Beltramo intervista Petrucci: «Una vittoria? Per me sarebbe la prima...»

Il pilota ternano con la Ducati satellite del team Pramac punta a fare ancora meglio dell'anno scorso: «Il podio? Ce lo giochiamo in dieci-undici piloti»

SANT'AGATA BOLOGNESEDanilo Petrucci, sembra che tu abbia perso quattro o cinque anni, oltre che sei o sette chili. Ti trovo in forma splendida, poi nei test in Qatar hai fatto una simulazione di gara che mi ha impressionato più di tutte.
Ho visto che l'hai scritto. Tu pensi che io non ti ascolti, invece io guardo...

Grazie! Bello, no?
Sì, quella mi ha dato molta fiducia: sono stato l'unico a finirla e con tempi veloci, in linea con i migliori. La gara sarà un'altra cosa, ma intanto abbiamo fatto vedere che ci siamo. Il problema è che insieme a noi abbiamo una compagnia di dieci-undici piloti che si possono giocare tutti il podio. Non sarà facile. Però la moto è molto competitiva, io ho fatto tanto e ho molta fiducia in me stesso.

Quando prevedi che ci sarà una lotta tra dieci-undici piloti, noi che stiamo fuori godiamo ancora di più!
Perché, a vederle, le gare della MotoGP sono sempre più belle. Ma a farle, sono sempre più difficili! Però è quello il bello, perché bene o male siamo arrivati ad un livello di competitività e di spettacolo che non ha uguali. Non solo facciamo tempi record, ma l'anno scorso tanti piloti, come me, sono saliti più volte sul podio. Questo fa bene, perché possiamo giocarcela, metterci in mostra... Quindi non vediamo l'ora di andare in Qatar!

Obiettivo: almeno una vittoria, giusto?
Almeno! Sarebbe la mia prima... Io vorrei fare meglio dell'anno scorso.

L'anno scorso hai ottenuto due secondi posti, quindi c'è un solo modo di far meglio...
Esatto! Se così sono le regole, per me va benissimo.

Il tuo nuovo compagno di squadra, Jack Miller, è uno simpatico. Ti ci trovi bene?
Sì, a me piacciono l'Australia e gli australiani. Lui è uno che va diretto, dritto in faccia, e molto pericoloso sull'acqua, come me. Quindi ho trovato sicuramente il più difficile dei miei compagni di squadra: uno di quegli undici piloti che ho detto è sicuramente lui. Quindi sarà molto dura batterlo: sarà uno dei miei principali rivali.

Michelin è riuscita a raggiungere quella costanza e sicurezza di rendimento che tutti le chiedevano?
Diciamo che stanno sempre migliorando. Soprattutto nei test in Thailandia e in Qatar hanno portato delle gomme molto performanti, quasi tutte in grado di percorrere la distanza di gara, il che è molto importante. Certo, devi sempre essere molto delicato, morbido sul gas: tornare un po' alla vecchia guida dei due tempi, anche perché abbiamo un'elettronica diversa. Però stanno migliorando, e i tempi che abbiamo ottenuto in Qatar sono stati buoni: Zarco ha girato quasi ai livelli della gomma da tempo che c'era qualche anno fa.

Devo farti una domanda cattiva: se ti dico Bagnaia, cosa pensi?
Prima di tutto che è un bravissimo ragazzo e anche un bel pilota, molto forte, molto cattivo e deciso in pista. Sono contento che correrà qui l'anno prossimo: non so se ci sarò io, certo mi piacerebbe crescere di livello, ma anche averlo come compagno di squadra, semmai.