Focus: disturbi circolatori

Gambe pesanti e fragilità capillare: le piante che rinforzano i vasi sanguigni

I rimedi naturali utili in caso di capillari rotti, fragili e malattie venose

Gambe pesanti e fragilità capillare, i rimedi naturali
Gambe pesanti e fragilità capillare, i rimedi naturali (JPC-PROD | Shutterstock.com)

Gambe pesanti e capillari rotti sono le prime avvisaglie che evidenziano disturbi del microcircolo. È un problema che colpisce in maggior misura le donne, specie prima del ciclo mestruale o durante l’assunzione di contraccettivi orali. Secondo recenti stime si ritiene che le persone che vivono in un clima caldo/umido siano maggiormente predisposte a questo genere di alterazioni circolatorie. Per fortuna, la Natura mette a disposizione piante che si prendono cura dell’endotelio vasale. Ecco quali scegliere.

  • Cos’è l’endotelio
    Chiamato anche tessuto endoteliale, è in realtà un tessuto connettivo che riveste internamente i vasi sanguigni, i vasi linfatici e cardiaci. L’endotelio è formato da particolari cellule denominate endoteliali che, una volta entrate in contatto con il sangue, divengono cellule endoteliali vascolari e si possono trovare sia nei capillari che nei vasi più grandi, fino ad arrivare al cuore. Ecco perché è fondamentale mantenere in ottima salute l’endotelio.
Struttura dei vasi e Endotelio
Struttura dei vasi e Endotelio (Anton Nalivayko | Shutterstock.com)

Le cause della fragilità capillare
Sono davvero molte le cause di una fragilità capillare. In primis, vi sono delle predisposizioni genetiche. Ma anche uno stile di vita sedentario, l’assunzione della pillola anticoncezionale (o cortisonici) e un’alimentazione errata possono essere alla base del disturbo. Anche un calo di vitamina C, stress, ansia, sovrappeso ed esposizione al sole possono provocare problemi alla circolazione periferica. Senza considerare che fattori come fumo e alcol, sono tra i più grandi nemici della salute dei vasi sanguini.

Raramente alla base ci sono patologie serie
Meno comune, ma non impossibile, è che la causa risalga a problemi più seri come patologie alle ghiandole surrenali, sindrome di Marfan e morbo di Cushing (iperproduzione di cortisone a causa di un adenoma ipofisario).

Anatomia dei vasi sagugni
Anatomia dei vasi sagugni (Mmutlu | Shutterstock.com)

Ippocastano, fonte naturale di Escina
Spesso nelle creme per le gambe troviamo scritto a caratteri cubitali ‘contiene escina’. Tale sostanza è, in realtà un miscuglio di più tipi di saponine triterpeniche: saponosoidi, criptoescina, alfa-escina, escinoli e beta-escina. Si tratta di potenti antinfiammatori che provocano una leggera contrazione a livello dei vasi favorendo un naturale e costante ritorno venoso. Ma non solo. Riduce la permeabilità vasale, le stasi e il riassorbimento di edemi, migliorando la fluidità del sangue. Dell’ippocastano è possibile adoperare tutta la pianta, ma solo i frutti chiamati popolarmente castagne d’India contengono una percentuale elevata di escina. Gli effetti positivi sull’endotelio vasale sarebbero dovuti anche alla presenza dei flavonoidi, di cui ben si conosce il potere antiossidante. Tali sostanze, a livello topico sembrano in grado di rallentare il processo di invecchiamento cutaneo [1,2,3,4]. Il rimedio è consigliato anche in caso di flebiti, venere varicose, emorroidi e cellulite.

Eziologia vene varicose
Eziologia vene varicose (Designua | Shutterstock.com)

Dosi dell’ippocastano
In caso di fragilità capillare si possono assumere mediamente 20 gocce di tintura madre, più volte al giorno. Mentre il macerato glicerinato andrebbe assunto nella dose di circa 40 gocce. Se si preferisce il decotto della corteccia o delle foglie, si può aggiungere un cucchiaio di droga per tazza di acqua bollente.

Controindicazioni dell’ippocastano
L’ippocastano non dovrebbe essere assunto in grandi quantità nelle persone affette da insufficienza renale. A causa della presenza di cumarine, potrebbero esserci interazioni con l’assunzione di farmaci ad azione simile (per esempio anticoagulanti).

