Roma | Politica

Foibe, striscione vergognoso inneggia il massacro di Tito

"Maresciallo siamo con te. Meno male che Tito c'e'", la scritta - firmata con falce e martello - richiama il jingle che venne realizzato per Berlusconi

La foto dello striscione tratta da Facebook (Lorenzo Rizzo)
La foto dello striscione tratta da Facebook (Lorenzo Rizzo) (DiariodelWeb.it)

MODENA - Lo striscione è apparso nella giornata del ricordo di tutte le vittime delle foibe, a Modena davanti alla sede del circolo identitario la 'Terra dei Padri', che si trova in via Nicolo' Biondo. "Un attacco violento, al limite dell'apologia di reato - commentano i responsabili del circolo - firmato con la falce e il martello, non riesce a sporcare la giornata e ci rafforza nel cementare la memoria dei martiri. "Pur di esprimere un giudizio politico - aggiunge il circolo - i soliti noti che hanno tempo da vendere non sono in grado di capire le sofferenze di chi fu gettato a morire nei crepacci carsici dai comunisti, nè il calvario dei 350mila dell'esodo da Istria e Dalmazia che si sono dovuti reinventare una vita, lavorando giorno e notte per cercare di ricostruire ciò che Tito gli aveva strappato".

"Inaccettabile offesa"
Sull'accaduto a intervenire e' stato anche Enrico Aimi, consigliere regionale e candidato alle politiche, a Modena, per Forza Italia: "Una inaccettabile offesa all'Italia e - sono le parole di Aimi - alla memoria delle migliaia di vittime del comunismo. Inneggiare alla figura di un losco sanguinario e alla strage di oltre 15mila italiani barbaramente trucidati e' apologia di genocidio. E questo e' assolutamente inaccettabile, tanto piu' nel giorno del ricordo condiviso, sancito anche da una legge dello Stato. Nell'auspicio che i responsabili di questo sfregio siano identificati, serve una condanna unanime", ha concluso Aimi.

Meloni contro Mattarella
"Mi dispiace molto anche del Presidente della Repubblica abbia utilizzato la questione dei martiri sul confine orientale per cercare di dare un'indicazione sull'attualità. Quello che è accaduto con le Foibe e con l'esodo Giuliano-Dalmata era un disegno di occupazione militare da parte dei partigiani comunisti del maresciallo Tito». Lo ha dichiarato nell'intervista video a Libero il candidato premier e presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. "Era un disegno di pulizia etnica da parte dei comunisti del maresciallo Tito contro gli italiani che volevano conquistare quelle terre, che hanno occupato Trieste per 40 giorni, che hanno fatto scomparire 17 mila persone in 40 giorni e hanno cacciato dalle loro terre e hanno rubato le loro case a 350 mila italiani. Quello non è nazionalismo - ha sottolineato Meloni -: è un disegno di pulizia etnica di stampo comunista e le cose vanno chiamate col loro nome. Mi dispiace che Mattarella, che è uomo che dovrebbe mantenere un equilibrio, si lasci portare in un revisionismo storico e sono rimasta molto male anche di vedere una ricostruzione storica molto parziale. Se ha fatto una cosa alla Napolitano? Assolutamente sì. Diciamo che ha fatto una cosa alla Napolitano".

Il ricordo di Salvini
Onore e preghiere per le migliaia di italiani innocenti ammazzati dai comunisti slavi nelle Foibe, per gli esuli giuliani, istriani, fiumani e dalmati cacciati dalle loro case. Perche' questa tragedia non si studia sui banchi di scuola? Perche' quasi tutte le tivu' e i giornali non ne parlano? Forse qualcuno a sinistra ha la coscienza sporca? Mai piu', nella nostra Terra, una tragedia cosi'». E' quanto ha scritto il segretario leghista, Matteo salvini, su Facebook.