Rimedi naturali | Veganismo

Giornalista sperimenta la dieta vegana per tre mesi: ecco cosa è accaduto

La giornalista Chiara Camponuovo sperimenta la dieta vegana per tre mesi e ha scoperto risvolti che non con conosceva

Chiara Camponuovo sperimenta la dieta vegana per tre mesi
Chiara Camponuovo sperimenta la dieta vegana per tre mesi (Screnshot da RSI)

La dieta vegana è uno di quei regimi alimentari il cui mondo si divide in due: in chi giura che mai adotterebbe un’alimentazione così restrittiva e chi, al contrario, la ritiene una panacea. Come tutti ben sappiamo, nessuno dei due gruppi ha ragione e, probabilmente, per alcune persone è adatta e per altre potrebbe addirittura essere pericolosa. Ma per capire davvero cosa si prova a rientrare nel gruppo dei veg, una (coraggiosa?) giornalista ha provato a eliminare qualsiasi prodotto di derivazione animale per ben tre mesi. Ecco cosa è accaduto.

Una dieta completamente diversa
Diventare vegani è ben diverso che scegliere di essere vegetariani. Questi ultimi, infatti, eliminano solo carne e pesce mentre per i vegani doc sono vietati tutti i prodotti di derivazione animale, miele compreso. Ma come ci si sente ad essere costretti a togliere così tanti alimenti (che magari sono anche gustosi) quando tutto il mondo intorno a noi continua a seguire un’alimentazione tradizionale? Probabilmente è riuscita a darsi una risposta Chiara Camponovo, una giornalista che dal giorno alla notte ha scelto di fare un vero e proprio esperimento: trasformarsi in homo veganus.

Vegani per tre mesi
Chiara è una giornalista che lavora per la rete ticinese RSI alla trasmissione Patti Chiari. Ha scelto di adottare un’alimentazione strettamente vegana per ben tre mesi. Anche se, è importante sottolineare, che spesso i vegani si appoggiano a questo regine alimentare in maniera graduale: non è affatto semplice rinunciare agli alimenti animali da un giorno all’altro. Il paradosso di molte persone (per fortuna non tutte) che voglio abbracciare questo stile di vita è che tentano di mascherare i nuovi cibi dandogli l’aspetto di quelli di origine animale. Le bistecche di soia ne sono un esempio. Da ciò si evidenzia come, tutto sommato, la loro scelta sia più una forzatura che una decisione spontanea. Spesso portata proprio a causa dei media che, in alcuni casi, hanno fatto credere che la dieta vegana sia migliore di quella tradizionale. Quando in realtà sono quasi sempre gli eccessi a rovinare il nostro stato di salute.

I prodotti vegano sono davvero migliori?
Altra nota dolente, di cui sembra essersi accorta anche la giornalista, è che non è affatto vero che cibo veg sia sinonimo di salutare. Tutt’altro: spesso per compensare contengono quantità superiori di zuccheri e grassi, senza però contenere le proteine che tanti produttori sbandierano. Inoltre, contengono persino additivi come l’E471 che, a dirla tutta, può avere una provenienza animale. Se vegetale o animale, tuttavia, nessuno lo sa perché la legge non impone di specificarne l’origine.

Costi elevatissimi
La giornalista ha anche scoperto che i vegani vengono trattati decisamente diversamente dagli altri quando si tratta di locali pubblici. Se sono disposti a mangiare cibo vegano – secondo gli esercenti – sono disposti anche a pagare prezzi esorbitanti per avere a disposizione un mix di vegetali e legumi. Per fortuna non tutti se ne approfittano dei poveri vegani, ma c’è anche qualche consumatore che ritiene che il prezzo basso sia strettamente legato alla scarsa qualità. Quindi, alla fine, sotto certi aspetti è meglio far lievitare i prezzi.

Un po’ di ignoranza
Inoltre, durante l’esperimento, è emerso che sono molti i camerieri che hanno scarsa conoscenza della dieta vegana, propongono così alimenti non affatto idonei a chi ha fatto una scelta consapevole. Scelta che – giusta o sbagliata che sia (ammesso che si possa giudicare) – andrebbe comunque rispettata.

Cosa è accaduto al sangue tre mesi dopo?
Affinché l’esperimento potesse davvero essere degno di nota, la giornalista ha fatto dei prelievi di sangue prima e dopo la dieta vegana. Dai risultati è emerso che il colesterolo si è ridotto, ma non solo quello cattivo – anche quello considerato buono. Una delle note più dolenti è stata l’evidente riduzione dei livelli di vitamina B12. Elemento indispensabile per sangue e sistema nervoso che i vegani devono obbligatoriamente reintegrare in qualche modo perché la sola dieta è quasi sempre insufficiente.

Divertimento
Al termine di questa esperienza, Chiara ammette di essersi anche divertita, di aver fatto un’esperienza nuova e comunque di essere più ricca interiormente grazie all’esperimento. Ecco cosa ha scritto nel mese di dicembre sul sito di RSI: «mi sono anche divertita. E questo è un grande privilegio del mio lavoro, che permette di scoprire tante cose, di farlo con piacere. Non è un piacere solo personale: è soprattutto il piacere di informare il pubblico, di farlo riflettere, di suscitare domande e discussioni. Affinché le scelte, alimentari e non, che si compiono come consumatori possano essere scelte consapevoli». Infine, sulla dieta veg si sono confrontati il presidente della Società di nutrizione Svizzera e una nutrizionista vegana e pare che le conclusioni fossero tutt’altro che concordi.