Centella asiatica, elimina anche la cellulite
È conosciuta in Occidente soprattutto come rimedio anticellulite, ma in medicina Ayurvedica (chiamata Gotu kola) si sfrutta in maggior misura il suo potente effetto nei confronti del sistema nervoso e delle funzioni cerebrali, specie in associazione alla Bacopa. Anch’essa protegge l’endotelio migliorando la fragilità capillare, le flebopatie, varici ed emorroidi. In parte l’azione è dovuta alla sua proprietà di fissare due aminoacidi denominato alanina e prolina, indispensabili per migliorare la produzione di collagene e i tessuti connettivali. Per tale motivo viene adoperata a uso topico anche in presenza di cute danneggiata come nel caso di smagliature, ulcere, dermatiti e cheloidi [5,6,7].

Dosi
La centella asiatica si può assumere sotto forma di tintura madre (40 gocce più volte al giorno), in tisana (35-40 grammi per litro) o per via esterna attraverso l’uso di pomate o medicamenti già pronti all’uso.

Controindicazioni della centella asiatica
La centella asiatica interagisce con alcuni psicofarmaci, per cui potrebbe creare una sommazione degli effetti. Un suo principio attivo, l’asiaticoside, può avere effetti ipoglicemizzanti. Di ciò se ne tenga conto nel caso si assumano farmaci ad azione simile.

Amamelide
Un’altra pianta che si prende cura della salute dei vasi sanguigni grazie alla presenza del principio attivo amamelitannino, una miscela di tannini – in particolare tannino gallico e catechico dalla notevole azione astringente. Il miglioramento del flusso sanguigno è dato anche dai flavonoidi che lo rendono un rimedio utile in caso di gambe pesanti, emorroidi e stasi venosa. Recenti ricerche indicano l’Amamelide come un ottimo rimedio per contrastare alcuni tipi di cancro, come quello del colon [8].

Dosi
La tintura madre di Hamamelis (Amamelide) va assunta nella dose di circa 30 gocce, 3 volte al giorno. In alternativa ci si può affidare alla tisana (2 grammi per 250 ml di acqua), più volte al giorno oppure le creme a uso topico.

Controindicazione dell’Amamelide
L’Amamelide è controindicata in caso di stitichezza e disturbi epatici. Allo stato attuale non si conoscono interazioni con farmaci [9]

[1] Arch Dermatol. 1998 Nov;134(11):1356-60. Horse-chestnut seed extract for chronic venous insufficiency. A criteria-based systematic review. Pittler MH1, Ernst E.

[2] Cochrane Database Syst Rev. 2012 Nov 14;11:CD003230. doi: 10.1002/14651858.CD003230.pub4. Horse chestnut seed extract for chronic venous insufficiency. Pittler MH1, Ernst E.

[3] Cochrane Database of Systematic Reviews. Horse chestnut seed extract for long‐term or chronic venous insufficiency

[4] Int J Cosmet Sci. 1999 Dec;21(6):437-47. doi: 10.1046/j.1467-2494.1999.234192.x. Horse Chestnut - Aesculus Hippocastanum: Potential Applications in Cosmetic Skin-care Products. Wilkinson JA1, Brown AM.

[5] Contact Dermatitis. 1993 Oct;29(4):175-9. Centella asiatica (Indian pennywort), an effective therapeutic but a weak sensitizer. Hausen BM1.

[6] J Ethnopharmacol. 2012 Mar 27;140(2):333-8. doi: 10.1016/j.jep.2012.01.023. Epub 2012 Jan 24. Aqueous extract of Centella asiatica promotes corneal epithelium wound healing in vitro. Ruszymah BH1, Chowdhury SR, Manan NA, Fong OS, Adenan MI, Saim AB.

[7] Indian J Pharm Sci. 2010 Sep;72(5):546-56. doi: 10.4103/0250-474X.78519.Pharmacological Review on Centella asiatica: A Potential Herbal Cure-all. Gohil KJ1, Patel JA, Gajjar AK.

[8] J Agric Food Chem. 2008 Dec 24;56(24):11675-82. doi: 10.1021/jf802345x. Witch hazel (Hamamelis virginiana) fractions and the importance of gallate moieties--electron transfer capacities in their antitumoral properties. Lizárraga D1, Touriño S, Reyes-Zurita FJ, de Kok TM, van Delft JH, Maas LM, Briedé JJ, Centelles JJ, Torres JL, Cascante M.

[9] Fabio Firenzuoli, interazioni tra erbe alimenti e farmaci. Tecniche Nuove Edizioni