della Capitale, non era stata espressa neanche una parola di solidarietà verso le due colleghe. Eppure quando si tratta di semplici e velate minacce che corrono sul web le stesse organizzazioni di categoria si affrettano a lanciare allarmi verso fantomatiche forme di fascismo, razzismo, xenofobia ecc... Quando colleghe giornaliste vengono minacciate o aggredite da migranti che non condividono il nostro stile di vita europeo, si girano puntualmente dall'altra parte.

La vicinanza dell'Usigrai
L'Esecutivo e la Commissione pari opportunità dell'Usigrai esprimono solidarietà alla collega del Tg2 Christiana Ruggeri, aggredita insieme alla figlia di 7 anni da un uomo che impugnava un coltello. "L'uomo - si legge in una nota - sarebbe l'ex compagno della sua collaboratrice domestica che in passato lo avrebbe denunciato per maltrattamenti: l'uomo riterrebbe che Ruggeri abbia aiutato e supportato la donna nel denunciare. Ancora un episodio di violenza maschile che avviene in seguito ad una denuncia e che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. Il nostro è un appello a inquirenti e forze dell'ordine affinché non sottovalutino mai alcuna denuncia, e affinché agiscano con la massima urgenza per tutelare le vittime e per individuare e punire i responsabili. Con la nostra vicinanza a Christiana e alla sua bambina vogliamo ribadire quanto sia necessario un profondo cambiamento culturale nei rapporti tra donne e uomini. E noi, giornaliste e giornalisti, in questo cambiamento dobbiamo e possiamo avere un ruolo di primo piano".

Solidarietà dal mondo della politica
"Esprimo tutta la mia solidarietà alla giornalista del Tg2 Christiana Ruggeri che solo grazie alla sua presenza di spirito è sfuggita ad un'aggressione che poteva rivelarsi fatale. Il tutto sotto gli occhi della sua bambina" sono state le parole della senatrice di Fratelli d'Italia Isabella Rauti. Un gesto di follia che poteva sfociare in tragedia. Ora l'autore della violenza è in circolazione e per quelli come lui , chiediamo certezza della pena e nessuno sconto". "Esprimiamo tutta la nostra solidarietà come partito alla giornalista Rai Christiana Ruggeri che ha subito delle gravi minacce. difendiamo il mondo dell'informazione e ci auguriamo che al più presto il responsabile di questo gesto vile venga assicurato alla giustizia anche a tutela della serenità della cronista coinvolta e della sua famiglia" ha affermato Lorenzo Cesa, segretario nazionale Udc.