Rimedi naturali | Tubercolosi

La cipolla può combattere la tubercolosi: ma solo se è quella giusta

Un particolare tipo di cipolla è stata in grado di inibire la crescita del micobatterio che causa la tubercolosi del 99,99%

La cipolla che combatte la tubercolosi
La cipolla che combatte la tubercolosi (Shutterstock.com)

La tubercolosi è una malattia che ancora spaventa troppe persone in tutto il mondo. Il Mycobacterium Tuberculosis – o bacillo di Koch – infatti, non è mai stato debellato totalmente. D’altro canto, allo stato attuale, il vaccino non viene raccomandato a tutti i nuovi nati a causa di una potenziale tossicità. Tuttavia, un aiuto per contrastare queste temibile malattia potrebbe derivare da un comune ortaggio: la cipolla. Attenzione però: non tutte le cipolle sono uguali ve ne è una varietà specifica che pare essere migliore di altre.

La cipolla che combatte i batteri
Secondo quanto è emerso da una recente ricerca condotta da Sanjib Bhakta dell'University College London (UCL) del Regno Unito, una particolare tipo di cipolla potrebbe essere promossa come nuova arma per combattere la tubercolosi. Il suo nome è Allium stipitatum, conosciuta anche come scalogno persiano. La sua virtù principale – un po’ come per altri tipi di cipolle – è quella di debellare molte specie batteriche, anche quelle antibiotico-resistenti.

Il problema della resistenza
Purtroppo molte cose stanno cambiando ai giorni nostri. Un tempo gran parte degli antibiotici erano in grado di salvarci la vita, ora sembrano fare poco o nessun effetto. In caso di tubercolosi, per esempio, i medici potrebbero prescrivere l’isoniazide e la rifampicina. Tuttavia, il micobatterio ha già sviluppato segni di resistenza contro i due tipi di farmaci. Questo significa che il trattamento potrebbe non avere effetto o potrebbe diventare molto più lungo del normale o, ancora, efficace solo a dosaggi terapeutici elevatissimi.

Lo studio
Durante lo studio il team di ricerca ha preso in esame gli estratti del bulbo di Allium Stipitatum. Lo scalogno persiano è un ingrediente molto comune della cucina iraniana e già altre volte aveva evidenziato effetti antibatterici. Esaminando a fondo i composti chimici gli scienziati hanno cercato di comprendere appieno le sue virtù antibatteriche. Per farlo hanno isolato le sostanze e testate contro alcuni tipi di batteri.

Attività antibatterica
I ricercatori si sono concentrati verso quattro tipi di composti ritrovati nello scalogno persiano e tutti hanno dimostrato una significativa attività antibatterica nei confronti del micobatterio resistente ai farmaci tradizionali. Pare che le sostanze reperite in tale ortaggio sia attualmente il miglior candidato per debellare la tubercolosi: sono infatti riuscite a inibire la crescita del 99,99%. A detta dei ricercatori la scoperta potrebbe dare il via alla realizzazione di nuovi trattamenti farmacologici che siano in grado di combattere diversi ceppi di tubercolosi resistenti ai farmaci.

Ancora troppi casi
«Nonostante sia evidente lo sforzo globale per prevenire la diffusione della tubercolosi, nel 2016 sono stati segnalati circa 10 milioni di nuovi casi e due milioni di morti», ha dichiratao Bhakta. «Fino a 50 milioni di persone in tutto il mondo sono attualmente infette da TBC multiresistente, il che significa che è vitale sviluppare nuovi antibatterici. In questo studio dimostriamo che inibendo le principali proprietà di resistenza intrinseca della tubercolosi, si potrebbero aumentare gli effetti del trattamento antibiotico esistente e invertire la tendenza della resistenza ai farmaci già esistente», conclude Bhakta. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports.