Motori | Campionato di Formula E

Filippi al Diario Motori: «Com'è difficile guidare in elettrico»

Luca, il primo pilota italiano della Formula E, ci racconta il suo duro apprendistato con una macchina che va guidata con uno stile e un'attenzione diversi

ROMALuca Filippi, dopo l'ePrix di Santiago tracciamo un primo bilancio di questo inizio della tua stagione di debutto in Formula E.
È tutto nuovo e molto bello, davvero entusiasmante. Ci sono ancora degli aspetti che devo comprendere al 100%, e anche a livello tecnico credo che abbiamo del margine di miglioramento con la macchina e con il team. Ma è un campionato che mi affascina molto: ogni volta in cui scendiamo in pista ci sono tante cose da tenere presenti, non solo chiaramente l'assetto e la guida, ma anche il discorso energetico che non è assolutamente facile da tenere sotto controllo.

Cosa hai dovuto cambiare, o stai ancora cambiando, nella tua guida rispetto alle tue precedenti esperienze?
Chiaramente la gestione elettrica è abbastanza nuova per tutti i debuttanti. Mentre guidi, imparare a risparmiare la giusta quantità di energia, senza andare oltre ai target, non è facile. Ma allo stesso tempo non devi nemmeno risparmiare troppo, per non arrivare a fine gara senza aver sfruttato al massimo la tua vettura. Nel frattempo, ci sono tante regolazioni che puoi impostare sul volante, proprio per ottimizzare queste strategie, e farlo mentre si guida su un circuito cittadino devo dire che ti dà tanto lavoro.

Devi essere un po' anche ingegnere, insomma.
Un pochino sì. E anche la comunicazione con il box è molto frequente è importante. Tu dai delle informazioni a loro, loro le elaborano e cercano di restituirle a te. E tutto questo mentre si gareggia, si attacca o ci si difende, non è facile.

Anche il campionato sta crescendo molto: negli ultimi giorni è stata presentata anche la macchina per il prossimo triennio. Sembra che goda di ottima salute.
Sicuramente la nuova vettura è nata in base alle esigenze dettate dalla filosofia che la Formula E ha proiettato nel futuro. Una macchina che nasce veramente con il dna della Formula E, mentre quella che guidiamo adesso è stata messa insieme a partire da quello che il mercato proponeva. La nuova, invece, sarà una vera e propria FE: diversa, innovativa, che secondo me rispecchia l'idea del campionato. Poi i costruttori stanno rispondendo alla grande, perché in nessun altro campionato c'è un numero così alto di case, continuamente in crescendo, e tutte di altissimo livello.

Insomma, diamo l'appuntamento per il pubblico italiano, a Roma.
A Roma, il 14 aprile: sarà una gara incredibile e mi fa piacere vedere il calore con cui gli appassionati hanno risposto. I biglietti sono già esauriti, con tanto anticipo, e questo vuol dire che piace.