MotoGP | Gran Premio di Valencia

Beltramo intervista Ciabatti: «Lorenzo non ha ostacolato Dovizioso»

Il responsabile del progetto Ducati nel Motomondiale chiude il cerchio sulla «stagione fantastica» della Rossa di Borgo Panigale. Spegnendo le polemiche sugli ordini di scuderia

VALENCIAPaolo Ciabatti è uno degli importanti autori di questa fantastica stagione Ducati. Questa emozione è merito del fascino e della storia italiana del marchio, ma anche della persona-personaggio Dovizioso.
Sì, una stagione fantastica. All'inizio non ci aspettavamo di fare questo campionato e vincere sei gare con Andrea. Ci ha dato un gusto particolare. La prima è arrivata in Italia: era dal 1974 che un pilota italiano non vinceva un Gran Premio di casa su una moto italiana. E questa accoppiata che è tornata al successo, arrivando a giocarsi il Mondiale fino all'ultima gara, ha raccolto il tifo di tanta gente. Grazie anche alla personalità di Dovizioso: un pilota umile, con i piedi per terra, che non ha mai cambiato le sue abitudini, che vede sempre i soliti amici e a cui tutti nel paddock e fuori vogliono bene. Vederlo finalmente dimostrare il suo vero talento ha dato il piacere a tutti di seguire questa bella avventura.

Una volta la Ducati era prerogativa dei pazzi alla Fogarty e Bayliss. Ora c'è questo ragazzo eccezionale perché normale.
Poi ha deciso, tutto da solo, di scrivere Desmodovi sulla tuta e sul casco, guadagnandosi un posto importante nel cuore dei ducatisti. Che, come sai, sono un po' schizzinosi, da questo punto di vista, ma in lui hanno visto uno che ha creduto nel progetto anche nei momenti difficili. Andrea è arrivato in Ducati nel 2013, quando sono tornato io: un anno molto difficile. Ma ha creduto nella capacità degli ingegneri di risalire la china e di tornare ad essere competitivi, e poi ha fatto un altro atto di fiducia rinnovando con noi per il biennio 2017-18. Quest'anno ha colto i frutti. Non è riuscito ad arrivare al premio più alto, ma comunque ha disputato una stagione da incorniciare: sei gare le hanno vinte solo lui e Marquez. Arrivare secondo all'ultima gara a Valencia contro un fenomeno come Marc è stato un ottimo risultato, di cui siamo fieri.

L'unico neo è stata l'apparente disobbedienza di Jorge Lorenzo agli ordini di scuderia.
In realtà la cosa importante è quello che ha detto Dovizioso: quando Jorge lo tirava lui riusciva a guidare in modo più rilassato e a risparmiare energie per chiudere il divario da Pedrosa. È vero che, come lo avete visto voi in televisione, lo abbiamo visto anche noi dai box. Sembrava che in una certa fase Dovi ne avesse un pochettino di più e quindi che fosse giusto per Jorge lasciarlo passare. A volte quello che vediamo non è esattamente quello che succede in pista: e se Andrea avesse considerato questo atteggiamento lesivo lo avrebbe detto. Noi abbiamo dato un'indicazione, ma i piloti, che sono quelli che devono giudicare in pista, hanno pensato che fosse meglio far diversamente.

C'è stata molta polemica al riguardo.
La posso capire. Quando abbiamo chiesto a un pilota di far passare il proprio compagno di squadra e questo non è avvenuto, anche noi abbiamo provato un certo disappunto. Poi abbiamo capito che Jorge ne ha approfittato per tirarsi dietro Dovizioso e abbiamo smesso di segnalargli di farlo passare. Ripeto: il fatto stesso che Dovi abbia detto che questo comportamento lo ha agevolato, per quanto ci riguarda, chiude la polemica.

Come vi è venuto in mente di dare a questa indicazione il nome di «Mappa 8»?
Non lo so, questo bisognerebbe chiederlo agli ingegneri che si sono inventati questa cosa. Ma sicuramente, per quante mappe ci siano da utilizzare in una gara, non si arriva a otto. E quindi «Mappa 8» vuol dire: caro pilota, il tuo compagno di squadra dietro di te va più forte.

Già da due anni è arrivata la dimostrazione che fate paura: l'anno scorso vi hanno tolto le ali, stavolta hanno modificato i test. Ma ve l'hanno detto ieri, quando voi avevate ormai organizzato tutto per la settimana prossima.
In realtà questo è un campionato molto competitivo, in cui ognuno tira l'acqua al proprio mulino. A tutti, apparentemente, fa piacere vedere una Ducati competitiva, ma quando lo è troppo dà fastidio. Quindi hanno bandito le ali con un'inesistente motivazione di sicurezza: poi sono tornate in una forma diversa facendo spendere a tutti più soldi. Anche la limitazione delle prove ci vede d'accordo, ma non il fatto che sia stata decisa un mese prima dell'inizio del test di Valencia: questo ci ha scombinato i piani. Non è un grandissimo danno, più il fastidio di vedere che ci si attacca a dei pretesti. Ma il mondo delle corse è fatto anche di questo: noi pensiamo di avere le spalle abbastanza larghe da sopportare tutto e andare avanti per la nostra strada.